Fenicotteri, anatre, beccaccini: ecco quali sono le specie che passano l’inverno nella Piana tra Firenze, Prato e Pistoia

CAMPI BISENZIO – E’ tempo di numeri per il Centro ornitologico toscano dopo che il 20 gennaio si è svolta la 43° giornata di censimento dell’avifauna acquatica presente nella Piana tra Firenze, Prato e Pistoia, nell’ambito del progetto internazionale di monitoraggio (IWC), organizzato da Ispra e coordinato appunto a livello regionale dal Centro ornitologico toscano. […]

CAMPI BISENZIO – E’ tempo di numeri per il Centro ornitologico toscano dopo che il 20 gennaio si è svolta la 43° giornata di censimento dell’avifauna acquatica presente nella Piana tra Firenze, Prato e Pistoia, nell’ambito del progetto internazionale di monitoraggio (IWC), organizzato da Ispra e coordinato appunto a livello regionale dal Centro ornitologico toscano. Anche quest’anno l’area che si estende fra le province di Pistoia, Prato e Firenze si conferma infatti di importanza regionale per lo svernamento dell’avifauna acquatica. Grazie alle osservazioni di 23 rilevatori, molti dei quali abilitati da Ispra, è stato possibile censire in contemporanea le oltre 60 aree umide presenti nel vasto territorio della Piana tra Firenze e Pistoia. Distribuite in un territorio storicamente a vocazione palustre, sono costituite da stagni artificiali arginati e adibiti ad attività venatoria; stagni artificiali interni ad aree protette o a divieto di caccia; casse di espansione; prati umidi o allagati e canali, fossi di bonifica e torrenti.

Sono stati censiti 5.812 esemplari, in aumento del 57% rispetto a 10 anni fa: le specie maggiormente rappresentate sono state due anatre selvatiche, l’alzavola, con quasi 1.000 unità (numero record di presenze), e il germano reale, con oltre 500 unità, distribuite quasi esclusivamente nelle aree protette o a divieto di caccia dell’area di Firenze e Prato; seguono due specie di gabbiano (comune e reale), complessivamente con oltre 1.000 unità. Sono inoltre stati rilevati, sia in zone protette che in aree di caccia, centinaia di folaghe, gallinelle d’acqua, pavoncelle, e 427 fenicotteri (numero record di presenze). In particolare, dopo un primo forte crollo nel 2004, poi accentuatosi definitivamente dal 2008, quest’anno la gallinella d’acqua appare in una fase discendente, seppure i 279 esemplari censiti rimangano un dato di importanza regionale.

Erano inoltre presenti 653 aironi, rappresentati da ben sei specie: airone cenerino, airone bianco maggiore, garzetta, nitticora, tarabuso e airone guardabuoi. Quest’ultimo è stato di gran lunga l’airone più numeroso nella Piana, con oltre 400 individui, distribuiti principalmente nelle aree agricole e lungo i canali. Il progressivo incremento in tutta la Piana, negli anni, delle casse di espansione e del loro valore ecologico, ha probabilmente contribuito all’aumento di alcune specie, in particolare del beccaccino, quest’anno presente con 311 esemplari, e del frullino, un piccolo limicolo simile al beccaccino.

Il censimento del 2026 ha confermato l’espansione numerica e di areale di un piccolo cormorano presente in Italia già dagli anni ’80 e ’90 e proveniente dall’Europa centro-orientale, il marangone minore. Un discorso a parte merita la presenza dell’ibis sacro, con 340 individui censiti di giorno e 1.021 in 6 dormitori della Piana, provenienti anche da zone circostanti per trascorrere le ore notturne. Si tratta di una specie alloctona di probabile provenienza domestica (da parchi e zoo francesi), che si sta espandendo con estrema e preoccupante rapidità anche in Toscana: la sua presenza potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di molte specie locali, per predazione di micromammiferi, anfibi, rettili e uccelli. Per questo motivo dal 2024 è in corso un progetto regionale di monitoraggio, svolto dal COT in accordo con il DAGRI dell’Università di Firenze e la Regione Toscana. Da segnalare due rare specie svernanti nella Piana, osservate nel 2026: sei oche selvatiche e un tarabuso.