Banchelli (FdI): “Sistema da rivedere, le allerte non possono sostituire la prevenzione e creare allarmismi”

PRATO – “L’allerta meteo è uno strumento importante di prevenzione e non è certamente in discussione il lavoro della Protezione civile. Ma quando un’allerta arancione diventa la risposta ricorrente alle criticità del territorio, è necessario interrogarsi sull’efficacia del sistema complessivo. Non possiamo pensare che un’allerta possa, da sola, mettere in sicurezza un edificio, sistemare un […]

PRATO – “L’allerta meteo è uno strumento importante di prevenzione e non è certamente in discussione il lavoro della Protezione civile. Ma quando un’allerta arancione diventa la risposta ricorrente alle criticità del territorio, è necessario interrogarsi sull’efficacia del sistema complessivo. Non possiamo pensare che un’allerta possa, da sola, mettere in sicurezza un edificio, sistemare un argine, pulire un fosso o risolvere una criticità idraulica”. A dirlo è Gianluca Banchelli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Prato, annunciando oltretutto la volontà di presentare un’interrogazione in consiglio comunale per fare il punto sugli interventi di messa in sicurezza e riduzione del rischio idrogeologico realizzati e programmati sul territorio dall’alluvione del novembre 2023 a oggi.

“Quello che è successo in questi ultimi due giorni – prosegue Banchelli – deve essere l’occasione per aprire una riflessione seria. Il problema non può essere risolto semplicemente chiudendo. Occorre capire se il territorio e le infrastrutture siano realmente nelle condizioni di affrontare eventi meteorologici che, ormai, sappiamo essere sempre più frequenti e intensi. Se ad esempio un temporale previsto determina automaticamente la necessità di rendere indisponibile un campo sportivo, dobbiamo chiederci come sia possibile pensare di far giocare i nostri figli in quella struttura anche in condizioni normali”.

Secondo Banchelli, inoltre, esiste anche un problema legato alle conseguenze economiche delle decisioni assunte sulla base delle allerte: “Quando si crea un clima di allarmismo, il conto non lo paga soltanto l’amministrazione. Lo pagano anche i cittadini e soprattutto le attività commerciali, che si trovano a fare i conti con una riduzione delle presenze, eventi cancellati e giornate di lavoro compromesse. Le città devono essere messe nelle condizioni di convivere con il maltempo, non possono fermarsi ogni volta che arriva una perturbazione. Non è una critica alla Protezione Civile, lo ribadisco, ma al modo in cui viene affrontata la prevenzione. Le allerte sono necessarie per informare e proteggere la popolazione, ma non possono diventare il sostituto della manutenzione e degli interventi strutturali. Se sappiamo che determinate criticità esistono, dobbiamo intervenire prima che arrivi l’emergenza”.

Da qui l’interrogazione annunciata da Banchelli: “Voglio chiedere all’amministrazione comunale Pd che cosa sia stato concretamente sul territorio dal novembre del 2023, che purtroppo nessuno di noi ha dimenticato, ad oggi. Quanti interventi per la sicurezza idrogeologica sono stati programmati? Quanti sono stati effettivamente realizzati? Quali lavori sono stati effettuati sulle fognature, sui fossi e sui corsi d’acqua? Con quale frequenza viene effettuata la pulizia? E quali sono le attività di controllo e manutenzione affidate al Consorzio e alle società incaricate? Dobbiamo conoscere non soltanto quali siano le procedure da attivare quando arriva l’allerta, ma soprattutto quanto abbiamo fatto nei tre anni successivi all’alluvione per evitare che le stesse criticità si ripresentino. La vera prevenzione non può consistere soltanto nell’emettere un’allerta o nel chiudere una struttura: significa avere argini controllati, fossi puliti, fognature efficienti e infrastrutture in grado di affrontare il maltempo. Su questo l’amministrazione deve dare risposte precise e documentate”.