“Emporio” di nome, “Fissi” di cognome

Erano i primissimi anni ’60. Il boom economico premeva e influenzava la vita quotidiana di tutti. A Sesto, però, la ferrovia tagliava in due il paese (allora c’erano appena 11mila abitanti) e in piazza della Chiesa c’era ancora il passaggio a livello al posto dell’odierno sottopasso. Andare da “sott’i’treno”, ovvero la zona a Sud della Ferrovia, al centro di Sesto era un’impresa e solo “La Rosa” era un’assidua viaggiatrice. In quel periodo a Sesto c’era un famoso commerciante che girava per il paese con un furgoncino portando casalinghi, balocchi e altri prodotti ancora e lo chiamavano Pirrino. Un giorno Pirrino decise di darsi al commercio stanziale e scelse un grande fondo commerciale in via Cavallotti la Stradanova dei sestesi, il salotto buono del commercio cittadino. Per l’apertura del negozio fu deciso di fare una grande inaugurazione e La Rosa non poté mancare. Una volta tornata a “sott’i’treno” le comari del posto le chiesero “Allora”? E allora La Rosa raccontò tutta la giornata compreso il fatto che, sull’ingresso del negozio, campeggiasse una grande insegna luminosa: “Emporio Fissi”. E La Rosa concluse il racconto sottolineando che “oddio, che Pirrino si chiamasse Fissi di cognome, lo sapeo, ma che di nome facesse Emporio la m’è nova”.