L’omaggio a Quinto Martini e Carmignano di una prestigiosa rivista inglese di design

CARMIGNANO – La Casa studio di Quinto Martini a Seano finisce sulle pagine di The world of Interiors, il prestigioso magazine inglese che si occupa di progettazione degli interni e decorazione. Un ampio reportage, firmato da Laura Mary Todd, corredato dalle bellissime fotografie di Vincent Thibert, è apparso sulla rivista, che rappresenta una lettura essenziale […]

CARMIGNANO – La Casa studio di Quinto Martini a Seano finisce sulle pagine di The world of Interiors, il prestigioso magazine inglese che si occupa di progettazione degli interni e decorazione. Un ampio reportage, firmato da Laura Mary Todd, corredato dalle bellissime fotografie di Vincent Thibert, è apparso sulla rivista, che rappresenta una lettura essenziale per i professionisti del design. A distanza di un anno dalla sua visita, alla Casa studio di Seano, e dall’incontro con la nipote Stefania Martini, la giornalista free lance, con base a Milano, specializzata in arte, moda e viaggi, collaboratrice di numerose e qualificate pubblicazioni del settore, ha scritto un lungo articolo, intitolato “Common Touch”, nel quale ripercorre e ricostruisce la figura personale e artistica di Quinto Martini, proprio attraverso il racconto e le parole della nipote, presidente dell’associazione omonima: “Già solo guardando i pavimenti, si capisce come utilizzava ogni stanza. Nello studio il pavimento è bianco per via del gesso, che utilizzava per realizzare le sculture. Vicino alla finestra e sulla terrazza, i pavimenti sono macchiati di pittura. E al piano superiore, dove disegnava e scriveva, i pavimenti sono immacolati”.

Nel sommario dell’articolo, Mary Todd scrive che “A differenza dei suoi predecessori del Rinascimento toscano, Quinto Martini scelse di non occuparsi di temi divini. Trovò invece ispirazione nella “semplice vitalità di questa terra”, scolpendo persone comuni e ritraendo le tranquille gioie della vita quotidiana, come testimonia il parco museo di Seano a lui dedicato”. La giornalista descrive il mondo di Martini, quello fatto di “persone simili” a lui, simili “a quelle che popolavano” la sua vita, e che s’incontrano “passeggiando per il parco delle sculture”. “Quinto rendeva omaggio alla normalità”, è la definizione di Stefania Martini.

Ricorda l’autrice dell’articolo: “Negli anni Quaranta, Martini si affiliò al movimento artistico del Nuovo Umanesimo, una corrente del dopoguerra che rifiutava l’astrazione a favore dell’arte figurativa e ne esaltava la funzione sociale”. Martini crebbe come ultimo nato di cinque figli in una famiglia di contadini, e a questa origine sociale fu sempre legato, al punto che, scrive ancora la giornalista free lance, “Sebbene abbia trascorso gran parte della sua vita adulta a Firenze – dove mantenne uno studio e in seguito ricoprì la cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti della città – il suo desiderio fu sempre quello di tornare nel paesaggio rurale in cui era cresciuto”. “Quinto Martini è stato il più genuino interprete del nostro territorio – è il commento del sindaco Edoardo Prestanti –. L’articolo sulla prestigiosa rivista è un omaggio a Quinto ma anche a Carmignano: è il manifesto di tutto ciò che è la nostra terra – storia, cultura, paesaggio, lavoro, arte, tradizioni popolari – attraverso la descrizione dell’opera di un grande scultore”.