Guida e uso di sostanze, qualche chiarimento

Inviato da Signora C.

Domanda :

Mio marito ha avuto un incidente senza per fortuna danni a persone ma solo a cose. Lui è rimasto miracolosamente illeso, ha avuto un attacco di sincope da tosse mentre era al volante, ha avuto uno svenimento. La macchina è stata sequestrata. In pronto soccorso è stato sottoposto ai test ed è risultato positivo alla cannabis. Lui nega di aver fatto uso di questa sostanza, di essersi trovato in un locale dove un gruppo di ragazzi ne faceva uso. Il problema è che in prefettura gli hanno consegnato un verbale che indica la sospensione della patente per un anno. Cosa dobbiamo fare?

Risposta :

Gent.ma Sig.ra con le informazioni da lei fornite non mi è possibile formulare un parere esaustivo né una ipotesi difensiva in tale sede. Posso però darLe una informativa di carattere generale circa il reato configurabile in caso di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti basandomi sull'esito degli accertamenti eseguiti presso l'Azienda Ospedaliera che mi riferisce essere risultati positivi. Il Codice della Strada infatti, oltre alla guida sotto l'influenza dell'alcool sanziona all'art. 187 chiunque si pone alla guida in stato di alterazione psico-fisica per l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. In particolare il comma 1 sancisce che "Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l'arresto da sei mesi ad un anno. All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata." Il comma 1 bis sancisce poi che "Se il conducente in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 1 sono raddoppiate, fatto salvo quanto previsto dal settimo e dall'ottavo periodo del comma 1, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. È fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222." Competente a giudicare è il tribunale in composizione monocratica. Detto ciò una particolarità. La giurisprudenza individua la condotta tipica del reato di cui all'art. 187 C.d.S. non in quella di chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, ma in quella di colui che guida in stato di alterazione psico-fisica determinato da tale assunzione. Pertanto, perché il Giudice penale possa pronunciare una sentenza di condanna per la contravvenzione di cui si discute, non è sufficiente provare che, precedentemente al momento in cui lo stesso si è posto alla guida, egli abbia assunto stupefacenti, ma occorre altresì dimostrare che il soggetto guidava in stato di alterazione psico-fisica causato proprio da tale assunzione. Ad esempio proprio nel caso di assunzione di cannabis, tale sostanza– per definizione – rimane presente nei liquidi biologici da un minimo di una settimana ad un massimo che può variare dai 40 ai 60 giorni, a seconda del livello e della cadenza delle assunzioni. Pertanto può accadere che il risultato dell'analisi, incentrata solo sulla prova di liquidi biologici, non risponda al quesito fondamentale ai fini della violazione dell'art. 187 CdS e cioè quello "dell'attualità degli effetti dell'intossicazione" a seguito di sicura e pregressa assunzione di sostanze stupefacenti. In altre parole le tracce delle sostanze stupefacenti possono permanere nel tempo, dunque l'esame tecnico potrebbe avere un esito positivo anche in relazione ad un soggetto che ha assunto la sostanza giorni addietro e che, pertanto, non si trova in stato di alterazione mentre è alla guida del veicolo. Resto a disposizione e porgo Cordiali Saluti. Avv. Francesca R. Passalacqua