Campi passi…e non baci

CAMPI BISENZIO – A Campi c’era un vecchio detto, che forse qualche vecchio campigiano ricorderà, che recita “Campi passi, e non baci”. Un modo di dire sicuramente strano e curioso, che veniva detto ironicamente tra campigiani sottintendendo “in casa di ladri non si ruba” o “non fare il furbo con i furbi”, ma che è difficile da interpretare se non si conosce la storiella. Che è questa.
Molto tempo fa era usanza a Firenze, durante il periodo della Pasqua (ma secondo altre versioni era a Prato, in occasione dell’ostensione della sacra cintola l’8 settembre) che delegati delle varie località del contado sfilassero davanti al trono del vescovo chinandosi a baciare l’anello; contemporaneamente, si lasciava cadere in un canestro posto lì accanto un obolo. Ma sembra che il delegato campigiano, invece di versare…. sottraesse nel movimento qualche soldino.
Da lì pare che iniziò una nuova usanza: al momento della sfilata e dell’omaggio dei vari rappresentanti davanti al vescovo, l’araldo dicesse, scandendo i turni: “Passi Carmignano, passi Peretola, passi Brozzi…. Campi passi, ma non baci!”

F.G.