“Voglio adottare il figlio di mia moglie, come fare?”

Domanda

Buongiorno, 

sono sposato da 13 anni, mia moglie ha un figlio di 20 anni, con noi convivente, il quale ha  solo il cognome della mamma, non essendo stato riconosciuto dal padre naturale. Vorrei dare a lui il mio cognome, vi chiedo utili indicazioni in merito. Dal matrimonio sono nati altri due figli che oggi hanno rispettivamente 13 e 11 anni. Grazie

Risposta

L’adozione di persone di maggiore d’età è disciplinata dal Libro I, Titolo VII, capo I e II del Codice Civile. Si tratta di un istituto civilistico assai diverso dall’adozione di minorenne, con altre finalità e con altri diritti/doveri nascenti in capo ai soggetti coinvolti, con altre procedure e presupposti.

Riguarda l’adozione di una persona con più di 18 anni di età. In questo modo si permette di stabilire, tra l’adottante e l’adottato, un rapporto simile al rapporto tra genitori e figli.

Con questo procedimento l’adottato :

– assume il cognome dell’adottante, da anteporre al proprio cognome

– acquista il diritto a succedere all’adottante alla pari dei di lui figli legittimi

– ha il diritto agli alimenti da parte dell’adottante, che li deve prestare con precedenza sui genitori legittimi o naturali dell’adottato

L’adottante deve aver compiuto 35 anni di età (riducibili a 30 se il Tribunale lo giustifica), e l’adottato deve avere almeno 18 anni meno dell’adottante. 

Chi adotta non deve avere figli minorenni (siano essi legittimi, legittimati o naturali riconosciuti).

Per l’adozione serve:

– il consenso di chi adotta;

– il consenso dell’adottando;

– l’assenso dei genitori dell’adottando

– l’assenso del coniuge dell’adottante e dell’adottando, se coniugati e non legalmente separati

– l’assenso dei figli maggiorenni dell’adottante (legittimi, legittimati o naturali riconosciuti)

In casi particolari il Tribunale può pronunciare l’adozione anche qualora non sia prestato o non possa essere richiesto l’assenso degli aventi diritto a pronunciarsi.

Avv. Francesca R. Passalacqua