Dal rospo smeraldino all’erba medica della Calvana: non la pensi come me? E io ti offendo

CAMPI BISENZIO – Era già successo di recente e, nonostante le nostre raccomandazioni a mantenere toni sempre civili, si sta ripetendo sempre più spesso. Da quando è iniziata l’avventura di Piananotizie, ormai quasi tre lustri fa, abbiamo sempre lasciato, molto democraticamente, spazio ai nostri lettori per commentare le varie notizie che quotidianamente pubblichiamo. E in questi quasi quindici anni di lavoro (quindici con Piananotizie, molti di più in questo “mondo” che, sinceramente, conosciamo abbastanza bene) settimana dopo settimana ci siamo resi conto che, purtroppo, sempre più spesso e, nostro malgrado, sempre più volentieri, la cattiveria nei commenti – e uso volutamente il termine cattiveria per non essere volgare – è gradualmente aumentata. Che si parli del rospo smeraldino o dell’erba medica della Calvana (rigorosamente in foto), con il massimo rispetto per entrambi ovviamente, che si parli del sì o del no al prossimo referendum, chi la pensa diversamente dal rispettivo fare quotidiano viene offeso. Quando va bene. Con termini che mi piacerebbe sapere se poi vengono usati davvero nel fare quotidiano. Magari “inzuppando” una brioche nel cappuccino la mattina al bar o “vociando” mentre si cammina per strada parlando al telefono. Non scopriamo certo l’acqua calda, ci mancherebbe. L’offesa ormai fa parte del fare quotidiano, soprattutto in questo “mondo”, magari senza avere letto quello che c’è scritto in un articolo e soffermandosi – naturalmente – solo al titolo. E pazienza se tanti ignorano che certe affermazioni potrebbero essere perseguibili legalmente. O forse fanno finta di ignorarlo. L’importante, fra una “vociata” e l’altra, fra un’”inzuppata” e l’altra è offendere. Possibilmente con profili “fake”. Mica c’è anche il coraggio di metterci la faccia. Ah già, chiederemmo troppo…