Sabatini, l’armaiolo cieco premiato dal Re (e da Agnelli)

CALENZANO – A Calenzano, una delle vie vicino a via del Molino e alla salita per il castello è dedicata a “E. Sabatini”. Si tratta di Eugenio Sabatini, nato nel 1909 nelle campagne attorno Barberino del Mugello ma vissuto e morto (nel 1990) a Calenzano, che le cronache dei giornali dell’epoca ribattezzarono “l’armaiolo cieco”. E che è stato tra i pochi personaggi a poter vantare riconoscimenti sia dal re che dal presidente della Repubblica.
Nato vedente, all’età di quattro anni il piccolo Eugenio si ferì agli occhi giocando con un fuscello, rimanendo cieco. Da allora si sforzò comunque di svolgere una vita il più possibile normale, imparando presto a muoversi sui sentieri di campagna e a dare aiuto in casa. Facendo pratica prima con dei fucilini giocattolo che i figli del padrone avevano a casa, poi con dei fucili veri di cacciatori di passaggio, il bambino imparò da solo e perlopiù di nascosto a smontare, rimontare, e addirittura riprodurre i pezzi dei fucili, con assoluta precisione. Prima dei venti anni, era già diventato armaiolo, e già diversi fucili eranpo usciti dalla sua officina, anche se la vera consacrazione arrivò con una doppietta che inviò a Brescia per essere tenuta al banco di prova, dando ottimi risultati. Nel frattempo, nel 1933, si era trasferito con la famiglia a Calenzano. Qui decise di costruire un fucile per il re, allora Vittorio Emanuele III, che soddisfatto del dono di prim’ordine lo ricevette nella sua tenuta di San Rossore. Il re ricambiò il dono regalando a Sabatini un orologio d’argento con suoneria, in modo che anche senza vedere potesse misurare lo scorrere del tempo. A questo punto, sull’onda del successo, il ragazzo decise di dedicare un’arma anche al Duce, provando per la prima volta a costruire una pistola, una calibro 6,35 realizzata con i pezzi di un semiasse di un camion Fiat. L’opera riuscì bene, ma non potè consegnarla di persona perchè Mussolini era allora impegnato nella campagna d’Africa. Nel messaggio di risposta il Duce scrisse “Egli non può combattere, ma la sua fervida offerta vuol essere come un simbolo guerriero di devozione alla Patria e a Chi la conduce ai suoi grandi destini”. Sabatini, ormai noto e citato da radio, giornali e cinegiornali, fu invitato nel novembre 1936 alla Mostra della Meccanica e della Metallurgia di Torino. “L’impressione di tutti fu di ammirazione e stupore – si legge nelle cronache dell’epoca – destò meraviglia il fatto che egli, abituato a lavorare a casa sua al tornietto a pedale, si rendesse padrone in pochi momenti di macchine utensili moderne […]L’ultimo giorno della mostra, quando i visitatori si contavano a migliaia, vi fu attorno al Sabatini una ressa tale, che si dovette organizzare uno speciale servizio d’ordine”. La Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi sollecitò allora il Governo e, grazie anche al contributo del Senatore Giovanni Agnelli, allora presidente della Fiat, furono donati macchinari moderni per l’officina di Calenzano di Sabatini. Nel 1937 partecipò alla VII Fiera dell’artigianato d’Italia e fu onorato dal Principe. Anche dopo la guerra continuò nella sua opera, finchè nel 1960 in una esposizione gli fecero presente che lui non aveva la licenza di fabbricante d’armi. Sabatini infatti non l’aveva mai presa anche perchè, cieco,era analfabeta. Con determinazione si mise però d’impegno per conseguire tutte le pratiche, e finalmente ottenne la licenza con una delibera speciale da Roma per il suo stato di analfabeta; per l’occasione, il Presidente della Repubblica Gronchi conferì il 2 giugno 1960 a Sabatini il titolo di Cavaliere.
Eugenio Sabatini è morto a Calenzano il 7 ottobre 1990, e finchè ha potuto ha continuato a lavorare. Molte delle sue armi sono ancora funzionanti, e per i collezionisti e gli appassionati hanno un valore di mercato molto alto, proprio per la particolarità del costruttore.
A giugno del 2003, nell’anno della disabilità, l’amministrazione di Calenzano, all’artigiano che seppe superare il proprio handicap, ha dedicato una mostra all’interno del Convegno: “L’abilità nelle disabilità”.

Francesca Gambacciani

Fonte: Comune di Calenzano e Atc