Vicini rumorosi, ecco cosa fare

Inviato da Signora Silvia

Domanda :

Vivo in un condominio degli anni Settanta. Da circa un anno non riusciamo più a dormire la notte a causa dei continui rumori provenienti dal piano sovrastante. Ho fatto presente la cosa sia agli inquilini rumorosi sia allìamministratore non ottenendo alcun risultato. Come posso tutelarmi e risolvere la situazione ? Grazie

Risposta :

Gent.ma sig.ra Silvia Il suo è un problema purtroppo estremamente frequente e rientra tra le principali cause che generano dissidi tra condomini. Contro le immissioni rumorose è prevista sia una tutela civile che una tutela penale. Le norme del codice civile di riferimento sono gli artt. 844 e 2043. L'art. 844 sancisce il diritto di ciascun proprietario di usufruire del proprio fondo come meglio crede ma al tempo stesso pone il limite della normale tollerabilità. Tale concetto non è chiaramente definito dal codice. È comunque sufficiente dimostrare che i rumori del vicino abbiano superato di 3 dB il rumore di fondo (se i rumori si verificano di notte), oppure di 5 dB il rumore di fondo ( se i rumori si verificano durante il giorno). Preme tuttavia precisare che tali valori non sono necessariamente vincolanti per il Giudice che, nel fissare la tollerabilità in ambito privatistico, può anche discostarsene pervenendo ad un giudizio di intollerabilità sulla scorta di un prudente apprezzamento che consideri la particolarità della situazione concreta. Detto ciò la tutela civile potrà essere esercitata sia tramite una azione inibitoria (che avviene sia attraverso l'imposizione di un obbligo da parte del Giudice di cessare l'attività rumorosa, sia attraverso l'imposizione di misura adatte a ridurre la rumorosità), che tramite una normale azione di risarcimento del danno ex art. 2043 cc (es. danni alla salute psicofisica causati dalla esposizione prolungata al rumore, sopratutto se questo avviene di notte.) Dunque sarà possibile chiedere congiuntamente sia la cessazione del disturbo che il risarcimento del danno. Circa invece la tutela penale, l' art. 659 cp sanziona sia il comportamento commissivo volto a produrre rumori molesti, che il comportamento omissivo ( ad es. chi non impedisce l'abbaio del cane), recando così danno ad altri. La pena prevista è fino a tre mesi di arresto o un'ammenda fino a 309 euro. Per configurare reato è tuttavia necessario che i rumori arrechino disturbo ad un numero indeterminato di persone non essendo sufficiente il disturbo ad un solo soggetto o, ad esempio, ai soli abitanti di un condominio. Mi permetto di consigliarle di tentare una prima soluzione bonaria della questione, magari tramite una lettera formale, ed in caso di insuccesso far valere i suoi diritti in sede giudiziaria. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e porgo cordiali Saluti Avv. Francesca R. Passalacqua