Valerio (FdI): “Il ministro Musumeci torni a visitare la nostra città per vigilare sulla sicurezza idraulica reale”

CAMPI BISENZIO – “A distanza di quasi tre anni dall’alluvione del novembre 2023, la Piana fiorentina rimane in una condizione di elevata vulnerabilità e non può continuare a vivere nel perenne stato di precarietà e terrore che ha caratterizzato questi ultimi anni”: a dirlo è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Valerio, che poi aggiunge: […]

CAMPI BISENZIO – “A distanza di quasi tre anni dall’alluvione del novembre 2023, la Piana fiorentina rimane in una condizione di elevata vulnerabilità e non può continuare a vivere nel perenne stato di precarietà e terrore che ha caratterizzato questi ultimi anni”: a dirlo è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Valerio, che poi aggiunge: “A fronte di un’amministrazione locale sorda alle richieste di chiarezza e di una gestione regionale che procede con notevole ingiustificato rilento, inoltro formalmente un appello al ministro Nello Musumeci affinché torni a Campi Bisenzio per un ulteriore sopralluogo”. “La sua presenza – aggiunge – è l’unica garanzia per assicurare che le opere strutturali attese da oltre trent’anni come le casse di espansione e le manutenzioni degli argini per prevenire altre alluvioni, diventino prioritarie per il Comune di Campi e la Regione Toscana in quanto presidi di Protezione civile in virtù della normativa vigente”.

Il ricordo della devastazione del novembre 2023 “rimane una ferita aperta – aggiunge Valerio – che si rinnova a ogni allerta meteo. La città, come confermato dai fatti del marzo 2025, ha sfiorato nuovamente il disastro, questa volta a causa dell’omessa manutenzione ordinaria degli argini in via Delle Corti. Non si tratta di fatalità o di sola emergenza climatica. I verbali del Genio Civile parlavano chiaro: i presidi di sicurezza erano, e restano, insufficienti. Nonostante le interrogazioni parlamentari, come quella depositata dall’onorevole Aldo Mattia, le istituzioni locali sono inspiegabilmente lontane dai bisogni reali della popolazione, principalmente la protezione da un’ennesima catastrofe. La narrazione politica che attribuisce ogni problema ai cambiamenti climatici è una comoda scusa per coprire decenni di mancata manutenzione ordinaria e straordinaria di fiumi, greti e sistemi di drenaggio”.

Valerio sottolinea come la critica non sia di parte, ma supportata da numeri ufficiali: “La Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico, durante il suo sopralluogo del 16 ottobre 2025, ha cristallizzato una realtà desolante: a fronte di 884 milioni di euro stanziati nel tempo per il dissesto, la Regione Toscana ha speso effettivamente solo il 25% delle risorse, secondo i rilievi della Corte dei Conti. È un dato che grida vendetta. I cittadini dei comitati, auditi formalmente a Roma, hanno denunciato ritardi burocratici inaccettabili nell’erogazione dei ristori e la totale assenza di cronoprogrammi vincolanti per la realizzazione delle casse di espansione. Mentre le risorse ci sono, i cantieri languono”.

Il disappunto di Valerio “verte sulla linea politica dell’attuale maggioranza che sembra avere scordato i fatti drammatici del 2023 e i rischi che corre ancora oggi la città. La mia mozione del 15 aprile scorso, volta a unire il consiglio comunale attorno alla richiesta di un sopralluogo del ministro, è stata bocciata il 12 maggio con motivazioni pretestuose e attacchi personali contro il ministro. È grave che, in una città ancora ferita, la maggioranza preferisca lo scontro ideologico al confronto istituzionale, rifiutando persino di invocare l’aiuto del Governo”. Per Valerio, il precedente dell’alluvione del 1991 a Campi Bisenzio insegna che la verità giudiziaria e tecnica ha sempre smentito la teoria della “fatalità”, evidenziando come siano state le inadempienze umane e strutturali a determinare le tragedie. “La storia si ripete perché ci si rifiuta di imparare dagli errori del passato. La commissione d’inchiesta regionale, conclusasi a marzo dello scorso anno, ha evidenziato una spaccatura netta: il centrodestra ha correttamente indicato la necessità di miliardi di euro e una gestione oculata, a fronte di una politica regionale che continua a minimizzare le proprie responsabilità”.