Sesto Fiorentino: caso uranio. Leggiero chiede al ministro Severino di intervenire definitivamente

SESTO FIORENTINO – Il Tar del Lazio ha depositato la sentenza con la quale sospende la decisione del Ministero delle finanze che aveva respinto la domanda dei superstiti di un militare morto per cancro contratto a seguito dell’esposizione a uranio impoverito nel corso di una missione umanitaria in Bosnia. Per avere la decisione del tar ci sono voluti dieci anni ma la conclusione della vicenda è chiara: lo Stato deve indennizzare i superstiti delle vittime.

Lo rende noto Domenico Leggiero, ex consigliere comunale di An a Sesto e membro uatorevole dell’Osservatorio militare che, in questi anni si è fortemente impegnato nella battaglia per la tutela delle vittime delle esposizioni a materiali radioattivi nel corso di attività di servizio militare.

“La sentenza di Roma – spiega Leggiero – viene a poche ore dalla morte di altri due militari ammalatisi per cause di servizio, Emiliano Prugnati di 41 anni e Alberto Diaz di 28 (nipote dell’ex calciatore della Fiorentina e del Napoli Ramon, ndr). In questi anni sono stati 150 i militari italiani caduti sotto il fuoco ostile, mentre si devono contare 296 caduti per cause di servizio determinate dalla loro esposizione a materiali radioattivi senza dovuta preparazione e protezione”.

Leggiero informa che l’Osservatorio scrivere al ministro Severino perché “intervenga in via definitiva perché lo Stato trovi un accordo transattivo con i familiari delle vittime in modo da dare loro l’adeguata soddisfazione ma che non pregiudichi i bilanci con richieste di cifre enormi visto che gli ammalati sono circa 3.600”.