Spostamenti di lavoro e rimborsi spese

Domanda

Buongiorno Avvocato, avrei bisogno di una sua consulenza che riguarda un dubbio che investe il campo del diritto lavorativo.
Nella fattispecie io lavoro nella vigilanza armata privata,ed ho un contratto a tempo indeterminato per un’ istituto di vigilanza,con sede legale e operativa nella mia stessa città di residenza,o meglio provincia di residenza, però il contratto mi è stato fatto con sede di lavoro in un’altra provincia.
Tutto ok fino a quattro mesi fa perché ho lavorato nella mia città o comunque non molto distante e quasi mai o comunque pochissime volte nella provincia citata nel contratto, ma adesso (appunto da quattro mesi a questa parte), viaggio tutti i giorni,tranne nei riposi ovviamente e percorro con la mia auto 700km a settimana cioè 3000 km al mese tutti a spese mie!
La domanda che le giro è questa: in base al c.c.n.l. di categoria ,viste le indicazioni che le ho dato, mi spetterebbe l’auto di servizio per gli spostamenti verso il luogo di abituale sede di lavoro?”

Risposta

Buongiorno,
 l'art. 100 del C.C.N.L. Vigilanza privata e servizi fiduciari recita che "il lavoratore inviato temporaneamente in servizio oltre dieci chilometri dai confini dei comuni considerati come normale località di lavoro, e sempre che il lavoratore con ciò non venga ad essere favorito con un avvicinamento, avrà diritto al trattamento economico contrattualmente previsto per le ore di servizio effettivamente prestate e al rimborso delle spese di viaggio per il maggior percorso - con i mezzi autorizzati - rispetto alla distanza abitualmente percorsa dal lavoratore medesimo per recarsi alla sede o al comando dell'istituto o alla normale località di lavoro".
Tale articolo non prevede la possibilità di auto di servizio ma solo la possibilità, a determinate condizioni, di un rimborso spese di viaggio.
Sarebbe necessario pertanto analizzare l'eventuale contrattazione di secondo livello o individuale per una analisi completa della situazione, ciò in quanto il nostro ordinamento prevede come principio generale che la contrattazione di secondo livello o individuale possa prevedere delle deroghe c.d. "in melius" (migliorative) rispetto alla contrattazione dei livello nazionale.
La saluto cordialmente
Avv. Marco Bini