Il valore dell’informazione on line, questo sconosciuto (ma soprattutto sottovalutato)

CAMPI BISENZIO – Quando nell’ormai lontano 2012 iniziammo questa avventura, in tanti (molti dei quali “soloni” se visti con gli occhi di oggi), ci dissero che eravamo dei pazzi: “Ma chi volete che legga un giornale on line?”, questa la sintesi. Nel 2027, invece, saranno quindici anni di Piananotizie, che in questi quasi tre lustri ha superato momenti tragici, come la scomparsa improvvisa di uno dei suoi fondatori, Daniele Calieri, e tempeste altrettanto improvvise. Eppure siamo sempre qui. Ma non perché siamo più bravi di altri, restiamo sempre umili, ci mancherebbe. Siamo qui perché lo certificano i numeri che nel 2025 sono stati pari a circa un milione e ottocentomila lettori. Visualizzazioni singole come direbbero quelli (più) bravi di noi. Pochi? Tanti? Per quanto ci riguarda un numero considerevole, soprattutto se rapportati a come va oggi il mondo dell’informazione della comunicazione. Un mondo in cui le imitazioni di Piananotizie ci sono ma, mi sia concesso per una volta esprimermi da direttore, decisamente bruttine. E poi c’è un altro aspetto che mette il sigillo al nostro lavoro, quello dell’imparzialità. Sì, dell’imparzialità che spesso viene sottovalutata o calpestata, usate pure voi il verbo che più vi si aggrada. Eppure tutto ciò spesso viene dimenticato, quasi come se l’informazione on line fosse figlia di un Dio minore. Magari è davvero così. Ma per una volta è giusto mettere in risalto quello che invece viene quasi sbeffeggiato. “Per non dimenticare”, direbbe qualcun altro. Oppure perché, come scrive Nicolas Gomez Davila in un libro che consiglio a tanti di leggere (“Tra poche parole” il titolo), “chi oggi aspiri a distinguersi, non deve essere anticonformista”. Noi resteremo degli inguaribili romantici. Noi.