Morello, da brullo a rigoglioso. Grazie a Pescetti e ai sestesi

SESTO FIORENTINO – Altro che Calvana. Molti lo sapranno, ma molti rimarranno sorpresi a saperlo, che per centinaia di anni – e ancora a inizio ‘900 – Monte Morello era un colle sassoso e assolato, con al massimo qualche erbaccia e macchione di rovi, ben più calvo della Calvana. Miracolo della natura, se oggi è ombroso e pieno di boschi? Non proprio: si tratta infatti di una delle opere ambientali decisa dai nostri lungimiranti antenati.
Un tempo, fino, monte Morello doveva essere alberato proprio come oggi, ma interventi di disboscamento dissenato da parte dell’uomo, già in epoca rinascimentale, lo avevano reso brullo e spoglio. Scrive il Repetti, lo storico, “La sommità del Monte Morello, che fu già da gran tempo spogliata di alberi, era vestita ai tempi della Repubblica Fiorentina di annosi abeti, i quali furono in gran parte atterrati sotto il governo di Cosimo I per fare la travatura alle tettoje della grandiosa fabbrica Regia degli Uffizi di Firenze”. Ora, che tutti gli alberi di Morello siano serviti a fare realmente gli Uffizi pare difficile; quel che è certo, è che sul colle ne erano rimasti assai pochi. Ma si vede che anche allora (e forse più di ora) non erano del tutto ignari del rischio idrogeologico. Già il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, nel 1784, chiese ai frati dei conventi di Monte Senario, Camaldoli e Vallombrosa di comprare terreni su Morello per rimboschirli; oltre a motivi pratici, all’epoca il granduca si preoccupava anche dell’aspetto estetico della faccenda, visto che Morello faceva da scenario a Firenze e lasciarlo giallo e sassoso creava un problema “d’immagine”. L’idea del granduca però fallì; tuttavia gli stessi Lorena s’impegnarono a comprare le pendici meridionali del monte e vi crearono una riserva di caccia. A preoccuparsi seriamente del pericolo di frane e smottamenti sempre più incombente, si preoccupò il deputato socialista Giuseppe Pescetti (sempre quello della statua in largo 5 Maggio, di cui abbiamo già scritto su http://www.piananotizie.it/illustri-sconosciuti-pescetti-e-lindice-verso-morello/), che pensò ad un’opera di rimboschimento massivo a base di pino nero, cipresso ed abete bianco. L’opera, inizata nel 1909, fu affidata all’agronomo Domenico Mariani, ma vide la partecipazione in prima persona di molti sestesi. Infatti oltre agli addetti al rimboschimento, che se ne occupavano per mestiere, veniva organizzata ogni anno una “Festa degli alberi”, o “Festa di primavera”, simile a quella che è stata festeggiata anche in questi ultimi anni in alcune scuole, nella quale cittadini e soprattutto ragazzini delle scuole potevano piantare alberelli sui lotti di terreno spoglio e festegiare la crescita dei boschi. Inizialmente era il deputato Pescetti che, in prima persona, guidava i ragazzini in occasione della Festa, segno dell’importanza che si attribuiva alla cosa anche nelle “alte sfere”. “E’ doveroso manifestare il mio compiacimento,la mia sodisfazione e portare qui, a nome di Firenze, una nota che sia come una espressione di quel risveglio forestale, di cui l’ Italia da vari anni presenta segni confortanti” disse il Pescetti in parlamento in occasione di una discussione sull’istruzione forestale nel 1912 “Quando tutti gli anni, al principio della piantata e della semina autunnale, porto centinaia di giovani colle fanfare a salutare l’opera del rimboschimento sopra i monti che circondano Firenze, e sul suo denudato monte Morello, è tutta una iniziazione che cerco a rinnovata e promettente coscienza forestale”.

Alcune foto danno testimonianza di quella vecchia festa di cui soltanto recentemente si è ritrovato lo spirito. Il rimboschimento di Monte Morello, con le pause in occasione delle guerre, si è concluso soltanto negli anni ’70 – in alcune zone si possono infatti individuare alberi più giovani, segno di un rimboschimento più recente. Negli ultimi anni si sono resi necessari poi interventi di potatura e ripulitura dei boschi per la asta moria di pini neri a partire dalla siccità del 2003. I boschi di Morello rimangono comunque un punto di riferimento per tanti amanti del trekking e non solo. In attesa di capire se e come sarà il famoso parco della Piana, nell’area i cittadini possono comunque sentirsi sicuri della presenza della loro Montagna, verde grazie alla sensibilità ambientale del Pescetti e dei tanti (amministratori, citadini, associazioni) che nel corso degli anni se ne sono presi cura e hanno saputo capirne la giusta importanza.

Francesca Gambacciani

Foto gentilmente prestate da Stefano Fiorelli e dagli utenti del gruppo “Sesto Com’era”.

Fonti: Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Morello)
Emanuele Repetti, “Dizionario Geografico, Fisico, Storico della Toscana”, Firenze 1833 (http://stats-1.archeogr.unisi.it/repetti/database.php)
Atti Camera dei Deputati – Discussione del disegno di legge
Provvedimenti per l’isiruzione forestale.LEGISLATURA XXIII — l a SESSIONE —DISCUSSIONI — l a TORNATA DEL 1 9 GIUGNO 1 9 12 (http://storia.camera.it/regno/lavori/leg23/sed470.pdf)