Chi si mette il “toni”?

Non è proprio caratteristico della piana, visto che la diffusione di questo modo di dire va almeno da Prato all’Impruneta, ma siamo sicuri che ai lettori di Piananotizie farà piacere sapere perchè da queste parti, per fare ginnastica e non solo, più che la tuta si usa “il Toni”. Di storie in realtà ce ne sono diverse; una, piuttosto diffusa, attribuisce l’origine a tal Antonio (o Anthony), tipo bislacco, un pò “lo scemo del villaggio” che andava in giro diversi decenni fa per Firenze in pigiama o con vestitacci, da cui “la tuta dì Tony” e poi il Tony.

Un’altra versione rimanda nientemeno che al 1936, alle Olimpiadi di Berlino: la scritta Toni sarebbe l’acronimo di “Tuta Olimpica Nazionale Italiana” indossata per la prima volta come divisa unica dagli atleti della squadra italiana, e confezionata per l’occasione proprio a Firenze; già gli atleti l’avevano utilizzata per gli allenamenti proprio a Coverciano, dove la scritta – e le tute – iniziarono a circolare. Una terza storia, riportata da molti siti e blog di curiosità fiorentine (la si può trovare su 055, Firenzetoday, TeladoioFirenze e altri ancora) danno l’origine del Toni – anzi, del “Tony” con la Ypsilon – al 1945. Finita la guerra, finalmente tra le truppe americane stanziate a Firenze inizia a circolare la notizia dell’atteso ritorno a casa. Per l’euforia del momento, i soldati iniziarono a cucire sulla schiena delle tute le lettere “TONY”, che avrebbero indicato “To New York”, verso New York, verso casa. Prima dell’agognato ritorno oltreoceano però molte delle casacche sarebbero state lasciate a Firenze, perchè troppo ingombranti o semplicemente come dono alla locale popolazione, che certo aveva bisogno di tutto per ricominciare. Una bellissima storia, che però sembra contrastare con la versione dei maggiori studiosi della lingua. Secondo enciclopedie e dizionari, Anthony e Antonio, da cui Tony o Toni, sarebbero almeno dal secolo scorso diffusi in inglese e anche in diverse regioni del nord Italia come parole sinonimo di pagliaccio, sempliciotto, babbeo. Da cui per estensione la divisa del pagliaccio sarebbe il Toni, da cui la tuta da lavoro (in effetti chiamata Toni in certe aree del nord) e poi quella da ginnastica. I puristi della lingua possono consultare online la Treccani o il sito dell’Accademia della Crusca, che al Toni fiorentino dedica addirittura un’intera pagina di ricerche etimologiche (http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/perch-firenze-si-fa-ginnastica-toni).

Insomma, perchè da queste parti si usi questo modo di dire rimane un mistero, ma perlomeno ai “forestieri” che domandano ridendo “e che cos’è il toni?” avrete belle storie da propinare.

Francesca Gambacciani