Campi Bisenzio: il Pd presenta un ordine del giorno sulla crisi Fnac

CAMPI BISENZIO – Il gruppo del Pd in consiglio comunale presenterà un ordine del giorno sulla situazione dei lavoratori della Fnac del centro commerciale I Gigli dove si teme che i 52 dipendenti (erano inizialmente 65) possano perdere il posto di lavoro dopo l’annuncio, da parte della catena francese, di cessare le attività negli 8 punti vendita italiani.
“A seguito di numerose richieste di chiarimento da parte di dipendenti e rappresentanze sindacali, né la casa madre francese, né la società Ppr, holding che detiene quote rilevanti in famosi marchi del settore lusso e di FNAC stessa si legge nell’ordine del giorno presentato dal Pd -hanno ad oggi fornito un quadro delle prospettive che interesseranno la divisione italiana e il destino di alcune centinaia di dipendenti, tanto che il 18 settembre scorso, è stato organizzato un sit-in a Firenze in occasione del Vogue Fashion Night, per portare all’attenzione dei marchi del gruppo Ppr, questa situazione di incertezza”.
Nel corso di un’audizione tenuta con rappresentanti consiliari dei comuni di Campi e Firenzei dirigenti di Fnac avrebbero espresso “la volontà della casa madre francese, in ragione dei numeri non positivi che stanno facendo i punti vendita italiani rispetto ai budget previsti”. A Campi. Però, dice il Pd, “esistono potenzialità notevoli dovute al grande flusso di visitatori (oltre 14 milioni l’anno), che potrebbero far concretizzare una soluzione gestionale diversa e più competitiva, per dare una prospettiva allo spazio vendita e ai suoi lavoratori”. Di consegna l’ordine del giorno impegna la giunta comunale ad “attivarsi con la proprietà e/o gli organismi aziendali di FNAC per ottenere un quadro completo della situazione e delle prospettive di investimento o dismissione previste; eichiedere l’attivazione del tavolo di crisi presso la Provincia di Firenze con i soggetti istituzionali interessati, per portare all’attenzione di Regione Toscana e Governo una questione di interesse territoriale e nazionale, che in caso di esito negativo, produrrà circa 600 posti persi, lasciando senza lavoro soprattutto giovani; verificare l’opportunità, in caso di mancate prospettive su scala nazionale, di una soluzione che venga a salvaguardare gli occupati e il servizio commerciale e culturale che il punto vendita svolge sul nostro territorio, attraverso l’individuazione di possibili acquirenti in grado di rilevare l’attività svolta oggi da Fnac”.