Separazione e spese per i figli, quali vanno concordate?

Inviato da Lettore

Domanda :

Buongiorno, ho letto la precedente domanda ed in proposito volevo sapere se posso rifiutarmi di pagare alcune spese extra per mio figlio. Non è che non voglio pagare, ma le scelte di alcune spese mi sembrano quantomeno eccessive. Grazie per il sevizio che rendete. Cordiali saluti

Risposta :

Gent.mo,

quanto ci rappresenta è proprio una delle cause che maggiormente danno adito a contenziosi ulteriori e successivi alla separazione e/o al divorzio.

Proprio al fine di ridurre tali situazioni, noi avvocati siamo soliti specificare ed esplicitare il più possibile nel ricorso o nell’accordo di negoziazione assistita la disciplina delle spese straordinarie per i figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti e comunque il Presidente del Tribunale, in sede di emanazione dei provvedimenti provvisori ed urgenti emessi all’esito dell’udienza presidenziale, elenca le voci di spesa da considerarsi straordinarie.

Ricordiamo in proposito che sono “straordinarie” le spese che non rientrano nell’importo dell’assegno mensile da erogare al genitore collocatario dei figli, essendo spese imprevedibili ed imponderabili.

Molti Tribunali (tra cui Firenze), in collaborazione con Consigli dell’ordine, associazioni ed esperti, hanno redatto dei protocolli d’intesa destinati a fornire indirizzi più chiari nella qualificazione delle spese ordinarie e straordinarie.

In questa sede posso evidenziarle che pur nella specificità dei diversi protocolli emerge una sostanziale omogeneità nella tipizzazione delle singole voci di spesa.

Inoltre, per fugare ogni dubbio il CNF, nella seduta del 14 luglio 2017, ha approvato delle linee guida per la "regolamentazione delle modalità di mantenimento dei figli nelle cause di diritto familiare". Con protocollo del 29 novembre 2017, tali linee guida sono state diffuse a tutti i Consigli territoriali dell'ordine degli avvocati.

In particolare, con esse si è stabilito che:

le spese straordinarie per le quali non è necessario il preventivo accordo tra genitori sono quelle relative a: libri scolastici, visite sanitarie urgenti, acquisto di farmaci prescritti ad eccezione di quelli da banco, interventi chirurgici indifferibili (sia presso strutture pubbliche che private), cure ortodontiche, cure oculistiche e cure sanitarie effettuate presso il SSN in difetto di accordo sulla terapia con specialista privato, protesiche, bollo e assicurazione per il mezzo di trasporto acquistato con l'accordo di entrambi i genitori.

Necessitano invece del preventivo accordo di entrambi i genitori le seguenti tipologie di spese:

  • spese scolastiche (iscrizioni e rette di scuole private; iscrizioni, rette ed eventuali spese alloggiative per fuori sede di università pubbliche e private; ripetizioni; frequenza del conservatorio o di scuole formative; master e specializzazioni post universitari; frequentazione del conservatorio o di scuole formative; spese per la preparazione agli esami di abilitazione o alla preparazioni di concorsi; viaggi di istruzione organizzati dalla scuola, prescuola, doposcuola; servizio baby sitting laddove l'esigenza nasca con la separazione e debba coprire l'orario di lavoro del genitore che lo utilizza; viaggi studio e d'istruzione, soggiorni all'estero per motivo di studio; corsi per l'apprendimento delle lingue straniere);

  • spese di natura ludica o parascolastica (corsi di attività artistiche o di informatica; centri estivi, viaggi di istruzione e vacanze trascorse autonomamente senza i genitori; spese di acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto; conseguimento della patente presso autoscuola private) e spese sportive (attrezzature e quanto necessario per lo svolgimento dell'eventuale attività agonistica).

  • spese per l'organizzazione di ricevimenti, celebrazioni e festeggiamenti dedicati ai figli;

  • spese medico sanitarie quali: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi clinici, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia.”

Quanto alle spese straordinarie da concordare, il genitore, a fronte di una formale richiesta scritta avanzata dall'altro dovrà manifestare un motivato dissenso per iscritto entro venti giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Altrimenti, in difetto di riscontro il silenzio si intenderà come consenso alla spesa.

Il rimborso pro quota al genitore che ha anticipato le predette spese e che ha esibito e consegnato idonea documentazione entro un mese dalle stesse, sarà dovuto entro il mese successivo a decorrere dalla richiesta.

Merita a mio parere in ogni caso evidenziare un principio più volte ribadito anche recentemente della Corte di Cassazione per la quale “ i genitori separati non hanno un obbligo di concertazione preventiva per quanto riguarda le spese straordinarie che corrispondono al "maggior interesse" dei figli.

Se è dunque mancata la concertazione preventiva e, pertanto, il coniuge che non le ha effettuate si rifiuti di provvedere al rimborso della quota di sua spettanza, il giudice è tenuto a verificare la rispondenza delle spese all'interesse del minore, mediante una valutazione sulla commisurazione dell'entità della spesa rispetto all'utilità che ne deriva ai minori e sulla sostenibilità della spesa stessa se rapportata alle condizioni economiche dei genitori.”

La ringrazio per la domanda e la saluto

Avv. Francesca R. Passalacqua

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