Le bavaresi del Bar Rinascita e Raperino

SESTO FIORENTINO – Il Bar Rinascita di piazza Ginori era spettacolare. Grande, enorme, fatto di sale che si susseguivano una dietro l’altra con spazi per prendersi un caffè o un tè in santa pace vicini ai luoghi della “perdizione” dove si giocava a poker o ci si “spulciava” al biliardo. Per i sestesi, visto che la proprietà era di una società legata al Partito comunista, quel bar si chiamava “IL Partito”. Ed esisteva il rito dell’acquisto delle paste dolci la domenica mattina. Anche chi usciva dalla Messa andava poi a compare le paste “a’ i’ Partito”. Sul finire degli anni ’60 erano diventate di moda le bavaresi e per acquistarle bisognava prenotarle giorni prima e per prenderle si doveva fare una coda di almeno 20 minuti.

Normalmente, quando la sera il bar chiudeva, le paste avanzate venivano buttate via perché la qualità andava avanti ad ogni cosa.

Una sera, era d’estate, Raperino, personaggio molto noto in città, sempre a giro con una sigaretta accesa in mano, appartenente ad una famiglia non proprio benestante, si trovò a passare davanti al locale di piazza Ginori proprio mentre stavano per gettare una vassoiata di paste. Gli chiesero, “o Raperino che le voi”? E lui gli rispose di sì. Almeno avrebbe sbarcato il lunario in modo dolce.

Si mise seduto sul marciapiede della piazza e iniziò a mangiare le paste. Ne aveva una quarantina da smaltire. Dopo un po’ si trovò a passare di lì uno dei fratelli. Si fermò e rivolto al fratello gli chiese se gli dava una pasta. Raperino lo scrutò ben bene, guardò le paste. Ne prese una e la diede al fratello dicendogli, “tieni, goloso”.