#recuperalapiana La Polisportiva di piazza IV novembre a Sesto

SESTO FIORENTINO – La Polisportiva, la Lucciola, prima ancora il Fronte (della Gioventù) e il locale della Banda dei Gobbi. Conosciuto in molti modi – ma senz’altro conosciuto – l’edificio nella centralissima piazza IV Novembre è da tempo chiuso. Quale ne sarà il destino rimane ancora un mistero, per ora si sa soltanto qual è stato il suo passato. Costruito alla fine dell’Ottocento, presumibilmente dallo stesso architetto che ha realizzato anche il palazzo comunale, presenta le tipiche caratteristiche dell’impianto massonico: mura perfettamente orientate verso i quattro punti cardinali, una porta in direzione est e una porta in direzione ovest, pavimentazione a scacchi bianchi e neri. Era l’epoca in cui la massoneria faceva proseliti, a Sesto come altrove, anche come movimento politico legato al Risorgimento e a istanze democratiche. L’edificio fu infatti inizialmente destinato a circolo Mazziniano.
Successivamente, la palazzina si ritrovò ad ospitare un altro gruppo, celebre nei dintorni ma di tutt’altro stampo: la “Banda dei solerti”. Nata nel 1881/82 dalla scissione con la banda musicale dei Bianchi, legata al mondo cattolico, la Banda dei Solerti veniva detta anche “Banda dei Gobbi” perchè invece erano politicamente non allineati. Molti dei musicisti erano operai della Ginori e piccoli artigiani locali, ma raggiunsero livelli notevoli: suonavano al teatro di Sesto, il Niccolini, andavano in tournèe, e tutto il paese li conosceva. Il declino della banda iniziò con il fascismo, quando in un evento pubblico venne loro chiesto di suonare “Giovinezza”, e molti dei musicisti decisero di lasciare la società. Paradossalmente molti sestesi, anche giovani, conoscono ancora piazza IV Novembre come “La Piazza dei Gobbi”, anche se ormai il ricordo della banda se n’è andato.
Nel dopoguerra, l’edificio ospitò fino agli anni ’70 il “Fronte della Gioventù” (sottinteso, Comunista), luogo di ritrovo sociale oltre che politico e a Sesto era comune la frase “Stasera quasi quasi vo al Fronte”. Contemporaneamente, i locali ospitavano le sedi delle varie associazioni sportive di Sesto – di qualsiasi indirizzo e colore politico – nell’intenzione di fare un super-contenitore. La Polisportiva appunto. Sede anche di un circolo Arci, con bar e pizzeria, spazio esterno e pista di pattinaggio, l’edificio non ha resistito ai cambiamenti del tempo, e ogni tentativo di rivitalizzarlo (con stanza dei giornali e varie iniziative) e andato fallito. Anche perché necessiterebbe di una ristrutturazione profonda. Chiuso il circolo Arci e le ultime attività tra il 2013 e il 2014, è stato inserito nel Piano delle alienazioni del Comune di Sesto Fiorentino e messo all’asta il maggio scorso a un prezzo base 900mila euro. Al suo interno – spiegava il bando – potrebbero essere realizzate residenze, attività produttive a carattere diffuso (attività direzionali, banche, istituti, uffici aperti al pubblico, servizi), attività pubbliche o d’interesse collettivo.

Ma l’asta a giugno scorso è andata deserta. Attualmente esiste un progetto per uno spazio polifunzionale pubblico nel giardino e alcune forze politiche hanno avanzato proposte in campagna elettorale, ma la realtà è che a tutt’oggi, di questo vecchio ma bell’edificio che è anche un pezzo di storia di Sesto, nessuno sembra sapere che farne.

Francesca Gambacciani