Investimenti e competitività: cosa significa per l’economia della Piana la nuova infrastruttura aeroportuale

CAMPI BISENZIO – Quando si parla di una grande infrastruttura, il primo pensiero va naturalmente all’opera principale. Ma al suo “interno” ci sono anche svariate trasformazioni che può accompagnare e che riguardano investimenti, accessibilità e capacità di attrarre imprese e lavoro. È il primo dei tre livelli su cui si sviluppa il Masterplan 2035 dell’aeroporto […]

CAMPI BISENZIO – Quando si parla di una grande infrastruttura, il primo pensiero va naturalmente all’opera principale. Ma al suo “interno” ci sono anche svariate trasformazioni che può accompagnare e che riguardano investimenti, accessibilità e capacità di attrarre imprese e lavoro. È il primo dei tre livelli su cui si sviluppa il Masterplan 2035 dell’aeroporto di Firenze (https://www.firenze2035.it/), in merito alla Piana— economico, sociale e ambientale — e riguarda appunto le opere infrastrutturali e territoriali che il progetto affianca alla nuova configurazione dello scalo. Da questa settimana, quindi, in collaborazione con Toscana Aeroporti, vi presenteremo con più uscite il documento su cui si basa lo sviluppo dell’aeroporto fiorentino. Nell’auspicio che da ciò possa scaturire anche un dibattito sano e costruttivo senza farsi offuscare da posizioni preconcette.

La Piana che cambia: investimenti, accessibilità e competitività

Quando si parla di una grande infrastruttura, il primo pensiero va naturalmente all’opera principale. Ma il suo valore per un territorio si misura anche nelle trasformazioni che può accompagnare: investimenti, accessibilità e capacità di attrarre imprese e lavoro. È il primo dei tre livelli su cui si sviluppa il Masterplan 2035 dell’aeroporto di Firenze (https://www.firenze2035.it/), sulla Piana — economico, sociale e ambientale — e riguarda le opere infrastrutturali e territoriali che il progetto affianca alla nuova configurazione dello scalo, puntando a integrarsi con il sistema della mobilità e dell’economia locale.

Una rete più integrata

Uno degli elementi centrali riguarda la viabilità. Il Masterplan prevede 46 milioni di euro di opere per la viabilità esterna, compreso il sottopasso della pista, oltre a nuovi raccordi e percorsi dedicati. L’obiettivo è integrare la mobilità aeroportuale con quella già esistente, riducendo l’impatto sulla rete stradale della Piana. È un aspetto che riguarda non soltanto chi utilizzerà l’aeroporto, ma più in generale la capacità del territorio di essere attraversato e collegato. Una grande infrastruttura, infatti, può diventare anche un’occasione per ripensare i collegamenti tra i diversi centri della Piana e tra luoghi di lavoro, servizi e attività economiche. Lo stesso principio vale per la mobilità ciclabile, che si innesta su una rete già esistente e strutturata: dalla Ciclostrada Prato-Firenze all’Eurovelo 7, fino alla Bicipolitana dell’area fiorentina. Il disegno complessivo guarda anche oltre le due ruote, con l’integrazione tra rete ciclabile e rete tranviaria, per un sistema di trasporto pubblico e leggero più ampio e coordinato.

Un investimento che interessa il territorio

Il valore di un progetto infrastrutturale non si esaurisce nella sua realizzazione. I cantieri, le opere accessorie e le nuove connessioni possono contribuire a generare ricadute sulla filiera delle costruzioni, sui servizi e, più in generale, sull’economia locale. Ma c’è anche una dimensione di più lungo periodo. Un territorio meglio collegato e più facilmente accessibile può diventare più competitivo per chi vi lavora, per le imprese che vi operano e per quelle che valutano nuovi investimenti. La Piana è già oggi uno dei territori più importanti dell’area metropolitana fiorentina per la presenza di attività produttive, servizi, infrastrutture e poli di ricerca. Migliorare le connessioni tra queste realtà significa intervenire su una delle condizioni che rendono un territorio economicamente attrattivo: la sua accessibilità.

Meno superficie, più efficienza

Anche il confronto con il precedente Masterplan offre un elemento interessante sul piano economico e gestionale. Il nuovo assetto prevede 80 ettari di nuovo sedime, rispetto ai 124 ettari previsti dal piano 2014-2029: una riduzione del 35%, che comporta anche minori superfici da acquisire, con un impatto più contenuto sul mercato fondiario locale. È un dato che va letto insieme agli altri interventi previsti nella Piana. La strategia del Masterplan non considera infatti l’aeroporto come un elemento isolato, ma come parte di un sistema più ampio nel quale infrastrutture, mobilità ed economia del territorio devono trovare un equilibrio.

Una Piana più competitiva

Il tema economico, quindi, non riguarda soltanto quanto viene investito per realizzare una nuova infrastruttura. Riguarda anche le condizioni che possono essere create per il territorio una volta completate le opere: nuovi collegamenti, una rete della mobilità più integrata e una maggiore accessibilità per chi lavora e produce nella Piana. Per la Piana la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare un grande intervento infrastrutturale in un’occasione di sviluppo che coinvolga non soltanto l’aeroporto, ma il tessuto produttivo che lo circonda. Perché la competitività di uno scalo passa anche dalla competitività del territorio nel quale è inserito.