PRATO – Oltre 1.000 nuovi alberi per ombreggiare la città e migliorare, nel tempo, la qualità dell’aria: per essere precisi sono 1.043 le alberature che entrano a far parte del patrimonio verde del Comune di Prato. 713 di queste sono già state messe a dimora grazie all’intervento di forestazione che si è concluso in questi giorni, mentre altri 330 alberi saranno piantati a partire dalla seconda settimana di aprile in sei zone della città, già a verde pubblico e selezionate in base ad alcuni criteri, tra cui la presenza di isole di calore, la concentrazione di inquinanti nell’aria misurata tramite il sistema delle centraline presenti sul territorio e la densità abitativa. E’ stata così elaborata una mappa che ha dato priorità alle aree urbane in cui si sono registrate le maggiori temperature al suolo e una peggiore qualità dell’aria. Alla luce di tutto questo, gli ulteriori 330 nuovi alberi saranno piantati in via del Purgatorio, via Fratelli Cervi, via Dragoni, via Toscana, via Saccenti e via Visiana. Su tutte le aree il Comune realizzerà un impianto di irrigazione interrato alimentato da un pozzo esistente o da un nuovo allaccio alla rete.
Con il nuovo intervento di forestazione, che si concluderà entro novembre 2026, vengono piantati olmi, pioppi, magnolie, aceri campestri, querce rosse, carpini bianchi, farnie fastigiate, piante di gelso e olivi. Con l’introduzione di queste 330 ulteriori specie nel verde urbano cittadino, è stato calcolato che solo nel primo anno saranno stoccate mediamente quasi 50 tonnellate di anidride carbonica l’anno, 680 Kg di biossido di azoto e 115 Kg di inquinante Pm10. Al termine del programma di forestazione, e dunque con la messa a dimora di tutti i 1.043 alberi previsti, è stato stimato un risparmio di quasi 2.000 tonnellate di anidride carbonica e di 4.600 Kg di particolato in 10 anni.
Quelle piantate saranno “giovani” alberature, la cui capacità di stoccaggio degli inquinanti crescerà in proporzione al trascorrere degli anni: i maggiori risultati si apprezzano soprattutto dopo il primo decennio di vita della pianta, tempo nel quale si calcola che arrivi “a maturità”. Da quest’anno, il Comune ha richiesto a Plures Alia, che si occupa del taglio dell’erba per conto dell’ente, di lasciare intatta la vegetazione presente intorno alle alberature, per evitare il ferimento dei colletti con le strumentazioni che vengono tradizionalmente usate per il diserbo, pratica che soprattutto sulle giovani alberature è stato osservato comprometterne fortemente lo sviluppo o quantomeno, rallentarne, la crescita.
