Lettere al Direttore

GIOSTRA INCLUSIVA AL PARCO IQBAL, LA LETTERA DI DUE MAMME 

10 agosto 2017
Buongiorno,
ci presentiamo: siamo Claudia e Raffaella e da diversi anni ci occupiamo di diritto al gioco ed aree gioco inclusive portando avanti una campagna di sensibilizzazione per la realizzazione di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme, cosa che nel 2017 dovrebbe essere realtà in ogni città italiana visto che il gioco è un diritto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, e l’abbattimento delle barriere di edifici e spazi pubblici dovrebbe essere già stato recepito dai Comuni come da D.P.R. 503 del 1996.
Abbiamo appreso dai quotidiani la notizia dell’incidente accaduto al parco Iqbal di Campi Bisenzio sulla giostrina con rampa e siamo molto dispiaciute per l’accaduto, speriamo che il bambino coinvolto non abbia riportato gravi danni. Vorremmo però capire come mai la giostra è stata installata in quel modo ovvero con la base rialzata rispetto al terreno. Avevamo già espresso perplessità visionando le foto dell’inaugurazione sulla pagina facebook dell’associazione CUI I Ragazzi del Sole; nella quasi totalità dei parchi italiani ove è stata installata questo tipo di giostra la pedana del gioco è allo stesso livello del terreno proprio per permettere alle carrozzine di accedere al gioco in maniera agevole, senza l’utilizzo di alcuna rampa e in autonomia. A Campi Bisenzio la rampa è stata aggiunta successivamente all’installazione della giostra invadendo di fatto lo spazio di sicurezza del gioco che sicuramente è specificato nella scheda tecnica che, nonostante vari solleciti, non ci è stata fornita. Abbiamo inviato alcune mail all’amministrazione comunale ma non avendo ricevuto risposta proviamo a utilizzare altri canali non per far polemica, politica o altro ma perché davvero abbiamo a cuore il diritto al gioco di tutti i bambini che però non deve mai essere messo in secondo piano rispetto alla sicurezza. Il fine, rendere il gioco accessibile, in questo caso non giustifica i mezzi ovvero la rampa.
Parchi per Tutti ha sempre dichiarato di non far parte di gruppi politici, scriviamo articoli, diamo suggerimenti, abbiamo partecipato a diversi seminari/convegni, abbiamo fatto parte di un  gruppo di lavoro per la progettazione dell’area gioco inclusiva di Rimini.
Vorremmo chiedere pubblicamente all’amministrazione di rimuovere quella brutta rampa e di installare il gioco a livello del terreno in modo da rendere l’accesso alla giostra sicuro ed unico per tutti gli utenti perché, a nostro parere, se è necessario apporre un cartello accanto al gioco con specificato che i bambini in carrozzina e i loro accompagnatori devono usare la rampa mentre tutti gli altri utenti non possono assolutamente farlo forse siamo in presenza di un pericolo e un parco giochi dovrebbe essere prima di tutto sicuro.
In un parco giochi non ci risulta che le strutture abbiano bisogno di cartelli che spieghino l’utilizzo dello scivolo, dell’altalena, del gioco a molla. Non dovrebbe essere necessario scrivere che è pericoloso inserire le mani tra la giostra e la rampa, (che è stata ricoperta di gomma per ridurre il rischio di incidenti). A cosa potrebbe servire inoltre il cartello in presenza di bambini che non sanno leggere o di adulti che li accompagnano che possono, anch’essi, non conoscere la lingua italiana per svariati motivi?
Attendiamo cortese risposta e naturalmente ci piacerebbe visionare i documenti della giostra
Claudia e Raffaella

 

#RINGRAZIAUNDOCENTE, UNA PROF RINGRAZIA LE SUE COLLEGHE DI CAMPI

Egregio Direttore,
Dal 2 all’8 Maggio si celebra la “Settimana Italiana dell’Insegnante”, iniziativa promossa dall’associazione MasterProf con l’obiettivo di ri-valorizzare la professione docente: una delle professioni più belle e importanti, ma con pochi riconoscimenti . Gli organizzatori hanno anche
lanciato un hashtag #RingraziaUnDocente, un modo per esprimere un personale ricordo e per dire grazie al proprio prof del cuore. Ed è proprio in occasione della Settimana del Docente che ho deciso di concretizzare un’idea che coltivo da tempo.
Mi presento: mi chiamo Cristina, ho 35 anni e sono una docente di scuola Primaria presso l’I.C.S. “G. La Pira” di San Donnino (Campi Bisenzio – FI). Il mio incontro con il mondo della scuola è avvenuto in modo del tutto inaspettato: in maniera inconsapevole ho intrapreso l’insegnamento mentre ero prossima alla prima laurea. Ricordo ancora il mio primo giorno di scuola da docente: era
il 30 Gennaio dell’anno scolastico 2004/05, da quel giorno la mia straordinaria avventura non si è più arrestata. Insegno da dodici anni e, fatta eccezione per tre anni, ho sempre lavorato come docente specializzata per l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di disabilità. Questi anni mi hanno permesso di accostarmi in modo reale, a volte anche sofferto, a diverse situazioni, tutte aventi come filo conduttore l’universo della disabilità e dell’inclusione. Confesso di aver impiegato del tempo per superare il mio iniziale disagio, il senso di impotenza e di frustrazione davanti a bambini dal volto dolcissimo e tenero, ma talvolta inespressivo e pieno di timori. E’ un’avventura davvero emozionante interagire con loro alla ricerca di strade, strategie e percorsi alternativi per arrivare alla conquista di un qualcosa di proprio, che porta il nome di ognuno di loro. Ogni anno scolastico è sempre segnato da esperienze, emozioni e stati d’animo unici.
Essere insegnante specializzata ha significato anche vivere la straordinaria esperienza della ” quotidiana compresenza ” con gli altri docenti della classe. Ora che la mia esperienza da insegnante specializzata sta per finire (ho fatto il passaggio di cattedra, scelta questa ponderata e al tempo stesso molto sofferta) il mio pensiero e il mio hashtag #RingraziaUnDocente è rivolto a tutte le colleghe che in questi anni hanno segnato il mio essere in modo determinante. Colleghe con cui ho avuto la fortuna di lavorare, con le quali ho condiviso lo straordinario ambiente che è l’aula
scolastica. Ognuna di loro con la propria personalità, il proprio modo di essere e di fare, di affrontare le situazioni, di lavorare e interagire con i bambini, con il personale modo di “fare scuola”, ciascuna con i propri limiti ha rappresentato per me uno stimolo ad andare avanti, un sostegno nei momenti di incertezza e un valido punto di riferimento. Durante tutti questi anni ho sviluppato una “doppia” capacità di osservazione: nei confronti dei bambini per capire il perchè dei loro atteggiamenti e comportamenti, il perchè dei loro rifiuti e delle loro difficoltà, e soprattutto nei confronti delle mie colleghe che sono state per me fonte di arricchimento. La loro esperienza e professionalità, le loro competenze hanno rappresentato un’occasione di confronto, di riflessione, di crescita professionale e umana. Mi mancheranno questi momenti di collaborazione, condivisione, scambio, riflessione e dialogo, momenti dai quali ha preso avvio la mia trasformazione. L’esperienza mi ha insegnato che la pratica dell’insegnamento è il risultato di una pluralità di dimensioni, ovviamente non riducibili alla sola attività di trasmissione di conoscenze disciplinari. Il più grande insegnamento ricevuto è la certezza di quanto sia importante la relazione, il contatto umano oltre alla lezione.
Oggi, ho la certezza che non cadrò nell’errore di focalizzare l’attenzione sullo svolgimento del programma, senza prima dedicarmi ad esplorare le risorse di ogni singolo
alunno, senza prima predispormi all’apertura in atteggiamento di ascolto per conoscere e poter andare incontro ai bisogni di ogni singolo bambino. Farò tesoro dell’atmosfera di condivisione, collaborazione, solarità, complicità che giorno dopo giorno insieme ai nostri alunni, veri protagonisti del processo educativo, ci ha consentito di costruire, inventare e reinventare il processo di insegnamento-apprendimento…
Sarebbe bello se tutti i genitori riuscissero ad osservare con occhi attenti tutto ciò che i loro figli ricevono ogni giorno dai loro insegnanti, si riuscirebbe così a creare un autentico contesto educativo e formativo di collaborazione per la crescita dei nostri bambini.
Oggi che il ruolo di noi insegnanti è spesso bistrattato io, da collega, dico GRAZIE alle mie compagne di viaggio perchè nell’entusiasmo, nell’intraprendenza, nella dedizione, nella motivazione, nell’impegno e nella passione che ogni giorno trasmetto ai miei bambini c’è anche un
pezzetto di ciascuna di loro.

Distinti Saluti
Di Rosa Maria Cristina

 

MONUMENTO AI CADUTI DI CAMPI BISENZIO, GIUSTO SPOSTARLO?

Caro direttore, in questi giorni  leggo sul tuo giornale, opinioni sullo spostamento del monumento ai caduti posto fuori le mura a Campi Bisenzio;  sono un un residente del Centro Storico e non condivido questa ipotesi di ricollocare il monumento nella vecchia sede, cioè in piazza della Chiesa. La piazza attualmente con la fontana e le panchine abbellisce e rivitalizza il centro storico, dando la possibilità ai residenti e ai cittadini di avere un luogo dove incontrarsi, mettersi a sedere in una bella piazza come quella. Credo che alcuni  Commercianti del centro non siano i soli che possono decidere della “nostra città”. Vorrei sapere cosa ne pensi, Saluti.

Gianchino Santo

CASO CARREFOUR: LETTERA APERTA AL SINDACO BIAGIOLI

SESTO FIORENTINO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che Filcams CGIL, Fisascat CISL  e UILTuCS UIL hanno scritto sul caso delle aperture no stop del Carrefour di Calenzano al sindaco Alessio Biagioli. Ecco il testo.
Egregio Sig. Sindaco,
siamo a rappresentarLe la decisione della catena commerciale CARREFOUR la quale ha deciso di aprire H24 anche il negozio insediato nel suo territorio.
Riteniamo questa scelta, scellerata, frutto di una decisione ideologica che mira ad un acquisto compulsivo considerando le strutture commerciali alla stregua di un ospedale o di qualsiasi altro servizio pubblico essenziale.
Contro questa scelta le Organizzazioni Sindacali metteranno in campo tutte quelle azioni di mobilitazione e protesta necessarie a contrastarla attivando anche una campagna mediatica tesa a boicottare questo modello di NON sviluppo.
In considerazione di quanto sopra, pur consapevoli che la normativa vigente non Le consente ampi spazi di manovra, tuttavia Le chiediamo di intervenire e prendere posizione nei confronti di Carrefour, affinché sia chiara alla sua cittadinanza il suo interesse e coinvolgimento, al pari di tanti suoi concittadini che sono anche dipendenti di questa azienda.
Questa scelta implica inoltre una serie di problemi che si riversano direttamente sui lavoratori quali: mobilità e mezzi di trasporto, sicurezza nelle ore notturne, conciliare i tempi di lavoro con una sana e normale conduzione delle relazioni affettive e familiari.
Per queste ed altre ragioni siamo a chiederLe un incontro urgente.
Giovanni Vangi, Giuseppe Viviano, Marco Conficconi

LETTERA APERTA AI CITTADINI DI SESTO FIORENTINO DI LORENZO ZAMBINI
SESTO FIORENTINO – Riceviamo dall’ex vicesindaco di Sesto Lorenzo Zambini una lunga lettera aperta indirizzata ai cittadini per spiegare la sua posizione sulla vicenda della sfiducia a Sara Biagiotti. Ecco il testo.
A Sesto ci sono cresciuto. Anche politicamente: ho visto fin da piccolo cosa significa (nelle soddisfazioni come nei sacrifici) impegnarsi per la propria comunità e stare in un partito; negli anni ho toccato con mano, da cittadino, cosa vuol dire “buona amministrazione”: prima di tutto l’attenzione alle persone e quindi ai servizi, anche in periodi difficilissimi come quello di questa lunga crisi economica.
Nell’ultimo anno ho avuto l’onore di fare il vicesindaco della mia città, mettendoci tutto l’impegno e tutte le energie che avevo a disposizione.
Un’esperienza bellissima, nonostante le note difficoltà politiche.
Non faccio l’elenco delle cose fatte perché ora come ora bruciano molto di più i progetti troncati a mezzo dalla caduta della giunta comunale.
Due iniziative avrebbero visto la luce passata l’estate. La prima è il percorso di partecipazione culturale “La cultura ti rimette in Sesto” per mappare i luoghi culturali di Sesto e creare un vero e proprio circuito culturale sestese. La seconda iniziativa, a cui tenevo molto, sarebbe stata un convegno su Ernesto Ragionieri a 40 anni dalla sua scomparsa: un modo non solo per ricordare ma anche per far conoscere ai più giovani la figura di un grande studioso dai natali sestesi, insieme a ospiti importanti. Senza parlare del percorso appena imboccato per riaprire Palazzo Pretorio e tante altre cose.
Non so se con il commissario prefettizio questi progetti potranno diventare realtà.
Mi auguro di sì, anche se senza i rappresentanti eletti dai sestesi (sindaco e consiglieri comunali) non sarà comunque la stessa cosa, perché senza guida politica tutto assume un altro sapore.
E qui torniamo a ciò che è accaduto martedì in consiglio comunale e a ben vedere da molto prima, perché il “tiro a segno” contro sindaco e giunta è cominciato subito dopo il nostro insediamento e ci ha accompagnato in questi lunghi 12 mesi, nonostante i tentativi di confronto e mediazione che diverse persone hanno provato a creare o facilitare.
La mozione di sfiducia contro il proprio sindaco è un atto distruttivo e come tale va usato solo nel caso in cui il Comune corra il rischio di essere distrutto da cose ancora più gravi (dissesto finanziario, infiltrazioni mafiose…).
Nella mozione approvata martedì scorso non si parla né di mafia né di motivazioni così gravi, ma di questioni politiche che in una qualsiasi altra assemblea elettiva (e nella normale dialettica tra il partito di maggioranza e l’amministrazione) si sarebbero potute e dovute risolvere con il confronto.
E c’è anche un’aggravante politica: questa mozione di sfiducia non è stata né discussa né tanto meno condivisa all’interno del Partito Democratico.
Un gruppetto di persone che si ritrovano in una stanza, anche se singolarmente hanno dei ruoli istituzionali e/o politici, non può pensare di sostituire un organismo di partito in una scelta così fatale. Almeno così la penso io, che credo ancora nei partiti e soprattutto nel partito a cui sono iscritto.
Con questa mozione di sfiducia si è così smarrito in un solo colpo: il senso di una comunità politica, il rispetto per le Istituzioni, la responsabilità di governo. Altro che “partito liquido”, altro che “partito gassoso”, qui siamo al vuoto, all’assenza della politica.
E purtroppo ci sono tante riprove di questa assenza di politica negli atti dei cosiddetti “8”. Dall’utilizzo di metodi che non hanno minimamente a che fare con la cultura di sinistra, come la personalizzazione degli attacchi politici, l’abbandono dei consigli comunali senza dire una parola per far mancare il numero legale, fino all’incredibile alleanza di fatto con i comitati anti-inceneritore (rispetto i comitati, vanno ascoltati, ma come impostazione di fondo sono una tra le cose più lontane dal nostro fare politica).
Questo carattere anti-politico è la cosa che personalmente mi fa più male.
Perché, oltre a fare una danno, è la negazione di una storia di cui mi sento parte e di cui anche gli 8 dovrebbero sentirsi parte.
Sesto non è questa, il Pd non è questo.
E molti, moltissimi, lo hanno dimostrato anche in questi giorni.
Per questo vorrei ringraziare il segretario regionale Dario Parrini e quello metropolitano Fabio Incatasciato, i tanti sindaci, gli assessori, i consiglieri comunali, i militanti del Pd che sanno cosa vuol dire prendersi e curare giorno dopo giorno una responsabilità e che in queste ore hanno fatto sentire la loro vicinanza e la loro preoccupazione.
Un grande grazie a Lorenzo Becattini che in questi giorni ha usato tutti gli strumenti della bella politica per provare a risolvere la situazione e che ora avrà il difficile compito di ricostruire il Partito Democratico sestese. Caro Lorenzo, noi ci saremo, tanti sestesi, iscritti e simpatizzanti del nostro partito ci saranno a dare una mano, ripartendo dall’iniziative politiche, dal tesseramento e da una Festa de l’Unità che a Sesto non c’è più da troppo tempo.
Finisco, ma in realtà avrei dovuto iniziare, con i ringraziamenti ai compagni e alle compagne di strada di questo anno.
Il primo grazie va a Sara Biagiotti per l’opportunità che mi ha dato e per il modo con cui abbiamo lavorato insieme: rispetto reciproco, confronto continuo e sempre franco,grande pragmatismo.
E grazie, naturalmente, ai colleghi assessori: Valentina Bicchi, Sara Martini, Luca Eller Vainicher, Michela Di Matteo e Tamara Taiti. Ai consiglieri che hanno svolto con responsabilità il loro ruolo: Claudia Pecchioli, Luca Gorrone, Simonetta Biagiotti, Tommaso Vanni, Riccardo Baronti, Andrea Giorgetti e alla nostra indimenticata Sara Lapi.
Grazie alla mia squadra, che non è “mia” ma fortunatamente per Sesto è del Comune: Enio Bruschi,Fiorella Bendoni, Solange Berti, Marco Cannicci, esempi di dedizione e competenza a servizio della città. E poi un grande grazie a: Stefano Gennai, Luca Gentili, Franco Zucchermaglio, Stefano Bagnoli, Carolina Massei, Alessandra Fiorentini, Clara D’Acunto e Anna Palazzi.
Grazie a tutte le associazioni e le realtà culturali della città, la grande “riserva aurea” sestese di passione e idee.
E naturalmente grazie ai sestesi, che non le mandano mai a dire: né quando c’è da criticare né quando ti fermano per incoraggiarti, come in questi giorni.
Spero che questa triste pagina possa almeno servire a qualche giovane studente di Scienze Politiche per scrivere una tesi di laurea dal titolo: “Do you remember Turigliatto?”.

LETTERA APERTA DI ARRIGO CANZANI AL COMMISSARIO DEL PD LORENZO BECATTINI

SESTO FIORENTINO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Arrigo Canzani, attualmente membro della Direzione del Pd sestese, inidirizzata al commissario del partito Lorenzo Vecattiuni dopo la vicenda della sfiducia al sindaco Sara Biagiotti. Ecco il testo.

Sono un membro della Direzione Unione comunale Pd impegnato nel volontariato (Associazione Anziani e Misericordia) che ha sostenutoll l’azione politica-amministrativa di Sara Biagiotti alla guida del Comune.
Trovandomi fuori città (con famiglia e nipoti) pho seguito, vissuto, partecipato con interesse e apprensione (nonostante la mia età avanzata) le ncresciose vicende che hanno determinato l’ingiustificata e inconcepibile sfiducia del Consiglio comunale, voluta e condotta irresponsabilmente dal “gruppo degli 8” del Pd, nei confronti del sindaco Sara Biagiotti. Un atto di estrema gravità sul piano istituzionale, mancante di qualsiasi presupposto politico/amministrativo negativo (malaffare, ammanchi, dolo) tale da cancellare il voto popolare e democratico della elezione del sindaco (con il 56% di voti), poco più di un anno fa.
Colgo l’occasione per ringraziarti riguardo al gravoso ruolo e compito affidatoti e per l’impegno con cui hai cercato di evitare il commissariamento del Comune, attraverso la ricerca di una difficile ma possibile intesa – con la disponibilità di Sara – nel tentativo di ricostruire un comune percorso politico del Pd.
Le cosiddette motivazioni sulla sfifucia – del tutto velleitarie, comunque riconducibili ad un possibile confronto senza rotture, anche nei punti più scottanti su termovalorizzatore e nuova pista aeroporto ( assunti nel programma del Pd regionale come infrastrutture di interesse sovracomunale) – nascondevano, in verità, ritorsioni per il mancato ottenimento di posti in giunta e nelle altre istituzioni. Mentre è risultata ben chiara la strategia, in accordo con Sel, sulla probabile formazione di una sinistra civica locale o nel solco del progetto di Civati e c., quindi fuori dal Pd: una posizione incoraggiata dalle puntuali dichiarazioni di Fassina.
A Sesto la linea politica riformatrice e di cambiamento del segretario nazionale del Pd e presidente del consiglio, Matteo Renzi, a cui fa riferimento, come si sa, Sara (cresciuta e formatasi politicamente nell’area della “vecchia sinistra” sestese), ha ottenuto nelle primarie del gennaio 2014, il 75% di consensi; su questo chiaro esito e in questo percorso è maturata la candidatura di Sara, senza ricorrere alle primarie comunali del Pd, così come avvenuto in quasi tutti i comuni della provincia.
Il contrasto al suo mandato elettorale si è da subito evidenziato da parte dei suddetti otto consiglieri che hanno avuto maggiori preferenze – grazie al consenso organizzato del vecchio apparato Pd – rispetto agli altri candidati, impegnati a sostenere gli oneri più gravosi della campagna elettorale per le amministrative e le europee.
La contestazione verso il sindaco e la sua giunta si sono accentuate dopo le elezioni regionali, a seguito del successo di Monia Nonni, sostenuta da Sara, mentre sono rimaste “al palo” le candidature degli altri candidati appoggiati dagli attuali “dissidenti” che avevano, fra l’altro, dato indicazioni sul voto disgiunto per penalizzare Enrico Rossi che invece ha preso, anche a Sesto, più voti del Pd.
Adesso la gente della nostra città – dove sono in vigore le imposte locali fra le più basse del territorio è la più elevata spesa sociale (95 euro c.a pro capite) e con un “bonus” di 2,5 milioni, proveniente dal Cipe, (grazie al pressante interessamento di Sara) per terminare i lavori della scuola d’infanzia di viale Togliatti – è disorientata per quanto accaduto e preoccupata per la gestione commissariale che congelera’ le scelte politiche e presumibilmente le spese sociali non primarie, a danno dei servizi integrativi delle varie associazioni di promozione sociale.
Il Partito democratico, pur in questa problematica fase politica, è in grado di riproporsi alla fiducia e al consenso della propria gente e dell’intera popolazione, per trarne forza e legittimità – separato da chi ha scelto altri “lidi” politici – pronto ad interpretare attese e bisogni, come ha cercato di fare Sara Biagiotti, secondo lo spirito riformatore, aperto e progressista, contrario al corporativismo e particolarissimo di chi ha provocato la crisi dell’amministrazione comunale.
Cordialità, Arrigo Canzani.

LETTERA APERTA DI RICCARDO BARONTI (Sestosiamo noi)

SESTO FIORENTINO – Riceviamo dall’ex capogruppo di Sesto siamo noi Riccardo Baronti, a seguito della sfiducia votata nei confronti del sindaco Sara Biagiotti, una lettera aperta che pubblichiamo integralmente.

Cari Cittadini sestesi, cari amici
Finalmente da ieri tutti quelli che hanno promesso risposte per l’inceneritore e aeroporto potranno dare dimostrazione di come si fa a non realizzare queste opere.
Siamo contenti che questa classe politica abbia ottenuto quello che da un anno stava annunciando.
Così i cittadini si renderanno conto della bravura di chi ha fatto cadere Sara Biagiotti e tireranno un sospiro di sollievo per non vedere né inceneritore né aeroporto!
Bravi consiglieri avete raggiunto l’obiettivo attraverso qualcosa che non fa altro che arrecare ulteriori danni.
Ieri sera in un ristorante sestese un gruppetto di membri dell’opposizione che aspirano a conquistare la città, hanno festeggiato con inni e canti tipici del loro profilo politico.
La vergogna del Pd sestese, di coloro che si sono allineati con l’opposizione anche quella di destra perché al consiglio comunale del 21 luglio tornava comodo questa alleanza.
Ieri sono state confuse volontariamente le idee dei cittadini: per distrarre il vero problema si è mischiato salute, bilancio, grandi opere.
E’ stata un’orchestrina da strada con suonatori liberi col cappello sul marciapiede a raccogliere consensi.
Non suonatori professionisti che si fanno guidare da un direttore d’orchestra.
Questi politici vecchio stampo anche se di giovane età hanno preso accordi con altri dell’opposizione.
Hanno usato i cittadini sestesi, il sindaco e la giunta. che tanto hanno fatto in quest’anno. per fare un esperimento nucleare per la nascita della presunta nuova formazione di sinistra che si sta concretizzando a livello nazionale.
Se Sara Biagiotti avesse designato un altro vice sindaco, se fossero stati assegnati incarichi sicuramente tutto filava liscio, c’era il dialogo, futuro nel programma, si trovavano risposte per il termovalorizzatore, l’aeroporto e cosi via.
Il nostro Sindaco, che per noi rimane tale, non ha mai voluto illudere i cittadini sestesi raccontando false verità sulle grandi opere, a differenza di altri membri dell’ex maggioranza e ex opposizione che hanno usato questi argomenti come serbatoi di voti per la futura campagna elettorale che stavano preparando dal giorno dopo le elezioni amministrative.
Hanno snobbato, anche il presidente della Regione del loro stesso partito quando il consiglio regionale ha approvato il Pit.
Tutti contro tutti! E a Sesto queste persone vogliono un altro partito per rimanere nel feudo murato e suonarsela e cantarsela a loro piacimento. Questo è il progresso questa è la “novità” che porteranno avanti.
Noi crediamo nelle istituzioni a abbiamo il diritto di chiedere loro sostegno!
Possiamo fare leva sulla convinzione che nei tempi difficili emerge chi è più capace, infatti ieri i paladini dissidenti sono andati a fondo!
Alcuni da oggi potranno dormire sonni tranquilli sapendo che chi verrà gli darà le garanzie per non realizzare inceneritore e aeroporto.
Cari cittadini di Sesto ricordatevi di questa brutta pagina e di questo aborto che si è voluto compiere prima che fosse giunta a termine questa amministrazione.
Il nostro Sindaco, noi tutti, ci siamo sempre e ci saremo ben presenti per difendere l’entusiasmo la passione di tante persone che si sono ritrovate nel programma di Sara Biagiotti che si era fatta carico delle loro esigenze interpretando a pieno la volontà di portare avanti un cambiamento già in atto nel nostro Comune e non gradito a conservatori di Sestograd.
Riccardo Baronti
Sesto siamo noi

LETTERA APERTA DI DOMENICO LEGGERO A GIORGIA MELONI (FDI)

SESTO FIORENTINO – L’ex consigliere comunale dell’allora Pdl Domenico Leggiero e già memnro dell’Osservatorio militare che ha portato alla luce il problema dell’uranio impoverito ha inviato una lettera aperta a Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia a proposito della candidatura dell’ex Sen. Paolo Amato nelle liste di Fratelli D’Italia nel collegio Firenze 4. Ecco il testo.
“Cara Giorgia,
permettimi di chiamarti come ti facevi chiamare anni fa, quando correvi per la presidenza di Azione Giovani che da li a poco ti avrebbe lanciato nell’Olimpo dei politici.
Già in quel tempo nei tuoi congressi parlavi di militari malati, di missioni di pace di valori e tanto altro ancora.
Bei propositi, peccato che sarebbero presto svaniti come neve al sole.
Certo nulla è cambiato e la politica che è venuta poi ci ha fatto abituare anche a cose peggiori, ma la tua giovane età ed il tuo modo di porti avevano in qualche modo continuato ad alimentare il mito di una particolare attenzione al mondo dei militari, alla tua distanza da un certo mondo lobbistico/massonico, da un modo di far politica tutto sommato già condannato e seppellito dalla storia.
Purtroppo così non è!
A dire il vero, nonostante tra i fondatori del tuo Partito si annoverino nomi di Ministri della Difesa che si sono aggiudicati la palma come peggiori Ministri del dopoguerra, alcuni continuavano a credere che il termine “fratelli”, accanto ad Italia volesse comunque accomunare valori ed ideali particolarmente sentiti da uomini e donne delle istituzioni.
Ma anche questo mito è stato sfatato!
Infatti un tuo candidato qui a Firenze interpreta il temine “fratello” in altro modo, iscritto alla massoneria, nella loggia Galilei, prima liberale, poi socialista, poi Forzista, poi NCD, ma comunque sempre presente nell’ostacolare ed attaccare i veri fratelli, quelli in armi, quelli che lottano contro le malattie (definiti dal tuo candidati come speculatori), quelli prigionieri in India (definiti dal tuo candidato mercenari) o quelli che volevano valorizzare le caserme costruendo case per i militari (definiti dal tuo candidato affaristi). Fatto sta che la presenza dell’ex senatore Paolo Amato nelle liste di Fratelli d’Italia qui in Toscana è stata davvero un’ottima mossa.
Finalmente è chiaro, senza se e senza ma, da che parte sta il tuo partito e come si pone verso i militari.
Personalmente lo avevo già capito ma, nella convinzione che prima o poi la vera politica tornerà anche in Italia, lo tacevo per “opportuna” scelta.
Ora però che hai offerto al tuo elettorato questa immensa ed inequivocabile figura candidando l’ex Sen. Paolo Amato nella lista di Fratelli d’Italia tutti sanno a cosa si ispira il termine “fratelli” prima di “Italia” ma, sopratutto, tutti sanno cosa spetta loro se, anche solo per errore, qualcuno porrà un segno sul simbolo del tuo partito.
Domenico Leggiero”

 

LETTERA APERTA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CAMPI BISENZIO

CAMPI BISENZIO – Pubblichiamo una lettera della signora Barbara Brachetti rivolta all’amministrazione comunale di Campi.

“Quando la Democrazia si fa prendere la mano dichiarandosi eccessivamente democratica può accadere che perde il contatto con i cittadini o meglio con la realtà ,sembra un paradosso e a questo proposito vi voglio raccontare la mia ‘Odissea’. Ho 61 anni vivo a Campi Bisenzio sono una donna sposata con due figli grandi. Non sono nativa di Campi ma abitandoci da 40 anni un po’ lo sono, mi sono da sempre attivata nelle associazioni credendole il vero primo nucleo, dopo la famiglia, che possano realmente comporre una “Comunità” fatta di tante persone non sempre in linea con le proprie idee, ma disposte ad un confronto democratico e costruttivo. Le associazioni per definizione sono ‘apolitiche’ ma se si pensa alla denominazione di Politica=polis=un bene comune amministrato composto di abitanti di una stessa zona, si può concludere che tutto è politica a garanzia di una Democrazia, se poi si vuol passare alla dittatura e all’anarchia… basta scegliere con la propria testa. Si parla tanto che la Politica è lontana dai Cittadini, cosi si è pensato di avvicinarla con originali meccanismi dai nomi ancor più originali ‘Camp Lab’, laboratori dell’idee, Bilanci Partecipativi e chi ne ha più ne metta, volendo farci credere di avvicinarci a “loro” i Signori “ del Palazzo.
Una comunità con un Signore, i paggi e paggetti le Dame ed una corte da incontrarsi di sfuggita e a “Mangiare”… vista la moda… prima si diceva “Conviviare”.
Entriamo nel vivo dell’accaduto: a metà aprile mi sono recata alla segreteria del sindaco e come da iter ho chiesto un appuntamento espressamente con il sindaco, mi viene dato per il giorno 12 maggio (circa un mese dopo) alle ore 15. L’addetta inserisce nell’appuntamento anche l’assessore allo Sport, dato che l’appuntamento veniva richiesto come associazione sportiva, al che non avendo niente in contrario accetto ma ribadisco che la mia richiesta era rivolta espressamente per incontrare il sindaco.
La signorina prende nota del mio cellulare per avvisarmi in qualsiasi eventuale contrattempo. Fin qui tutto normale. Il giorno 12 maggio cambio il mio turno di lavoro, alle ore 14,45 arrivo a villa Rucellai. Il portiere gentilmente mi fa accomodare informandomi che non c’era ancora nessuno. Verso le 16 protraendosi il ritardo il segretario del Sindaco mi chiede se volevo iniziare con lui. Gentilmente rifiuto anche perché io non avevo ricevuto nessuna telefonata, per me l’appuntamento era confermato. Ore 16,15 circa arriva l’assessore dello Sport ci intratteniamo cordialmente come sempre ma i minuti passano, siamo arrivati alle 17, torno dal segretario.
Domanda: Scusi ma il Sindaco non ha fatto sapere nulla? Risposta: “scusi ma il suo appuntamento è stato soddisfatto incontrando l’assessore allo Sport” e mi congeda.
Per un attimo ho creduto di essere a Scherzi a parte o a Paperissima, dopodiché ho lasciato un messaggio verbale per il sindaco al segretario del sindaco nel caso forse riuscisse ad incontrarlo.
Domanda a tutti voi e alla comunità di Campi Bisenzio: E’ questo il modo dei politici di avvicinarsi a noi? Se il sindaco di un paese come il nostro non ‘riesce’ ad incontrare un cittadino o rappresentante di associazione cosa vogliamo sperare Forse siamo già entrati in una ‘sorta di non Democrazia’, senza accorgercene ?Cosa penseranno coloro che hanno perso la vita per il concetto di Democrazia, auguriamoci di riprendere almeno le nostre coscienze e i nostri valori prima che sia troppo tardi.
A Lei signor Sindaco le porgo tanti auguri.
Barbara Branchetti”

LETTERA APERTA DI ANDREA GUARDUCCI A ANDREA SANTONI SU AEROPORTO E COMITATI

SESTO FIORENTINO – Pubblichiamo la lettera che abbiamo ricevuto dal capogruppo del Pd andrea Guarducci indirizzata a Andrea santoni in risposta ad una dichiarazione polemica del secondo sulle questioni legati all’aeroporto di Peritola. Ecco il testo.

Caro Andrea (Santoni) e con te scrivo ai tanti che dici non essere d’accordo col mio PD, ti scrivo una “risposta aperta” alla tua riflessione e lo faccio con sentita gratitudine.
Hai ragione da vendere rischiamo di diventare monotoni parliamo solo di areoporto e visto che oramai ti paragonano anche a Don Milani sarà bene che ti dia ascolto.
Dobbiamo non essere monotoni, parlare di lavoro, sviluppo, servizi, politiche sociali ed abitative ebbene sappi che se in questi mesi ci siamo morsi le labbra su questi argomenti è perchè non trovo aggettivi per descrivere le proposte della nostra amministrazione.
Lo sai che da mesi chiediamo che sia fatto il regolamento per gli alloggi ERS (edilizia residenziale sociale) strumento importante come tu saprai per far funzionare al meglio il nostro regolamento urbanistico, sai che ci sono importanti attività industriali che lo aspettano per ampliare la loro attività.
Ci sarebbe bisogno della famosa variante al piano strutturale ma anche su questo c’è un assordante silenzio.
Lavoro dicevi ed allora come mai si è deciso di cancellare l’unica iniziativa (la fiera di primavera) che richiamava in città migliaia di persone anche da zone limitrofe, volano di sviluppo e crescita per lasciare spazio a non ben precisati eventi più lunghi di durata ma non portatori del medesimo scopo?
Non c’è una idea una per lo sviluppo del polo culturale, che ne faremo di Doccia?
Ed il polo scientifico, non concordi con noi quando siamo preoccupati per ciò che sostiene il rettore? Perdere l’università in favore della pista sarebbe un danno oppure no? O neppure di questo dobbiamo parlare per non essere monotoni?
Si sono persi mesi dietro ad un buco di bilancio che non c’è prima c’era ma nessuno l’aveva detto poi si voleva addirittura aumentare l’Irpef ai sestesi poi non serve più ma si viaggia a tagliare il tagliabile.
All’ultimo consiglio c’erano tre delibere, una scritta male con un copia incolla e neppure riletta che nell’imbarazzo totale è stata modificata in corsa, una ritirata perchè non si sapeva come rispondere nel merito alle modifiche che il PD avrebbe richiesto ed una sola approvata liscia in un paghi tre e prendi uno che è disarmante.
Hai ragione Andrea siamo monotoni.
Infine noi (io almeno) siamo sicuramente fallibili, sbaglio centinaia di volte al giorno te però la prossima volta leggilo tutto il comunicato e poi esprimi giudizi.
Ebbene come vedi la scelta “sbagliata e dannosa, scelta con superficialità e con altri obiettivi che quelli di far crescere un territorio” non l’hanno fatta i sindaci, e lo si capisce bene, ma la regione toscana la critica è di aver rinunciato a rimettere in discussione una scelta politica ma neppure questo è concesso è finito il tempo di discutere (anche se mai ci è stato concesso di farlo) mai abbiamo discusso ma dobbiamo smettere di discutere, bizzarro.
Ma so che a te non serviva criticare ciò che abbiamo scritto solo delegittimarci visto che per te non rappresentiamo il PD.
No caro Andrea, questo solo non te lo permetto, fino a quando nel gruppo consiliare avrò la maggioranza dei consiglieri a sostenermi la mia sarà la voce di tutto il PD ed ugualmente vale per Camilla dappertutto ci sono diversità di vedute ma ovunque ci sono metodi democratici e non vili lettere per metterli in discussione.
Prima funzionava così si andava alle assemblee, ai dibattiti e si metteva in discussione i leader fino a contenderne la leadership ma erano altri tempi.
Non so se riusciremo in tempi brevi, viste le festività pasquali, a mettere su un dibattito pubblico in cui ascolteremo le tue ragioni e le tante che dici esserci contrarie al nostro pensiero sicuramente non mancherò di invitarti al gruppo consiliare in cui ci prepareremo al consiglio straordinario sull’areoporto, la tua voce, di semplice iscritto, sarà quindi ascoltata e se diventerà maggioranza credimi sarò ben lieto di far diventare il tuo il pensiero del PD fino ad allora però per far onore al tuo milaniano intelletto se hai qualcosa da dirmi telefonami o taci.
Un saluto
Andrea Guarducci

 

LETTERA APERTA DEI DOCENTI E DEL PERSONALE ATA DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO CAVALCANTI DI SESTO F.NO

SESTO FIORENTINO – Pubblichiamo una lettera che, iinsegnanti e personale non docente della scuola media Guido Cavalcanti di Sesto ha inviato al sindaco Sara Biagiotti oltre che ad altre autorità del mondo della scuola.
Ecco il testo.

I docenti e il personale ATA della Scuola Secondaria di I grado Cavalcanti, riunitisi in assemblea sindacale il giorno 6 febbraio u.s., intendono esprimere preoccupazione e il più profondo  rammarico  di fronte al palese disinteresse e alla malcelata volontà di dequalificare il nostro Istituto da parte dell’Amministrazione locale, una volontà perpetrata  non in modo diretto, bensì attraverso un’attenzione e una disponibilità esclusiva nei confronti dell’altro istituto di I grado  del territorio.

In questa sede ci preme ricordare alle Amministrazioni destinatarie della presente – e quindi, in primis, alla Dirigente dell’USR AT di Firenze Dott.ssa De Pasquale – che tale atteggiamento potrebbe produrre nel breve e nel medio periodo un impatto negativo, e auspichiamo non irreparabile, alla tenuta degli organici e alla solidità dei posti di lavoro che questa scuola garantisce grazie alla qualità del servizio che offre.

La Scuola Cavalcanti ha infatti una tradizione e un valore indiscussi nella storia e nel presente del nostro Comune, perché da anni fonda le proprie metodologie su una didattica aperta all’uso delle nuove tecnologie e contemporaneamente attenta, come indicano i pedagogisti e gli educatori più illuminati e all’avanguardia, all’importanza della laboratorialità, dello sviluppo delle abilità attraverso la sollecitazione delle intelligenze multiple e della relazione educativa interpersonale. Un’impostazione didattico-metodologica che non si è mai cristallizzata nel tempo e il cui valore è da sempre confermato sia dai risultati dei nostri studenti in tutte le scuole superiori, sia dai test Invalsi (gli esiti da noi ottenuti sono altamente superiori alla media nazionale), sia, non ultimo, dal gradimento e dalla soddisfazione da parte degli studenti e delle loro famiglie
Tutti dati, questi, che l’Amministrazione locale ignora e trascura, disinteressandosi completamente alle attività della nostra Scuola e ai riconoscimenti che l’Istituto riceve per progetti di grande rilevanza, sia locale che nazionale, concentrandosi esclusivamente alla sponsorizzazione zelante e di parte del modello proposto dalla  Scuola Pescetti, peraltro proprio durante il delicatissimo periodo delle iscrizioni.
La competizione non ci piace, lo diciamo chiaro e ribadiamo la nostra stima ed amicizia nei confronti dell’altra scuola. Vogliamo reclamare ciò che ci spetta. Non ci piace soprattutto che la competizione sia proposta in un ambito, quello dell’educazione, che non le è proprio, e sollecitata dall’Amministrazione locale stessa che dovrebbe porsi invece come attore super partes e farsi garante della valorizzazione di tutte le istituzioni del proprio territorio.
In questi giorni assistiamo invece a un vero e proprio battage pubblicitario, con continui messaggi sui media e con la partecipazione diretta da parte degli Amministratori (servizi sul TG3, articoli su quotidiani e addirittura sul sito stesso del Comune!)  che pongono, indirettamente, in contrapposizione le due scuole del territorio, una delle quali soltanto – come  si legge nel comunicato istituzionale – sta “consolidando il processo di trasformazione tecnologica (…) grazie al lavoro congiunto di istituzioni, personale docente, famiglie..”.

A questo riguardo, specificatamente sull’intervento delle Istituzioni per quanto riguarda il nostro istituto scolastico, esigiamo che siano messi in chiaro alcuni dati fondamentali, di cui l’Amministrazione dovrebbe comunque essere a conoscenza:
– La Scuola Cavalcanti ha effettuato i lavori di cablaggio (peraltro nella modalità via cavo perché notoriamente a maggior tutela della salute) SOLO con forme di autofinanziamento. Stessa cosa dicasi per l’acquisto negli ultimi due anni delle 16 LIM attualmente in uso nell’Istituto. Una trasformazione tecnologica iniziata e ancora in atto che, nel nostro caso, non ha visto evidentemente  la sinergia, anche economica, approntata con altri Istituti del Comune.
– Al secondo Open Day organizzato nella nostra Scuola nessun amministratore locale si è presentato, declinando l’invito e motivando l’assenza con una poco convincente attenzione alla par condicio. Riteniamo tuttavia che detto criterio avrebbe dovuto correttamente  essere applicato per tutte le iniziative in corso nelle scuole, al fine di garantire a tutte – cioè a entrambe le scuole Medie – le vere pari opportunità nella visibilità nella fase delle iscrizioni.
– L’attivazione dei registri elettronici e della rilevazione immediata delle assenze non è stata ancora avviata alla Scuola Cavalcanti a causa della mancanza delle infrastrutture necessarie che l’Amministrazione non fornisce, e la Scuola Cavalcanti sta predisponendo l’attivazione del registro on-line finanziando le spese per il cablaggio con fondi propri.
– La creazione della nuova ala dell’istituto conclusasi un anno fa – ma ancora non del tutto funzionante per quanto riguarda il riscaldamento – non potrà essere una giustificazione sufficiente o compensativa, in quanto, come è noto, tale intervento è il frutto di una richiesta avanzata circa 10 anni prima e non più procrastinabile per l’enorme numero di nuove iscrizioni che la nostra Scuola ha avuto negli ultimi anni.

I docenti e i lavoratori della Scuola G. Cavalcanti chiedono dunque di essere messi a conoscenza se tale disparità di trattamento da parte dell’Amministrazione locale nasconda un piano di cui la Scuola non è partecipe finalizzato al progressivo sottodimensionamento dell’Istituto e ad una conseguente riorganizzazione della rete scolastica del territorio, e sollecitano un incontro urgente con il Sindaco e l’Assessore all’Educazione per avere, nel rispetto della trasparenza dell’azione amministrativa, tutti i chiarimenti in merito.
Certi di una pronta risposta,

I docenti e i lavoratori ATA della Scuola Sec I grado G. Cavalcanti
(Assemblea Sindacale del 6/02/2015)

 

AEROPORTO: LETTERA APERTA AGLI AMMINISTRATORI CAMPIGIANI

CAMPI BISENZIO – Il comitato ComitatoNoalnuovoAereoportodiFirenze ha inviato una lettera al direttore di piananotizie.it indirizzata al Sindaco di Comune e a tutti i consiglieri comunali di Campi Bisenzio con l’intento di dare una comunicazione aperta e trasparente sulle vicende dell’aeroporto fiorentino. Ecco il testo.
“Noi chiediamo al Sindaco e ai consiglieri comunali, il rispetto del mandato elettorale a cui si sono impegnati, lo scorso maggio 2013, ognuno con le proprie diversità ma in coerenza con le tutele promesse in campagna elettorale. Chiediamo altrettanta coerenza chiarezza ai gruppi consiliari che in alcuni
Comuni si dichiarano contro il nuovo aeroporto e nel nostro a favore.
Noi chiediamo – ai nostri rappresentanti istituzionali – che il Comune di Campi Bisenzio rispetti quanto scritto nel proprio programma elettorale, soprattutto ai partiti di maggioranza che hanno vinto le scorse elezioni amministrative.
Noi chiediamo il rispetto all’adesione alla Carta di Aalborg e al progetto Agenda 21 dell’Area Fiorentina – atti approvati nelle scorse legislature – che
prevedono la realizzazione periodica di studi sullo stato dell’ambiente e inventari delle emissioni (l’ultimo resoconto è stato effettuato nell’anno 2006).
Noi chiediamo di informare la comunità campigiana in un incontro pubblico, co-organizzato e ove si possono ascoltare le posizioni dei gruppi consiliari, dei comitati e di esperti sui rischi inerenti la salute, l’ambiente, la qualità della vita dei cittadini di Campi Bisenzio.
Nello specifico chiediamo:
Una nuova VIS, l’altra è datata ed era già obsoleta durante la sua presentazione (ricordiamo che i tecnici incaricati hanno a suo tempo dichiarato che non avevano potuto analizzare gli ampliamenti industriali e i nuovi regolamenti urbanistici dei Comuni della piana fiorentina).
Risultanze monitoraggio Arpat degli inquinanti sia da traffico veicolare sia da industria (ricordiamo che nel nostro territorio esisteva un’unica colonnina Arpat in Via Orly e adesso non esiste nemmeno questo tipo di monitoraggio nei nostri territori).
Specifiche sugli inquinanti acustici che ricadranno sui nostri territori (ricordiamo che i documenti attualmente presenti nel sito comunale si riferiscono ad analisi effettuati sul piano precedente della pista di 2000 m. e che non conosciamo il vero e definito progetto aeroportuale).
Stato di salute della popolazione residente e che lavora nella piana fiorentina e in particolar modo di quella residente lungo le arterie principali del traffico e nelle frazioni di San Martino, San Piero a Ponti, La Villa e Capalle.
Specifiche progettuali sulle ipotesi di spostamento del fosso reale e ricadute sugli assetti idrogeologici sul nostro territorio, sul parco della Piana e sull’Oasi di Focognano.
L’Istituzione di un osservatorio comunale – se non metropolitano – per le politiche sociali e la Qualità della vita neiterritori sui quali peseranno le nuove infrastrutture non condivise da parte delle comunità (aeroporto, inceneritore), al fine di favorire la migliore comprensione possibile dei fenomeni da parte dei decisori pubblici sulle politiche ambientali e di servizio ai cittadini
La partecipazione di delegati dell’Assemblea della Piana contro le nocività alle Conferenze dei servizi e/o tavoli annunciati nelle conferenze stampa.
Ecco perché chiediamo, anzi pretendiamo dall’amministrazione comunale  il rispetto  di  quell’impegni  enunciati in  campagna  elettorale  con atti concreti  e  non più  derogabili, per questo avvieremo tutte le iniziative per portare il consiglio comunale ad esprimersi su questa tematica cosi vitale per i nostri concittadini – senza se e senza ma.
Il Portavoce Nadia Conti”

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SUPPLENTI PER LE SCUOLE: NEANCHE CI RISPONFONO
SESTO FIORENTINO – Riceviamo e pubblichiamo.
Vi segnaliamo quanto sta accadendo al sottoscritto , ma nello stesso momento anche ad altre centinaia di persone nella mia stessa identica situazione.
Il giorno 26/08/2014  i C.S.A (ex Provveditorato agli studi di Firenze) ora Ufficio scolastico per la Toscana ha pubblicato Graduatorie di Istituto Provvisorie a.s. 2014/17 per e supplenze come docenti delle scuole medie e superiori, della provincia di Firenze dando al personale tempo 10 giorni per fare reclamo (i 10 giorni scadono domani Venerdì 5 Settembre 2014). fino a qui tutto regolare, se non che, per quelli come me che hanno inviato la domanda (la domanda doveva essere inviata ad una sola scuola scelta arbitrariamente), insomma per quelli come me che hanno inviato la domanda al IISS Calamandrei di Sesto Fiorentino, non compare ne il punteggio,  ma nemmeno  il nome in elenco,risultiamo ancora da inserire nel database.
Questa anomalia sentendo in giro è solo ed esclusivamente per quelli che hanno scelto la suddetta scuola, al che, ho cominciato, come tanti altri, a chiamare per avere delucidazioni, ebbene, mi riferiscono sempre che; stanno provvedendo ad inserire le domande, stanno facendo il possibile,hanno avuto dei problemi, ma ora  ci chiediamo , oramai le domande dovevano essere inserite da oltre tre mesi, Cosa hanno fatto in tutto questo tempo? Voglio parlare con un dirigente, mi dicono : il dirigente non e’ disponibile, il dirigente e’ occupato ,il dirigente non vuole  rispondere, il dirigente e’ fuori stanza.
Mi domando ma come dobbiamo comportarci?
Ccome è possibile che i dirigenti non ci siano in una scuola, e nessuno dia delle spiegazioni su cosa fare e come fare.
Il Provveditorato dice di fare ricorso nel caso il punteggio assegnato non sia corretto , ma noi non vediamo neanche il nostro nome, mentre i meno sfortunati di noi che hanno inviato la domanda alle altre scuole hanno la possibilità di vedere nome, cognome, punteggio.
Il ricorso l’ho fatto, ma avremmo gradito una maggiore sensibilità da parte di una istituzione scolastica, verso candidati a futuri docenti. Altri nostri colleghi lamentano la stessa identica situazione sempre e solamente nella scuola sopra citata,sembra che in quella scuola parlare con qualcuno sia veramente una grossa impresa.
Ci chiediamo cosa dovremmo attenderci dai nostri figli che studiano lì.
Inoltre in un periodo particolare come questo e’ inaccettabile far rischiare il posto di lavoro per leggerezze fatte da chi dovrebbe fare il proprio dovere, o perlomeno dare una risposta sul da farsi.
Per ultimo segnalo che in data 3 settembre 2014 il Provvedutoriato precisa con un comunicato:
“Si ribadisce, peraltro, che i reclami avverso le graduatorie di Istituto devono esser recapitati esclusivamente alla scuola capofila( nel nostro caso  IISS Calamandrei di Sesto competente del trattamento dei dati e che è l’unica in grado di accedere al Sistema Operativo Centrale per l’inserimento e le modifiche delle posizioni dei propri candidati.
Lo scrivente Ufficio ha competenza del solo coordinamento, nelle varie fasi procedurali inerenti le Graduatorie di Istituto, compresa la pubblicazione di quanto elaborato dal MIUR.
Pertanto qualunque reclamo avverso le graduatorie di Istituto inoltrato a questo Ufficio è da ritenersi irricevibile e dunque non verrà esaminato.”
Enrico Seni

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SICUREZZA: LO SFOGO DI FRANCESCO: “COSÌ NON VIVIAMO PIÙ”

SESTO FIORENTINO – Riportiamo la lettera che Francesco Neri, residente a Vaglia, ha inviato a piananotizie.it dopo averla recapitata al sindaco di Sesto Fiorentino e alla direzione del Centro Coop di via Pasolini e ai titolari dei comandi delle forze dell’ordine locali.
Ecco il testo completo della lettera.
“Mi chiamo Francesco Neri e risiedo nel comune di Vaglia.
Lavorando in Sesto Fiorentino mi reco spesso al centro Sesto Coop Firenze di via Petrosa e mi sono deciso a scrivervi perché l’emergenza che si è venuta a creare a causa delle decine di furti che accadono ogni giorno nel parcheggio del Centro Sesto non è più sostenibile.
Mia moglie ne è stata vittima 3 mesi fà, ma nulla è cambiato. Ogni giorno decine di vetri delle auto vengono rotti, borse vengono sfilate da sotto il carrello o dal sedile auto mentre le signore caricano la spesa o mentre rimettono i bimbi in auto.
Non si può più vivere così. Qualcuno dovrebbe intervenire o sbaglio?
La vigilanza del parcheggio (scarsissima) è inerme, non sanno cosa fare.
Servirebbe un aumento di personale per la vigilanza, un presidio fisso tipo stazione mobile dei carabinieri o altre soluzione, che però non sono io a dover suggerire.
Quanto costano alle persone tutti questi furti? Coop e Centro Sesto devono essere obbligate a fare qualcosa a investire denaro per la sicurezza, altrimenti gli utenti come me, cambieranno abitudini e si recheranno da altre parti.
Lo so, io non sono nessuno, ma questo paese, da cui vorrei scappare perché non mi sento tutelato è anche mio è ho diritto che qualcuno mi dia delle risposte, che rifletta su quanto ho scritto e che alla fine intervenga di polso e con forza.
Non è più vita, così…
Francesco Neri”
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I TANTI PERCHÈ DI UN LETTORE DI CAMPI

Gentile direttore,
ho scelto, all’ultimo congresso, di farmi da parte per lasciare campo a nuova leva di dirigenti politici e a nuovi amministratori. Negli ultimi 10 anni ho partecipato alla vita pubblica della nostra città come capogruppo dei Ds, poi segretario Ds e del Pd. Non parteggio per questo o per quello ma semplicemente sono contro le sciocchezze. Le parole per descrivere tutto quello che sta succedendo a Campi sono “perché” e “nonostante”.
“Perché” si cerca di rinnegare in modo grossolano il passato e tutto quello che è stato fatto a Campi? Non ho visto bilanci pubblici truccati ne tantomeno 10 milioni (o 7 dipende dai giorni) di debiti. E come me non li hanno visti tanti altri che oggi ricoprono cariche importanti nell’attuale giunta.  Ho visto e toccato con mano tanta buona amministrazione, tanti investimenti pubblici (ristrutturazione del teatro Dante, acquisto e recupero di Villa Rucellai, Villa Montalvo e relativo parco, lo straordinario lavoro volto al risanamento idraulico ed ambientale per citarne solo alcuni) e tantissimi investimenti privati non ultimo quello della bonifica e risanamento delle Piaggiole (intervento “Esselunga” per capirci).
Perché si vuol dare l’impressione che prima governassero altri e che da maggio 2012 Campi sia stata espugnata e liberata. L’esito del ballottaggio di Livorno testimonia che si raccolgono i frutti che si semina. E lì il Pd ha perso perché ha governato male.. Laddove si è governato bene abbiamo stravinto.
Perché si cerca di rinnegare il proprio mondo e la propria storia.? Perché questo clima da primarie permanenti? Perché non dire in maniera trasparente la verità?
Nel frattempo il Consiglio Regionale sta per approvare la variante al Pit che sarebbe esiziale per la nostra città. A pochi metri di distanza i nostri concittadini si ritroverebbero un aeroporto e un termovalorizzatore con un impatto sanitario e ambientale, devastante. Ed ecco la seconda parola che mi sovviene “nonostante”. Il Pd, l’amministrazione comunale uniscano le forze, favoriscano un dibattito pubblico chiaro e trasparente con la città sulle conseguenze di queste infrastrutture. Non accettino supinamente una decisione con l’alibi “in fin dei conti siamo nello stesso partito”, e “siamo un partito di governo”. Non dobbiamo cadere in questa trappola.
Smettiamola di confrontarci col passato  ma col futuro.

Antonio Iocca