Eredità e immobili

Inviato da lettrice

Domanda :

Gentile avvocato, dieci giorni fa è morto il mio datore di lavoro il quale mi ha lasciato, in segno di riconoscimento, una casa. Le tasse di successione sono a carico della erede diretta ma vorrei sapere se devo accettare questo lascito in maniera formale o sarà iscritto nel catasto in modo automatico. Grazie dell’aiuto.

Risposta :

Gent.ma Sig.ra, la questione che ci pone all'attenzione è questione vasta e complessa che pertanto necessiterebbe di conoscere maggiori dettagli e meriterebbe una dettagliata spiegazione delle varie possibilità. Comunque in questa sede posso dirLe in linea generale che per divenire titolari dei beni lasciati dal defunto non è sufficiente rientrare tra le categorie dei soggetti previste dalla legge o, come nel suo caso, essere menzionati in un testamento. Fino a questo momento infatti si riveste la posizione di “chiamati all'eredità” ed è necessario invece accettare l'eredità per essere veri e propri “eredi”. L'accettazione dell'eredità costituisce quindi la modalità attraverso la quale si acquista l'eredità. L'accettazione può essere espressa o tacita e, se espressa, può avvenire puramente e semplicemente o con beneficio di inventario. Nel caso vi sia un immobile come nel nostro caso, è inoltre obbligatorio presentare la dichiarazione di successione che va sottoscritta da uno dei chiamati all'eredità e presentata all'Agenzia delle Entrate entro il termine di 12 mesi dall'apertura della successione (che di solito coincide con la morte del de cuius) Sempre in caso di immobili, dopo la presentazione della dichiarazione di successione è necessario procedere alla voltura degli stessi a favore dell'erede/i al fine di aggiornare i dati relativi ai soggetti proprietari e alla misura del possesso. La presentazione della dichiarazione di successione e della voltura catastale, oltre ad eventuali altre dichiarazioni e/o comunicazioni, sono obbligatorie per legge. Ricordo infine che tutti gli eredi (ma anche legatari ed altri eventualmente presenti) sono chiamati al pagamento delle tasse/imposte pro quota e che vige in proposito una “solidarietà passiva” tra eredi. Cordiali saluti   Avv. Francesca R. Passalacqua www.lexfirenze.it