Zambra, il Tondo, Cercina… per ogni nome una spiegazione

SESTO FIORENTINO – Sull’origine del nome “Sesto”, cioè “Sextus ab urbe lapis”, non ci sono dubbi né misteri, così come “il tondo” (l’area di piazza De Amicis, così chiamata per via del vecchio ippodromo di forma circolare) o Colonnata (antica colonia e colonnato dell’acquedotto romano). Ma altri toponimi possono riservare sorprese. Così si scopre che “Cercina” non dal latino deriva, ma addirittura dall’etrusco: “Hersina”, ovvero luogo aperto e soleggiato. Più banalmente di origine latina, il nome della vicina “Montorsoli”, dove oggi c’è la stazione: “mons Ursus”, monte orso o degli orsi. Sempre rimanendo sui colli, Gualdo, dove attualmente c’è il rifugio che ospita anche tante mostre d’arte, deve il nome nentemeno che ai longobardi: “bosco” nella loro lingua nordica si diceva “Wald”.
Sempre agli alberi deve il suo nome la zona di Querceto, e questo si intuisce facilmente; più difficile risalire da “Il Neto” a “Alneto” e dunque “Ontaneto”, cioè area ricca di ontani, alberi che dovevano crescere rigogliosi in zone umide come questa. L’area industriale dell’Osmannoro era chiamata fino al 1800 “Ormannoro”, in ricordo dell’antica casata degli Ormanni che secoli addietro aveva qui possedimenti terrieri.
“Rimaggio”, zona e fiume, deve il nome al latino “Rio maggiore” per la sua gran portata d’acqua, anche se oggi, specie nella bella stagione, è difficile da immaginare.
Infine un nome davvero curioso è “Zambra”, il fiume e l’area sotto ferrovia: sembrerebbe derivare anch’esso dall’etrusco, da “Zamera” o da “Sambra”, nome applicato a diversi torrenti dell’area fiorentina, che significherebbe “fiume” o secondo alcuni “fiume dei morti” (come dire “lo Stige”). Preferiamo questa interpretazione a quella che vuole l’origine del nome nel latino e nel volgare, dove Zambra si riferisce al… gabinetto.
Su tutta qesta indeterminatezza dei toponimi va detto che l’area sestese, nonostante la sua antichissima origine pre-romana e le testimonianze scritte presenti già nel Medioevo (di Colonnata e Padule, con questi nomi, si parla già nel 700-800 dc) non ha avuto una nomenclatura ufficiale fino all’Unità d’Italia. I cartelli stradali poi furono posti solo nel 1871: fino ad allora i cittadini – addirittura nei documenti notarili!!! – chiamavano zone e strade…. un pò alla sestese, come tornava meglio.

Fonti: “Giulio Vannucchi – Stradario storico amministrativo di Sesto Fiorentino – a cura del Sesto Miglio Club – Tipografia Alba, Sesto 1967”

Francesca Gambacciani