Spazio Reale: i bambini Saharawi ospiti dei Centri estivi

CAMPI BISENZIO – I bambini della Repubblica Saharawi ospiti dei Centri estivi di Spazio Reale. L’appuntamento è per martedì 26 luglio per un pomeriggio dedicato al divertimento insieme ai loro coetanei che partecipano ai laboratori estivi. Ad accoglierli il direttore generale di Spazio Reale Elisabetta Carullo e il presidente del Coordinamento toscano di sostegno ai Saharawi, Sandro Volpe: “Un’occasione – spiegano – dedicata all’incontro e alla conoscenza giocando e divertendosi insieme”. La giornata inizierà con il pranzo che vedrà seduti a tavola i bambini della Repubblica Saharawi, ospiti dell’Associazione Ban Slout Larbi di Sesto Fiorentino per i mesi estivi, e i bambini che partecipano ai Centri Estivi Educativi organizzati dalla Fondazione Spazio Reale. Tutto questo prima di dare inizio alle attività circensi, con il “Giocoliere Giulivo”, precedute da un omaggio simbolico da parte dei bambini iche quotidianamente partecipano ai Centri estivi ai piccoli ospiti per rendere questo momento particolarmente emozionante. Al pranzo renderà parte anche Paolo Gennari della società 04 Distribuzione Italia Srl: “Proprio grazie al suo generoso contributo e alla collaborazione con la Fondazione Spazio Reale – si legge in una nota – è stato possibile organizzare questo scambio culturale a sostegno della causa della Repubblica del Saharawi”. “Dopo l’incontro dei bambini Saharawi con il cardinale Betori di qualche giorno fa, siamo felici di ospitare anche noi i bambini a Spazio Reale – afferma Elisabetta Carullo – proprio perchè la mission della Fondazione ha fra i suoi obiettivi principali l’attenzione particolare verso l’educazione alle diversità; ecco perché sostenere la causa di chi lotta quotidianamente per la tutela della libertà e dei diritti umani da noi sarà sempre il benvenuto”. Non a caso, un esempio concreto sono le diverse nazionalità delle famiglie dei bambini attualmente presenti ai Centri estivi di Spazio Reale: dalla Spagna alla Cina, dalla Russia agli Emirati Arabi. “Una ricchezza – conclude la nota – che certamente rende migliore la cultura e l’apertura mentale di tutti i bambini troppo spesso soggetti ad un sistema di facili stereotipi”.