“Brynet”, la startup che rende il marketing digitale alla portata di tutti grazie all’intelligenza artificiale

CAMPI BISENZIO – “In un momento in cui si parla di innovazione quasi esclusivamente nelle grandi città, noi abbiamo scelto di sviluppare Brynet: una piattaforma che sfrutta l’intelligenza artificiale per ricreare la figura di un “direttore marketing digitale”, rendendo finalmente accessibile anche alle micro e piccole imprese uno strumento strategico per pianificare e avviare le […]

CAMPI BISENZIO – “In un momento in cui si parla di innovazione quasi esclusivamente nelle grandi città, noi abbiamo scelto di sviluppare Brynet: una piattaforma che sfrutta l’intelligenza artificiale per ricreare la figura di un “direttore marketing digitale”, rendendo finalmente accessibile anche alle micro e piccole imprese uno strumento strategico per pianificare e avviare le proprie attività in modo autonomo e sostenibile”: a dirlo sono Niccolò Orsini e Patrizio Piscitelli, fondatori di Cobrynet, società che appunto ha sviluppato Brynet. “L’idea – spiegano – nasce da un’esigenza molto concreta: aiutare le piccole aziende a non vivere il marketing come un costo extra da affrontare “se avanza budget”, ma come una leva reale di crescita, guidata e alla loro portata”.

Pieve a Nievole è la sede della loro attività: “Quando si parla di digitalizzare un’impresa, il pensiero va subito ai grandi progetti: gestionale integrato, automazione dei processi produttivi, infrastruttura cloud. Interventi reali e necessari, ma spesso lontani dalla realtà quotidiana di chi gestisce una piccola azienda con poche risorse e poco tempo. Eppure la trasformazione digitale ha bisogno di un punto di partenza, e sempre più spesso quel punto non è un software gestionale, ma un’attività che ogni imprenditore conosce bene: comunicare la propria azienda. È partendo da questa intuizione che i due soci hanno sviluppato una piattaforma di marketing digitale guidata dall’intelligenza artificiale, pensata per micro e piccole imprese che non hanno mai fatto pubblicità on line. L’obiettivo dichiarato è rendere il marketing accessibile a chiunque. Ma l’effetto reale, come stanno dimostrando i primi casi d’uso, è qualcosa di più ampio: portare le aziende, quasi senza che se ne accorgano, dentro un processo genuino di digitalizzazione.

Il cuore della piattaforma è Donatello, un assistente virtuale che accompagna l’imprenditore in ogni fase del processo: dalla definizione della strategia alla creazione dei contenuti, dalla pubblicazione automatica sui canali social all’analisi dei risultati ottenuti. In sostanza, Brynet si comporta come un marketing manager digitale che lavora per la tua azienda, senza costi e i tempi dilatati di un’agenzia tradizionale. A supporto della tecnologia, i fondatori hanno voluto garantire anche un punto di contatto umano: un servizio di assistenza disponibile via chat e telefono durante l’orario di lavoro, per rispondere a dubbi e personalizzare ulteriormente l’esperienza. “Il problema che Brynet cerca di risolvere – aggiungono – è ben noto: le piccole e microimprese, che rappresentano la grande maggioranza del tessuto imprenditoriale italiano, spesso rinunciano al marketing digitale perché troppo costoso, troppo complesso o troppo lontano dalle loro priorità quotidiane. Le agenzie specializzate sono certo funzionali alla crescita della micro e piccola impresa, ma i loro costi fissi rendono le proposte non sempre accessibili per le realtà più piccole”.

asso: realtà che sanno di dover investire nella loro visibilità online, che hanno percepito di essere indietro, ma che ad oggi non hanno ancora trovato un modo concreto e accessibile per muoversi”. Per loro il marketing non è ancora uno strumento di crescita, è ancora un obiettivo astratto. Brynet si inserisce proprio in questo gap, offrendo uno strumento “chiavi in mano” che genera strategie personalizzate in base alle risorse e alle capacità di ogni singola azienda. Secondo le prime stime degli sviluppatori, la piattaforma permette di risparmiare circa 10 ore al mese su attività operative e ripetitive, liberando tempo da dedicare alla crescita del business.

La filosofia dei fondatori è sintetizzata in una frase: “Brynet nasce per usare l’intelligenza artificiale e non farsi usare da essa». In un mercato sempre più affollato di strumenti basati sull’AI, il punto di differenziazione della startup non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene integrata in un percorso guidato e strutturato, pensato per chi parte da zero. La digitalizzazione delle imprese italiane non avverrà attraverso un unico grande salto. Avverrà attraverso migliaia di piccoli ingressi: il primo dato letto, la prima decisione presa guardando una metrica invece di affidarsi all’intuito, la prima volta che un imprenditore capisce cosa sta funzionando nella sua comunicazione e perché. Strumenti come Brynet raccontano qualcosa di importante su come questo processo possa davvero prendere forma: non imponendo una trasformazione dall’alto, ma creando le condizioni perché accada in modo naturale, quasi inconsapevole. Un’azienda che entra in un sistema del genere per fare marketing esce con qualcosa di più grande — una familiarità con i dati, un’abitudine alla misurazione, una nuova capacità di decidere. È questa la digitalizzazione che scala: non quella che richiede un reparto IT, ma quella che si costruisce ogni giorno dentro le abitudini di chi fa impresa.