Fra progetti concreti e sogni da realizzare: il sindaco Caporaso “disegna” la Lastra a Signa del futuro

LASTRA A SIGNA – Quello che si è aperto da poco è il primo, vero anno di consiliatura per il sindaco Emanuele Caporaso dopo le elezioni. Dodici mesi di fila, come ribadito dallo stesso primo cittadino, per mettere del tutto a fuoco quale è il “quadro complessivo delle esigenze della comunità lastrigiana”. Partiamo però dal […]

LASTRA A SIGNA – Quello che si è aperto da poco è il primo, vero anno di consiliatura per il sindaco Emanuele Caporaso dopo le elezioni. Dodici mesi di fila, come ribadito dallo stesso primo cittadino, per mettere del tutto a fuoco quale è il “quadro complessivo delle esigenze della comunità lastrigiana”.

Partiamo però dal 2025 che ci siamo lasciati alle spalle: a lei cosa ha lasciato?

“Mi ha lasciato una visione completa di ciò che questa amministrazione deve fare. Già nei primi mesi di lavoro si sono registrati dei cambiamenti importanti. Con una particolarità che mi preme mettere in evidenza, soprattutto nel periodo storico che stiamo vivendo: abbiamo voluto investire, e continueremo a farlo anche in futuro, in socialità. Senza tralsciare ovviamente tutti gli aspetti che devono caratterizzare l’impegno di un’amministrazione comunale”.

Può farci qualche esempio?

“Non tutto dipende da noi ovviamente, ma sarà fondamentale snellire l’apparato burocratico e dare qualche correttivo al settore dei lavori pubblici. Il mio auspicio più grande, per esempio, sarebbe quello di arrivare a un’anagrafe delle aziende che possono avere diritto o meno a partecipare agli appalti pubblici”.

Quali sono stati i “segni più” di questi primi mesi?

“Indubbiamente la ripartenza di tanti lavori che impatteranno, in modo positivo, su Lastra a Signa. Penso all’illuminazione pubblica, ma anche alla rete del gas, grazie alla quale saranno rimesse a nuovo diverse strade. Nelle frazioni, invece, mi viene subito in mente l’impianto in erba sintetica al campo sportivo di Malmantile. Ma penso anche allo Spedale di Sant’Antonio, oggetto nei giorni scorsi di un sopralluogo che ci ha fatto capire che sta venendo fuori qualcosa di importante. E penso naturalmente anche al nuovo ponte sul’Arno che la Regione, come ribadito di recente dal presidente Giani, ha messo fra le sue priorità”.

E i “segni meno”?

“Per rispondere a questa domanda devo riallacciarmi a quanto già detto in precedenza e al fatto che tanti Comuni, non solo Lastra a Signa, si sono sviluppati negli anni del boom economico. Mentre oggi, purtroppo, risentono della crisi che tutti stiamo vivendo. Facciamo un esempio: sul nostro territorio ci sono ben dodici impianti sportivi, ma il bilancio non ci consente di prestare contemporaneamente la necessaria attenzione che tutti invece meriterebbero. Servono quindi progetti mirati ed è necessario comprimere le spese di gestione. Ecco di conseguenza che è necessario trovare altre strade, come la possibilità di partecipare a bandi che siano “tagliati” su quelle che sono le capacità effettive degli enti pubblici. Dove, restando in tema di bilancio, e lo dico con orgoglio, passando al sociale, questa amministrazione non ha tolto un euro”.

Un capitolo a parte è quello relativo ai trasporti e alla mobilità…

“Vero. Per quanto ci riguarda quella della fermata ferroviaria è una grande opportunità. Per Lastra a Signa ma anche per i dintorni. Ma sarebbe fondamentale, e il mio è anche un appello che rivolgo alla politica, aumentare la densità del trasporto regionale e metropolitano che, a sua volta, ridurrebbe quello delle auto sulle strade. Nel 2026, poi, finalmente partiranno i lavori per la realizzazione della rotonda nei pressi della stessa fermata ferroviaria. E, una volta ultimata, metterà in collegamento la via Livornese con l’altra viabilità snellendo sicuramente il traffico su tutto il Comune”.

Ci sono dei progetti che vorrebbe vedere realizzati o almeno iniziati?

“Tanti. Come già detto puntiamo molto sul nuovo ponte sull’Arno, ma anche sul secondo lotto della Toscoromagnola, la strada statale 67. Se poi posso pensare anche più in grande, indico un potenziamento della Fi-Pi-Li e il nuovo pronto soccorso all’ospedale di Torregalli. Ma anche la Casa di comunità dentro l’ex Alfa Columbus e la necessità di riportare il centro storico di Lastra a Signa alla vitalità che si merita e per la quale ha tutte le potenzialità del caso. Il Sant’Antonio? Dobbiamo essere bravi a “mmeterci dentro” tutto ciò che serve al territorio…”.