Tra ricordi ed emozioni, i 30 anni del Centro d’Ascolto

SESTO FIORENTINO – Il Centro d’Ascolto compie 30 anni. L’intuizione avvenne nel 1996, allora la popolazione a Sesto era attorno ai 46mila abitanti. Era aumentata grazie all’arrivo degli stranieri, oggi la popolazione straniera rappresenta il 9%. Il Centro d’Ascolto rispondeva ad alcune necessità tra cui quella di fornire gli strumenti a chi arrivava da fuori […]

SESTO FIORENTINO – Il Centro d’Ascolto compie 30 anni. L’intuizione avvenne nel 1996, allora la popolazione a Sesto era attorno ai 46mila abitanti. Era aumentata grazie all’arrivo degli stranieri, oggi la popolazione straniera rappresenta il 9%. Il Centro d’Ascolto rispondeva ad alcune necessità tra cui quella di fornire gli strumenti a chi arrivava da fuori confine italiano, per poter vivere in Italia. E quindi il volontariato, grazie alla partecipazione del Comune di Sesto Fiorentino, si mise a disposizione degli stranieri per insegnare loro la lingua italiana in modo da favorire una migliore integrazione.

“Il consuntivo del Centro d’ascolto dii tutti questi anni – spiega Giacomo Svicher presidente dell’associazione comunale anziani – è quello di saldare la quotidianità, il lavoro importante per aiutare gli immigrati e, per esempio negli ultimi anni, aiutare le famiglie sestesi a trovare una badante con i principi di uguaglianza, solidarietà e umanità. È nato 30 anni fa con un contributo dell’allora Ministro della coesione sociale Livia Turco di 16 milioni di lire per iniziare l’avventura del Centro d’Ascolto”. Mantenendo fede ai propri principi il Centro d’Ascolto negli anni si è adeguato alle nuove richieste e alle esigenze emerse dal cambiamento sociale. “Oggi ci sono trasformazioni sociali profonde – precisa Svicher – quello che facciamo e faremo per il futuro è aiutare i nuovi immigrati che arrivano qui e vengono non più dall’Africa, ma arrivano dal Perù e dal Bangladesh in modo particolare. Li aiutiamo con la scuola per loro e per i loro figli”.

Il Centro d’Ascolto è una realtà consolidata a Sesto Fiorentino, ma quale è il suo significato e il suo peso per la città? “Un significato grandissimo, una grande importanza e un peso specifico molto significativo – risponde l’assessore al sociale Massimiliano Kalmeta – il Centro d’Ascolto è stato ed è un punto di raccolta di umanità di primo contatto con persone che migrano e cercano di inserirsi nella nostra società. È chiaro che la lingua italiana è uno strumento fondamentale, ma le nostre volontari e i nostri volontari fanno molto di più, aprono le porte e il cuore alla possibilità di sentirsi accolti. E questo è importantissimo per noi”.

“Sono emozionato a vedere tutti i protagonisti di questa avventura” dice Alessandro Martini oggi consigliere comunale, ma all’epoca assessore tra i protagonisti della nascita del Centro d’Ascolto. Martini ha ricordato i due punti essenziali che hanno portato alla creazione del Centro. “L’intuizione di non aver seguito i soliti bandi, ma di avere fatto un patto con le associazioni e i volontari – spiega Martini – un patto con la società civile in un ragionamento di protezione della qualità della vita del nostro territorio. Di questo dobbiamo essere orgogliosi. Possiamo definire il Centro come un punto di accoglienza, ascolto e accompagnamento. Il secondo punto è quello di poter rilanciare la capacità di responsabilità civica di molte persone che si sono messe a disposizione degli altri”.

“Il Centro d’Ascolto è espressione della nostra storia di accoglienza da sempre a Sesto Fiorentino – dice il sindaco Damiano Sforzi – e il Centro d’Ascolto risponde all’articolo 3 della Costituzione che dice: è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Con il Centro d’ascolto abbiamo svolto questo compito della Repubblica”. “Credo che sia sempre più necessario su certi valori far rete – dice Don Daniele Bani – l’ascolto è nato mettendo insieme situazioni diverse. In questi anni ho visto crescere molti Sesto Fiorentino. Il lavoro del Centro è qualificante proprio per l’ascolto e per il confronto”. Al termine della cerimonia è stata consegnata la targa a Roberto Corsi primo coordinatore del Centro d’Ascolto.