L’impatto sociale del Masterplan 2035: parco, percorsi ciclopedonali e territorio: cosa cambia nella vita quotidiana di chi abita la Piana

CAMPI BISENZIO – Se il primo livello di impatto del Masterplan 2035 è quello economico, il secondo riguarda la dimensione sociale: gli spazi e i servizi che la comunità della Piana potrà vivere ogni giorno, al di là dei numeri legati a investimenti e cantieri. È uno degli aspetti più interessanti del progetto nella Piana […]

CAMPI BISENZIO – Se il primo livello di impatto del Masterplan 2035 è quello economico, il secondo riguarda la dimensione sociale: gli spazi e i servizi che la comunità della Piana potrà vivere ogni giorno, al di là dei numeri legati a investimenti e cantieri. È uno degli aspetti più interessanti del progetto nella Piana fiorentina che è possibile approfondire sul sito https://www.firenze2035.it/, dove agli interventi aeroportuali si affianca un sistema di opere pensato anche per migliorare la fruibilità del territorio da parte di chi lo vive ogni giorno. Il progetto prevede, tra gli altri interventi, 42 ettari di nuovo parco a Sesto Fiorentino, nell’area compresa tra via dell’Osmannoro e il futuro tratto del Fosso Reale. A questi si aggiungono 14,4 ettari dell’attuale sedime aeroportuale che saranno restituiti al territorio.

Un nuovo spazio pubblico

Il nuovo parco non è pensato soltanto come un’area verde. Il progetto prevede percorsi accessibili, spazi di sosta e percorsi ciclopedonali, con l’obiettivo di rendere quest’area fruibile dai cittadini di Sesto Fiorentino e, più in generale, dell’intera area metropolitana. È un elemento importante perché introduce nella trasformazione della Piana una dimensione quotidiana: quella delle persone che potranno attraversare questi spazi, utilizzarli per camminare o andare in bicicletta, fermarsi e vivere una parte del territorio oggi non accessibile con le stesse modalità. Il nuovo parco si inserisce inoltre in un disegno più ampio di connessione tra le diverse parti della Piana. Non un’isola verde separata dal resto del territorio, ma uno spazio pensato per le persone che lo abiteranno.

Un progetto costruito anche ascoltando il territorio

Anche il modo in cui la Piana potrà essere vissuta ogni giorno nasce in parte da un confronto diretto con la comunità: alcuni dei nuovi percorsi ciclopedonali sono infatti emersi durante il Dibattito Pubblico che ha accompagnato l’elaborazione del Masterplan, un processo che ha raccolto osservazioni e istanze di cittadini e amministrazioni locali. È un elemento che va oltre il singolo percorso: significa che una parte della trasformazione della Piana è stata definita anche a partire da chi il territorio lo vive quotidianamente.

Sicurezza significa anche qualità della vita

C’è poi un altro elemento che riguarda direttamente le comunità: la sicurezza idraulica. La Piana è storicamente un territorio fragile dal punto di vista idraulico e il Masterplan prevede interventi dedicati a ridurre il rischio di allagamento nei centri abitati della porzione di Piana interessata dal progetto. Per chi vive sul territorio, la gestione dell’acqua e la riduzione del rischio idraulico non sono un tema tecnico astratto, ma parte concreta della qualità e della sicurezza degli spazi abitati.

Un territorio più accessibile

Anche la duna antirumore prevista tra il confine dello scalo e il Polo Universitario di Sesto Fiorentino è stata progettata con una funzione che va oltre la protezione acustica. Con un’altezza massima di 10 metri, sarà attraversata da percorsi pedonali e ciclabili e comprenderà punti di sosta panoramici. Sono interventi diversi tra loro, ma hanno un elemento in comune: rendere il territorio più accessibile e più sicuro per chi lo abita ogni giorno.

Cosa cambia per chi vive la Piana

Guardando all’insieme degli interventi, gli effetti sociali attesi possono essere sintetizzati in tre punti: nuovi spazi verdi e percorsi da vivere ogni giorno; meno rischio per le case e i centri abitati; più possibilità di muoversi a piedi o in bicicletta tra quartieri, scuole, università e servizi.

Una trasformazione che parte dalle persone

La dimensione sociale del Masterplan può essere quindi letta attraverso una domanda semplice: come cambieranno gli spazi che la comunità potrà utilizzare? La risposta passa dal nuovo parco, dai percorsi ciclopedonali, dalla restituzione di alcune aree al territorio e dagli interventi destinati a rendere più sicura la Piana per chi ci vive. La trasformazione di un territorio non riguarda infatti soltanto ciò che viene costruito. Riguarda anche la possibilità di creare nuovi spazi condivisi, nuove connessioni e nuove occasioni per vivere il territorio. Ed è proprio qui che il progetto aeroportuale incontra la dimensione quotidiana della Piana.