Animali in casa e regolamenti condominiali

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Domanda :

Ho bisogno di un parere riguardo una situazione che si è creata con un cane, Batuffolo. I padroni hanno cambiato casa, si sono trasferiti in una bifamiliare dove, in uno dei 2 appartamenti, vive la proprietaria. Non c’è un regolamento condominiale e nessun esplicito divieto a tenere animali in casa sul contratto di affitto. Fatto sta che la proprietaria, adducendo come pretesto una sua allergia al pelo del gatto, ha rifiutato il cane che è finito, per il momento, in una pensione. I padroni di Batuffolo vorrebbero riprendere il cane al più presto tanto più che le loro figlie, due bambine di cui una affetta da malattia invalidante, non vogliono assolutamente separarsene.
Come è possibile procedere in questi casi?
La proprietaria può impedire ai suoi affittuari di tenere un cane in casa?
Può la sua allergia (tra l’altro al pelo del gatto e non del cane) essere una motivazione sufficiente, dal momento che si tratta di due abitazioni distinte poste su piani differenti e con null’altro in comune se non l’accesso alle scale?
Può separare una bambina ammalata dal suo amato cane di 6 anni con cui è cresciuta e che rappresenta per lei un compagno di giochi?

Risposta :

Buongiorno, la nuova riforma del condominio (l.220/2012) dispone che le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. Nel caso di specie non esiste nemmeno un regolamento condominiale e la giustificazione della proprietaria afferente all'allergia al pelo del gatto è francamente,mi consenta il termine, patetica. Batuffolo e la sua famiglia hanno tutto il diritto di vivere sotto lo stesso tetto, non vi sono norme giuridiche che prevedano il contrario. Gli unici accorgimenti sono i seguenti: - mantenere pulita l'area di passeggio, utilizzare il guinzaglio in ogni luogo e, nel caso di animali aggressivi, applicare la museruola. - gli animali non possono essere lasciati liberi di circolare negli spazi comuni senza le dovute cautele sopra indicate - i proprietari degli animali debbono comportarsi in modo tale da non ledere o nuocere alla quiete e all'igiene degli altri conviventi dello stabile il condominio, in caso di rumori molesti o di odori sgradevoli per i quali è necessario chiedere la cessazione della turbativa per violazione delle norme sulle immissioni intollerabili ex articolo 844 del Codice civile, può richiedere l'allontanamento dell'animale dall'abitazione in base all'articolo 700 del Codice di procedura civile - nel caso di immissioni rumorose è possibile ipotizzare, purché ne sussistano le condizioni, il reato di "disturbo del riposto delle persone" (articolo 659 del Codice civile) (l'elemento essenziale di tale fattispecie di reato è, però, l'idoneità del fatto ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone e non già l'effettivo disturbo alle stesse) - gli animali non possono essere abbandonati per lungo tempo sul balcone o nelle abitazioni perché si potrebbe ipotizzare il reato di "omessa custodia" (articolo 672 del Codice penale). Resto a disposizione e porgo Cordiali Saluti Avv. Marco Bini