Il teatro a Sesto? Era nelle stanze di villa Guicciardini

SESTO FIORENTINO – Nella Limonaia adesso c’è un teatro, ma trent’anni fa c’era una limonaia, il teatro, invece, era in una delle sale affrescate della Villa. Non era il Teatro della Limonaia di oggi e non erano neppure le associazioni e i laboratori che proprio lì (nella limonaia) hanno avuto sede, come il Laboratorio Nove. Ad entrare per la prima volta dopo molti anni nelle stanze di Villa Guicciardini (oggi conosciuta come Villa Corsi Salviati) un gruppo teatrale che, negli anni tra il 70 e il 90, faceva “teatro sperimentale” anzi, “teatro di ricerca”, il Gruppo della Rocca.
Fu così che nel 1980, in accordo con il Comune e con l’allora assessore alla Cultura Maria Milani, il Gruppo della Rocca (che deve questo nome ad uno dei suoi fondatori, il regista Roberto Guicciardini perché le prime riunioni si tenevano alla Rocca di San Gimignano proprietà di un ramo della famiglia nobile del regista) si rese disponibile a preparare gli spettacoli (oggi si direbbe a presentare un progetto) in uno dei locali della Villa aprendo le porte al pubblico curioso e appassionato di teatro.
Beckett, Jonesco e Pinter erano gli autori del teatro dell’assurdo che il Gruppo preparava. Gli attori (Bob Marchese, Fiorenza Brogi per citarne solo due) provavano davanti ad un pubblico non pagante costituito da fiorentini più che da sestesi e da trentenni più che da ventenni.
I giovedì delle prove aperte erano occasioni uniche per chi amava il teatro non solo perché si aveva la possibilità di vedere testi poco rappresentati a Firenze in quel periodo, ma anche perché ci si trovava di fronte a professionisti di alta qualità. E’ vero che era un periodo di grande fermento e di opportunità, ed è anche vero che eravamo in un periodo in cui il teatro si faceva fuori dai luoghi canonici: gli attori scendevano dai palcoscenici “blasonati” e ricreavano il teatro nelle fabbriche, nei quartieri, nelle Ville. Così accadde anche a Sesto Fiorentino.