FIRENZE – Sessant’anni dall’alluvione del 1966, ma anche tre anni dall’alluvione che nel 2023 colpì Campi Bisenzio. Per questo, nel pomeriggio di ieri, martedì 3 novembre, si è svolto in Palazzo Vecchio a Firenze un consiglio comunale straordinario nel corso del quale è stato celebrato anche il significativo “passaggio di testimone” fra gli “Angeli del fango” che nel 1966 si adoperarono per la rinascita di Firenze e quelli che tre anni fa furono attivi proprio a Campi Bisenzio. Cerimonia a cui ha partecipato anche una numerosa delegazione della Misericordia di Campi Bisenzio guidata dal Provveditore Cristiano Biancalani e che ha visto fra i protagonisti uno dei nostri Confratelli, Mattia Gucciardo, scelto per raccontare ai presenti la propria testimonianza in merito all’alluvione del 2023.
“Il mondo ha salvato Firenze, – ha detto il presidente del consiglio comunale Cosimo Guccione – nell’immediato non lo hanno fatto gli stati, i grandi capitali. Certo, anche le istituzioni poi, a vari livelli, sono arrivate, anche singoli privati facoltosi sono intervenuti successivamente, per esempio sovvenzionando restauri, ma i primi ad accorrere in aiuto, con le loro braccia e le loro mani, a spalare fango e ripulire le strade, le case, a recuperare opere, a raccogliere libri devastati come creature ferite da soccorrere e salvare, i primi ad accorrere da ogni dove, dalla Toscana, dall’Italia, dall’estero, sono stati tantissimi, ragazzi e ragazze, con il loro coraggio, con il loro trasporto senza calcoli, con il loro amore per Firenze. Abbiamo pensato questo consiglio comunale straordinario qui nel Salone dei Cinquecento, per la prima volta in questa consiliatura, per ringraziare come istituzione tutti voi, Angeli del fango. Grazie a chi è partito subito, appena appresa la notizia, a chi ha organizzato la distribuzione dei viveri, a chi si è prodigato per salvare le opere d’arte, a chi con i propri commilitoni durante il servizio di leva ha salvato i nostri libri alla biblioteca nazionale, a chi – come il Maresciallo Giorgio Giorgetti – insieme agli altri finanzieri ha protetto le botteghe e le case dallo sciacallaggio, a chi in forma spontanea o organizzata si è mobilitato, alle parrocchie, alle case del popolo che hanno accolto gli sfollati, a chi è venuto dall’estero perché Firenze era Firenze e andava aiutata. Tante realtà diverse, un’unica grande famiglia umana. Conosciamo i nomi delle vittime dell’alluvione del 2023, mentre non conosciamo quelli dei tantissimi ragazzi e ragazze che anche nel novembre 2023 sono accorsi per portare aiuto. Due generazioni diverse, lo stesso slancio solidale”.


