Adozione del figlio del coniuge, come funziona

Inviato da lettore

Domanda :

Buongiorno volevo avere dei chiarimenti, convivo con la mia compagna da 6 anni che ha una figlia, la bambina ha il solo cognome della madre perché il padre non l’ha riconosciuta. Posso riconoscerla io dato che le faccio da padre da 6 anni? Io sono separato dalla mia ex moglie e ho una figlia, grazie

Risposta :

Gent.mo Signore,

La legge sull’adozione e affidamento dei minori (L.184/1983) prevede all’art. 44, accanto all’adozione tradizionale, quattro casi di adozione in casi particolari.

Tra questi  previsto il  caso del coniuge che adotta il figlio dell’altro coniuge. Faccio presente che la legge parla di coniuge e non di convivente, anche se  possibile una interpretazione estensiva ai conviventi more uxorio. Dovrei tuttavia capire più precisamente la sua situazione rispetto alla ex moglie perché   necessario lo scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio).

Premesso ciò, nei casi di adozione in casi particolari, l’interesse all’adozione nasce proprio dalla constatazione dell’esistenza di un rapporto affettivo del minore con il coniuge del genitore, necessariamente collegato ad una situazione di convivenza.

L’adozione deve essere chiesta con ricorso al Tribunale per i Minorenni e le tempistiche, in media, si aggirano sui 12-18 mesi.

Con l’adozione nei casi particolari il minore entra nella famiglia dell’adottante (pur non costituendosi rapporti di parentela con i familiari), ne assume il cognome e lo antepone al proprio (dunque nel caso di specie aggiungerebbe il suo cognome a quello della madre, senza sostituirlo). Il genitore adottivo evidentemente assume la responsabilità genitoriale e tutti gli obblighi connessi di mantenimento, educazione ed istruzione nei confronti del minore.

Il minore acquisisce inoltre ,nei confronti del genitore adottivo,  i medesimi diritti successori di qualsiasi altro figlio, ma non il contrario (cioè l'adottante non ha alcun diritto sulla successione del figlio adottivo).

Al termine della procedura,  il provvedimento che pronuncia l’adozione, una volta definitivo, viene comunicato all’ufficiale di stato civile per l’annotazione a margine dell’atto di nascita dell’adottato.

Tale tipologia di adozione, in alcune ipotesi specifiche, può essere revocata.

Questa una brave panoramica dell’istituto. Resto a disposizione per un maggiore approfondimento qualora lo ritenesse utile.

La ringrazio per la domanda e le porgo

Cordiali Saluti

Avv. Francesca R. Passalacqua