Contratti in scadenza dei lavoratori Cnr, la Flc Cgil lancia l’allarme

SESTO FIORENTINO – La Flc Cgil lancia l’allarme sui contratti, in scadenza il 1 febbraio, dei lavoratori del Cnr. Questo pomeriggio al Polo scientifico si è tenuta l’assemblea, alla quale hanno partecipato anche alcuni direttori degli istituti, proprio su questo tema. A Sesto i contratti in scadenza sono 50, ma in tutta Italia sono centinaia. […]

SESTO FIORENTINO – La Flc Cgil lancia l’allarme sui contratti, in scadenza il 1 febbraio, dei lavoratori del Cnr. Questo pomeriggio al Polo scientifico si è tenuta l’assemblea, alla quale hanno partecipato anche alcuni direttori degli istituti, proprio su questo tema. A Sesto i contratti in scadenza sono 50, ma in tutta Italia sono centinaia. Sono ricercatrici e ricercatori assunti dal 2023 nell’ambito dei progetti Pnrr del Cnr, impegnati in settori strategici come le tecnologie di precisione applicate all’agricoltura, il calcolo, l’ottica e l’intelligenza artificiale. Sulla prosecuzione dei loro rapporti di lavoro pesano adesso forti limitazioni. 

E’ forte infatti la preoccupazione del sindacato per l’intenzione di limitare a un massimo di 30 mesi la durata complessiva dei contratti a tempo determinato e di destinare solo una quota ridotta delle risorse per il personale al reclutamento a termine nei nuovi progetti. Una scelta che rischia di compromettere la continuità delle attività scientifiche. Il nodo riguarda in particolare il personale reclutato e formato attraverso il Pnrr: il limite previsto potrebbe determinare l’uscita o il demansionamento di gran parte di queste professionalità, mettendo a rischio la piena operatività degli investimenti realizzati e la prosecuzione delle attività dei centri nazionali e delle infrastrutture di ricerca.

La Flc Cgil chiede al Governo “l’applicazione della legge Madia e la stabilizzazione del personale che ha maturato i requisiti previsti”, e al Cnr di “reperire le risorse necessarie, sollecitando anche il Governo stesso, per garantire i finanziamenti indispensabili per non disperdere professionalità e competenze formate in questi anni”. Per la Flc Cgil, “dopo gli investimenti fatti con il Pnrr, non è accettabile disperdere questo patrimonio di competenze: servono risorse e un piano di stabilizzazioni che dia continuità al lavoro e alla ricerca pubblica.