Il Movimento Solidale con il popolo Saharawi della Toscana contro il film “Odissea” di Nolan

CAMPI BISENZIO – Non tutti hanno apprezzato il film “Odissea” di Christopher Nolan. Per ragioni diverse c’è chi si è schierato con Nolan e chi contro e le Associazioni del Movimento Solidale con il popolo Saharawi della Toscana hanno votato contro. “Si parla di bellezza visiva, di epica, di un viaggio mitologico che attraversa mari e […]

CAMPI BISENZIO – Non tutti hanno apprezzato il film “Odissea” di Christopher Nolan. Per ragioni diverse c’è chi si è schierato con Nolan e chi contro e le Associazioni del Movimento Solidale con il popolo Saharawi della Toscana hanno votato contro. “Si parla di bellezza visiva, di epica, di un viaggio mitologico che attraversa mari e deserti. – si legge in una nota del Movimento solidale con il popolo Saharawi – Ma per noi, volontari impegnati a difendere il diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi quelle immagini hanno il sapore amaro del tradimento. Vedere le dune di Dakhla, nel Sahara Occidentale, trasformate in un set cinematografico senza anima, è un colpo che fa male a noi e soprattutto ai Saharawi e ai bambini che ogni anno accogliamo nelle nostre città. Dakhla non è un fondale vuoto per le avventure di Ulisse; è una terra ferita, un territorio che il diritto internazionale riconosce come in attesa di autodeterminazione, ma che da cinquant’anni subisce l’occupazione militare del Marocco”.

“C’è un contrasto violento, quasi insopportabile, tra l’odissea immaginaria che Nolan ha voluto mettere in scena e la vera odissea che il popolo saharawi vive ogni singolo giorno da mezzo secolo. – prosegue la nota – L’odissea  dei Saharawi non è scritta nei libri di storia antica, ma sulla pelle di chi è nato e invecchiato nei campi profughi di Tindouf in Algeria in esilio o sotto occupazione nel territorio occupato dal Marocco. Nei campi profughi si vive sotto un sole che non perdona, una calura che in questi mesi stiamo capendo ma noi siamo nel nostro territorio mentre i Saharawi attendono giustizia e il diritto di poter tornare a casa. Questa è la vera odissea per chi vive nei territori occupati, separato dai propri cari da un muro di sabbia e mine che squarcia il deserto per oltre duemila chilometri. Il regista Nolan ha scelto di ignorare tutto questo. Ha scelto di dare lustro e legittimità a un regime che usa la bellezza della nostra terra per coprire l’orrore della repressione”. In ogni caso, comunque la si pensi sul film uscito a metà luglio ha già ottenuto di essere visto in Italia da 3,6 milioni di spettatori.