Rompistinchi, Treggiaia… tutti i nomi dei luoghi di Monte Morello

SESTO FIORENTINO – Quanti appassionati di trekking, mountain bike, gite a cavallo e… pranzi all’aperto continuano anche in estate a frequentare Monte Morello. Stavolta il gioco dei nomi riguarda proprio i sentieri e i luoghi di Morello. Gualdo e Cercina, come abbiamo già scritto (http://www.piananotizie.it/curiosita/zambra-il-tondo-cercina-per-ogni-nome-una-spiegazione/) significano rispettivamente “bosco” in lingua longobarda e “luogo aperto e soleggiato” in etrusco. Il famoso spiazzo del “tedesco morto”, da cui parte la salita per la prima punta, ha origini ovviamente molto più recenti: senza scomodare l’araldica, pare che nel dopoguerra vi fu rinvenuto un cadavere (c’è chi dice invece uno scheletro) con indosso una divisa tedesca. Per raggiungere la terza punta c’è invece il terribile (e assolato) sentiero del Rompistinchi, il cui nome probabilmente è dovuto al fatto che è parecchio ripido e sassoso e, soprattutto in discesa, abbastanza pericoloso e a rischio caduta. C’è da dire che fino alla fine degli anni ’90 il sentiero faceva parte del percorso del trofeo Terza Punta, gara di corsa in montagna, e non è difficile credere che gli atleti lo chiamassero così. Sulla Treggiaia invece, il largo percorso che sale verso la prima punta, ci sono più notizie perché era il sentiero che collegava la zona di Gualdo con i prati più alti di quota ed era opportunamente lastricato per poter essere percorso con la “treggia”, una specie di slitta sormontata da una grande gerla per il trasporto di materiali.

Ancora resti della lastricatura sono visibili in alcuni punti, soprattutto nella zona di Piano Castiglioni. Quando a fianco della Treggiaia fu realizzato il misteriosissimo “sentiero del pensionato”, qualche decennio fa fu chiamato così perchè appunto, rispetto alla Treggiaia sembrava più percorribile anche agli anziani. Ma per chi lo conosce e sa quanto sia ripido e accidentato rimane appunto un mistero cosa avesse per la testa chi l’ha chiamato così. La fonte dei seppi, area frequentatissima dagli amanti dei pic nic, deve il nome appunto alla fonte che avrebbe addirittura origini etrusche: sul territorio toscano viveva anticamente una nobile famiglia etrusca con suffisso “Sepu”, di cui rimane traccia a Monteriggioni.
Il curioso nome del “ponte di spartimoglie”, vicino cui si trova una cascata, registrato ovunque come toponimo, anche sulle carte ufficiali della Regione. Ma perchè si chiama così? Verrebbe da pensare a una leggenda come quella biblica di Re Salomone e del bambino conteso da due madri, invece l’origine è dovuta semplicemente alla conformazione della strada. Il ponte si trova infatti dopo una breve ma consistente discesa, e costituisce una cura secca con la strada. Quando questa veniva percorsa con i carri, era difficile frenare e facile sbandare, e se non si prestava attenzione il passeggero che stava al lato del guidatore, spesso la moglie, poteva essere sbalzato giù e ritrovarsi…. spartito (per non usare parole più crude) sul greto del fiume.


Si ringrazia per la collaborazione e le informazioni fornite la gentilissima Elisabetta Tombelli, presidente del CAI Sesto, e Marco Giachetti della Pro Sesto.

Francesca Gambacciani