Protesta e occupazione al Liceo Artistico di via Giusti

SESTO FIORENTINO – Anche al Liceo Artistico di via Giusti è esplosa la protesta degli studenti con l’occupazione. Un gruppo di studenti manifestano davanti ai cancelli dell’istituto superiore. “È una protesta pacifica – dicono alcuni studenti -parte da quello che viviamo ogni giorno, cerchiamo di far sentire la nostra voce. I fondi per le scuole […]


SESTO FIORENTINO – Anche al Liceo Artistico di via Giusti è esplosa la protesta degli studenti con l’occupazione. Un gruppo di studenti manifestano davanti ai cancelli dell’istituto superiore. “È una protesta pacifica – dicono alcuni studenti -parte da quello che viviamo ogni giorno, cerchiamo di far sentire la nostra voce. I fondi per le scuole spesso vanno a tutt’altro e poi lo risentiamo anche nel piccolo come qui a Sesto Fiorentino”. Oltre alle questioni più generali, dicono gli studenti ci sono anche problematiche dell’edificio di via Giusti che risente del passare del tempo: muffa, mattonelle che cadono. “Ogni anno la scuola è sempre più in degrado – dicono alcuni studenti – e rivolgiamo il nostro appello per risistemare la scuola sia alla preside che alla Città Metropolitana”.

Questa mattina hanno incontrato gli studenti anche i consiglieri comunali di Avs Federico Giuntini e di Via Nova Daniele Brunori e Leonardo Giannelli. “Questa occupazione si incanala nella protesta degli studenti a livello nazionale e il discorso si deve allargare come connessione tra i vari licei per trovare una linea comune per il dialogo. – dice Giuntini – Protestano per cose sacrosante: questi giovani si vedono ogni giorno che passa, strappare via il futuro a fronte di politiche sbagliate che tagliano sull’istruzione, una scuola affogata nel precariato e nelle strutture fatiscenti. Questi ragazzi vedono che il Governo investe nel riarmo e a preparare un ipotetico futuro di guerre e non di pace”.

“La protesta che c’è in Italia noi la comprendiamo, ma ci sono anche problemi pratici sia sulla struttura del Liceo Artistico – dice Brunori – e ci sono responsabilità forti della Città metropolitana e anche quelle di un Comune che se ne lava le mani e non interviene per sollecitare Città metropolitana. Poi c’è una una questione di gestione di questo liceo che dovrebbe ritrovare dignità. Non è possibile essere trattati come l’ultima delle succursali quando ci viene detto che il dirigente forse qui c’è una volta al mese, non c’è il giusto riconoscimento per un liceo che è un liceo storico e che rappresenta l’identità sestese e ciò che questo territorio sa fare. Quindi è giusto dare più importanza a questo liceo. Questa protesta deve essere interpretata in questo senso. I ragazzi vogliono essere ascoltati ed è giusto ascoltarli”.