CAMPI BISENZIO – “La povertà cresce, gli sfratti aumentano e sempre più famiglie faticano a permettersi una casa. In questo scenario, a Campi Bisenzio abbiamo costruito una discontinuità concreta con le politiche del passato: mettere i bisogni delle persone prima delle logiche di mercato”: il circolo di Rifondazione Comunista della Piana “Teresa Mattei” entra nel dibattito sulle politiche abitative adottate dal Comune di Campi e prende come spunto alcuni esempi concreti: “L’ex casello idraulico di piazza Matteotti (nella foto uno degli ultimi sopralluoghi, n.d.r.) ne è un esempio emblematico. Un immobile che si voleva vendere è stato sottratto a quella prospettiva e recuperato per finalità sociali.
Grazie al lavoro dell’assessorato al sociale, due appartamenti al piano terra sono destinati a famiglie in emergenza abitativa, mentre al secondo piano è terminata la ristrutturazione dell’alloggio che ospiterà il primo progetto di Housing First: la casa come punto di partenza. Un tetto stabile e il sostegno dei servizi per ricostruire autonomia e dignità. A questo si aggiungono 62 alloggi Erp assegnati in due anni, esclusi quelli per l’emergenza abitativa, e la richiesta del sindaco alla Prefettura di una moratoria temporanea degli sfratti. Risultati e iniziative importanti, ma la gravità della crisi ci dice che dobbiamo fare ancora di più”.
Per Rifondazione Comunista, quindi, “la discontinuità avviata in questi anni è una scelta politica da rivendicare e, soprattutto, da sviluppare nel futuro. I risultati raggiunti dimostrano che un modo diverso di amministrare è possibile, ma la gravità della crisi sociale e abitativa ci impone di guardare oltre l’emergenza e di costruire obiettivi sempre più ambiziosi. La sfida dei prossimi anni è proseguire e rafforzare la trasformazione delle politiche sociali e dell’abitare già avviata in questi anni. Il lavoro fatto rappresenta una base concreta da cui continuare a costruire, ampliando le opportunità di accesso alla casa, valorizzando il patrimonio pubblico e contrastando le disuguaglianze alla radice”.
“È in questa direzione – concludono – che vogliamo continuare a investire, con l’ambizione di rendere sempre più incisiva una politica sociale che metta al centro i bisogni delle persone e il diritto a una vita dignitosa. Perché essere radicali significa proprio questo: avere la volontà politica di andare alla radice dei problemi, mettendo i diritti e i bisogni delle persone al centro delle scelte pubbliche. La discontinuità non è un punto d’arrivo, ma una strada che abbiamo aperto e che vogliamo percorrere fino in fondo: costruire una Campi Bisenzio più giusta, nella quale il diritto alla casa e la dignità delle persone siano il fondamento delle scelte pubbliche, partendo da chi sta peggio per migliorare la vita di tutti”.
