PRATO – La Polizia Locale della Provincia di Prato informa che, a partire da sabato 10 ottobre, prenderanno il via gli abbattimenti sanitari di cinghiali nelle zone di restrizione R1 dei Comuni di Cantagallo, Vernio, Vaiano, Montemurlo e Prato, nel rispetto delle disposizioni sanitarie previste per il contenimento e la prevenzione della Peste Suina Africana (PSA). Nelle zone R1 – individuate dall’Ordinanza commissariale e nelle quali, al momento, non sono stati registrati casi di PSA negli animali – sarà possibile effettuare gli abbattimenti sanitari dei cinghiali attraverso le squadre di caccia al cinghiale, con l’impiego di un massimo di tre cani e senza limiti al numero delle persone partecipanti.
L’attività è stata autorizzata dalla Regione Toscana, che ha incaricato la Polizia Locale della Provincia di gestire le procedure di nomina dei responsabili e di effettuare i controlli, con particolare riferimento al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure di biosicurezza. I cacciatori incaricati infatti, oltre a essere in possesso della necessaria abilitazione, devono aver frequentato e superato lo specifico corso di formazione in materia di biosicurezza. Nel rispetto delle disposizioni sanitarie, i cacciatori incaricati hanno inoltre provveduto a predisporre apposite “case di caccia”, regolarmente certificate dalla competente struttura veterinaria della Asl di Prato. Le strutture sono destinate ad accogliere i cinghiali abbattuti e a consentire l’esecuzione delle successive analisi veterinarie.
In caso di negatività al virus della Peste Suina Africana, gli animali potranno essere utilizzati dai cacciatori che li hanno abbattuti. Qualora, invece, venga accertata la positività al virus, saranno attivati i successivi protocolli di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Salvo eventuali successive indicazioni da parte del Commissario straordinario, gli abbattimenti potranno essere effettuati tutti i giorni fino al 28 marzo 2027. “Chiediamo ai cacciatori incaricati la massima collaborazione e attenzione nel rispetto delle procedure, delle prescrizioni sanitarie e delle distanze di sicurezza, – spiega il comandante della Polizia locale della Provincia di Prato Michele Pellegrini – si tratta di un’attività che richiede responsabilità e scrupolosa osservanza delle regole, proprio per evitare qualsiasi possibile rischio di diffusione della malattia. È importante inoltre rassicurare i cittadini: la Peste Suina Africana non è trasmissibile all’uomo, né attraverso il contatto con gli animali né attraverso il consumo di carne suina e prodotti derivati regolarmente controllati. Il virus colpisce esclusivamente i suini domestici e selvatici, come i cinghiali”.
