Canne fumarie e appartamenti, quali sono le normative

Inviato da lettore

Domanda :

Buonasera, volevo chiederle un parere in merito ad una situazione di
disagio che vivo nel condominio dove abito, relativamente alle canne
fumarie, ad uso privato, delle stufe a pellet. Premetto che abito al 3°
ed ultimo piano di un condominio, dove accanto alla finestra della mia
cucina sono state passate 2 canne fumarie rispettivamente provenienti
dal 2° e 1° piano. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni in
materia, qualche condomino possedeva stufe a pellet con canna fumaria a
parete, sicchè l’amministratore, dopo un’assemblea, ne chiedeva la
messa a norma. Le canne fumarie, che passano esternamente alla facciata
del palazzo, da allora sono state portate a tetto ma mi pare non
rispettando le reali normative, né come altezza e né come
composizione, anche perché le stesse vengono allestite in monocamera e
non coibentate come dovrebbe essere, e per lo più una di queste, in
particolare, sarà per l’inclinazione sbagliata, sarà per la scarsa
altezza, mi provoca il disagio di portarmi il fumo in casa, sicchè sono
costretto a chiudere la finestra della cucina. Facendolo presente
all’amministratore, lo stesso, mi risponde che lui non risponde di
questa situazione, perché si tratta di una cosa privata. Così faccio
una lettera intestata a l’asp e all’ufficio tecnico del Comune dove
abito e per conoscenza anche all’amministratore. Dopo di che, un giorno,
arriva il medico dell’aps che dopo una verifica rapporta che la canna
fumaria incriminata scarica il fumo in casa mia, inviandone copia
all’amministratore. Da allora sono passati diversi mesi e non è stato
preso alcun provvedimento e ora ho fatto un sollecito agli organi
competenti citati prima. Ora sostanzialmente vorrei sapere se:
L’amministratore è esente da ogni responsabilità anche del fatto di
non aver vigilato sui lavori; se la canna fumaria descritta è a norma
“all’altezza di 50 cm oltre la grondaia orizzontale, distante circa 70
cm dalla mia finestra (dove entra il fumo) e a 2 cm dal passamano del
balcone”. Faccio presente in oltre che la stessa mi occupa la visuale
andando a formare con la seconda canna fumaria, proveniente dal 2°
piano, un ammasso di tubi.

Cordiali saluti

Risposta :

Buonasera, in merito alla sua domanda è possibile svolgere una doppia riflessione. La prima riguarda l'eventuale responsabilità dell'amministratore per lavori condotti da privato su facciata condominiale. Ai sensi dell'art. 1122 del c.c. "Nell'unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti normalmente destinate all'uso comune, che siano state attribuite in proprietà esclusiva o destinate all'uso individuale, il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio". Tale norma deve essere letta unitamente alla disposizione di cui all'art 1130 c.c., il quale definisce le attribuzioni dell'amministratore. Tra le altre, l'amministratore (punto n.4) deve compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell'edificio. In tale ottica, a parere del sottoscritto, si colloca il dovere di intervento dell'amministratore, e la sua conseguente ed eventuale responsabilità. In altri termini l'amministratore del condominio ha il potere/dovere di intervenire quando dall'opera del singolo condomino possa derivare un pericolo alla stabilità, sicurezza e decoro architettonico dell'edificio. Fatte salve le disposizioni relative ai singoli regolamenti urbanistici (che non posso in questa sede indicare con precisione), ritengo che la responsabilità dell'amministratore debba essere limitata a tale profilo, non afferendo controversie tra privato e privato. Per quanto concerne la seconda riflessione occorre ricordare che ai sensi dell'art. 890 c.c. "Chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni, camini, magazzini di sale, stalle e simili, o vuol collocare materie umide o esplodenti o in altro modo nocive, ovvero impiantare macchinari, per i quali può sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza". Pertanto, nel caso di controversia avente ad oggetto la distanza di una canna fumaria dal confine della proprietà del vicino o da una finestra o balcone situati sopra o sotto nello stesso edificio, le possibilità sono due: - se esistono delle distanze specifiche inserite nei regolamenti comunali, il giudice è tenuto a farle rispettare sempre, a prescindere dalla valutazione sulla pericolosità o meno della canna fumaria o del camino - se il Comune nulla ha determinato in merito, il Giudice dovrà stabilire caso per caso la distanza tale da non pregiudicare i diritti del proprietario del fondo vicino. In tale secondo caso, stando a quanto Lei riporta nel suo racconto, sembrerebbero evidenti i pregiudizi causati non solo dalla cattiva "qualità" della canna fumaria, ma anche e sopratutto dal suo posizionamento, che genera immissioni palesemente intollerabili. Stesso discorso per la limitazione della veduta, causata dalla presenza delle canne fumarie in questione. Sembrerebbero pertanto presenti i presupposti per la tutela dei suoi diritti. Resto a disposizione e porgo cordiali saluti Avvocato Marco Bini