SCANDICCI – Cosa significa abitare un luogo e, nello stesso tempo, sentirsi parte della comunità che lo vive? Da questa domanda nasce “Poeticamente abitare”, il progetto teatrale e partecipativo di Teatro come Differenza e Arbus – le due Aps attive nei centri di salute mentale della Città metropolitana di Firenze – che sabato 7 novembre alle 18 accompagnerà il pubblico negli spazi del Castello dell’Acciaiolo a Scandicci. L’evento è l’ultimo appuntamento del più ampio progetto 2025-2026 di Teatro come Differenza, “Farsi luogo” di cui, nell’autunno scorso, è andata in scena la prima delle tre azioni in programma: “Sufficit, basta”, riduzione e interpretazione di Franco Palmieri dal testo di Marguerite Yourcenar “Memorie di Adriano” e, a febbraio 2026, “In-Natura-Le”, che ha portato sul palco del Teatro Cantiere Florida, attori professionisti, cittadini e utenti dei centri di salute mentale e dipendenze, tutti performer di un racconto-indagine sulla relazione tra uomo, arte e ambiente. Con questo spettacolo Teatro come Differenza e Arbus si ricollegano all’idea da cui era partito il progetto iniziale: connettere la città di Firenze con i territori circostanti, per superare la dicotomia fra la città d’arte e le “periferie”, in un circuito di produzione culturale diffuso in cui, con “Poeticamente abitare”, in primo piano c’è la città di Scandicci.
Sabato 7 novembre, inoltre, Teatro come Differenza e Arbus chiudono anche una stagione di collaborazioni come quella ormai consolidata con il Dipartimento di salute mentale e dipendenze dell’Azienda Usl Toscana Centro, attraverso i laboratori teatrali cui partecipano gli utenti provenienti dai Servizi dell’area fiorentina nord-ovest (Scandicci) e sud-est (Bagno a Ripoli, Pontassieve, San Casciano), oltre che dell’area fiorentina ed empolese (San Miniato). Anche per questo evento, fondamentale è stato il contributo di Fondazione CR Firenze. Il Comune di Scandicci, invece, ha dato il patrocinio e un contributo per “Poeticamente abitare”.
L’installazione trasforma l’idea dell’abitare in un percorso da attraversare, soglie da varcare, fotografie e voci da incontrare. Azioni performative, immagini, testimonianze registrate, oggetti e poesia compongono un’esperienza immersiva nella quale la dimensione privata della casa dialoga con quella collettiva della comunità e della città. Ad accogliere gli spettatori sarà un red carpet che li condurrà verso l’Ex Limonaia. Qui lo spazio sarà abitato da grandi immagini di cittadini di Scandicci, scelti tra persone di età e provenienze differenti e fotografati davanti alla propria casa. Alle immagini si uniranno le loro voci registrate: racconti di soglie attraversate, ricordi, desideri e frammenti di vita capaci di comporre un ritratto corale della città. In dialogo con queste presenze, gli attori di Teatro come Differenza condurranno il pubblico in una dimensione più intima, dentro la propria “stanza del cuore”. Le azioni sceniche prenderanno forma come confidenze, lasciando emergere il rapporto tra i luoghi che abitiamo e il loro significato intimo.
Nella stessa sala, un grande tavolo accoglierà il plastico della città ideale, una costruzione collettiva nella quale trovano posto i sogni di uno spazio urbano capace di accogliere, connettere e lasciare spazio alle differenze. Il viaggio proseguirà nella Sala Ristoro, dove gli attori più giovani offriranno la loro personale visione dell’abitare attraverso la condivisione di poesie, frammenti, immagini e azioni. Il loro sguardo accompagnerà il pubblico verso la conclusione del percorso, dentro una poesia che non chiude il racconto, ma consegna domande e parole da riportare fuori, nella vita quotidiana della città.
“Poeticamente abitare” coinvolge la cittadinanza non soltanto come pubblico, ma come parte attiva del processo creativo. Le storie degli abitanti, la presenza degli interpreti e le visioni delle generazioni più giovani si incontrano in un’opera condivisa, nella quale anche la fragilità diventa espressione, relazione e produzione culturale. Il progetto valorizza il Castello dell’Acciaiolo come luogo vivo e attraversabile, capace di accogliere esperienze differenti e di restituirle alla comunità attraverso il linguaggio del teatro. È un invito a guardare Scandicci a partire dalle persone che la abitano e a immaginare insieme una città più attenta alle relazioni, alle differenze e alla cura dei luoghi.
