Brunori (Lega) “Bocciata la mozione sulla piano scuola”

SESTO FIORENTINO – “La maggioranza ha bocciato la mia mozione sul piano scuola dichiarando apertamente che non serve alcun piano. Una frase che, da sola, basterebbe a fotografare lo stato della gestione scolastica a Sesto Fiorentino: assenza di visione, improvvisazione e totale mancanza di una strategia complessiva”. Lo afferma, in una nota il capogruppo della Lega […]

SESTO FIORENTINO – “La maggioranza ha bocciato la mia mozione sul piano scuola dichiarando apertamente che non serve alcun piano. Una frase che, da sola, basterebbe a fotografare lo stato della gestione scolastica a Sesto Fiorentino: assenza di visione, improvvisazione e totale mancanza di una strategia complessiva”. Lo afferma, in una nota il capogruppo della Lega Daniele Brunori che ha presentato la mozione nel consiglio comunale di giovedì scorso. “Dire che non serve un piano significa ammettere che non esiste coordinamento, che si procede per interventi episodici e che il futuro della scuola viene affidato alla casualità. – prosegue Brunori – È una scelta politica grave, soprattutto in una città dove mancano palestre, sale mensa adeguate, spazi all’aperto sufficienti e dove persistono criticità serie nell’accoglienza degli studenti diversamente abili. Ancora più inquietante è il muro di chiusura eretto dall’amministrazione. Le mie richieste di visitare le scuole – un atto normale di controllo e ascolto – sono state prima tollerate, poi ostacolate e infine del tutto impedite. Un atteggiamento che solleva interrogativi pesanti sul livello di trasparenza e sulla reale volontà di affrontare i problemi”.

“Il dibattito in aula – prosegue Brunori – ha poi mostrato un ulteriore elemento preoccupante: continue interruzioni ai miei interventi, a conferma di un clima di fastidio verso il confronto e di una scarsa educazione istituzionale, incompatibile con il ruolo che la maggioranza dovrebbe esercitare. Quando si afferma che non serve un piano, non si sta semplicemente esprimendo un’opinione: si certifica il vuoto politico e amministrativo su uno dei temi più delicati per il futuro della comunità. Ribadisco che parlare di scuola significa parlare del futuro della città. Negare la necessità di un piano non è una scelta neutra: è una precisa presa di responsabilità politica. E purtroppo, ancora una volta, a pagarne il prezzo rischiano di essere studenti, famiglie e personale scolastico”.