Sinistra per Calenzano “La causa Saharawi non è una bandiera della sola maggioranza”

CALENZANO – La causa Saharawi diventata “una bandiera della sola maggioranza privando così di fatto la Commissione del proprio ruolo, del proprio senso di esistere”. Lo afferma in una nota Sinistra per Calenzano. “Nel prossimo Consiglio comunale del 30 novembre sarà presentato dai Gruppi di maggioranza (PD e Calenzano Futura) un ordine del giorno che […]

CALENZANO – La causa Saharawi diventata “una bandiera della sola maggioranza privando così di fatto la Commissione del proprio ruolo, del proprio senso di esistere”. Lo afferma in una nota Sinistra per Calenzano.

“Nel prossimo Consiglio comunale del 30 novembre sarà presentato dai Gruppi di maggioranza (PD e Calenzano Futura) un ordine del giorno che esprime grande preoccupazione per le tensioni riapertesi fra il fronte Polisario ed il Marocco, riproponendo l’annosa questione, mai risolta, di dare soluzione alle tensioni con il riconoscimento di una patria per il popolo Saharawi. – spiega la nota di Sinistra per Calenzano – È un ordine del giorno largamente condivisibile: l’impegno del Comune di Calenzano in questa direzione, con la partecipazione ed il coinvolgimento anche di molte realtà territoriali, è stato coerente e fattivo da anni. Basti ricordare che fu proprio il Comune di Calenzano, nella persona del suo sindaco Alessio Biagioli, ad avere avuto l’onore di rappresentare le ragioni della causa Saharawi nella sede dell’ONU il 5 ottobre 2017. Proprio per questo non si capisce perché questo tema, che ha sempre avuto una larga condivisione fra le forze politiche calenzanesi trovando come naturale sede istituzionale di dibattito ed elaborazione la Commissione consiliare Pace e Cooperazione, sia diventato in questa legislatura una bandiera della sola maggioranza, privando così di fatto la Commissione del proprio ruolo, del proprio senso di esistere”.

“Ci auguriamo – conclude Sinistra per Calenzano – che l’atto, nella forma attuale, possa essere ritirato per ripresentarlo a nome dell’intero Consiglio o comunque delle forze che lo condividono. Procedere in altro modo sarebbe un errore politico di non poco conto: non cercare intese e condivisioni più larghe su temi di questa importanza dimostra una scarsa sensibilità politica ed istituzionale. In ogni caso, non mancherà il nostro impegno ed il nostro sostegno ad un popolo che lotta da anni per la propria libertà ed indipendenza, e non mancherà certo il nostro convinto appoggio con il voto in Consiglio Comunale”.