Furto di 2600 litri di gasolio, tre arresti

LASTRA A SIGNA – Hanno preso 2.600 litri di gasolio dall’oleodotto, al confine tra Lastra a Signa e Scandicci, ma i carabinieri li hanno arrestati, inseguendoli fino a Ginestra Fiorentina e hanno recuperato “l’olio nero”. Durante la scorsa notte, i carabinieri della Compagnia di Scandicci sono stati allertati da un responsabile della società petrolifera Eni […]

LASTRA A SIGNA – Hanno preso 2.600 litri di gasolio dall’oleodotto, al confine tra Lastra a Signa e Scandicci, ma i carabinieri li hanno arrestati, inseguendoli fino a Ginestra Fiorentina e hanno recuperato “l’olio nero”.

Durante la scorsa notte, i carabinieri della Compagnia di Scandicci sono stati allertati da un responsabile della società petrolifera Eni di Livorno, che segnalava una perdita di pressione sull’oleodotto Livorno-Calenzano, dovuta a un probabile furto in corso ed indicando, con buona approssimazione, le coordinate geografiche nella zona di confine tra il comune di Scandicci e quello di Lastra a Signa.

I carabinieri hanno intercettato gli autori del furto in via di Bracciatica, a Lastra a Signa, a bordo di una Bmw 740 e di un furgone Iveco, già segnalati dalla Centrale operativa di Firenze come veicoli sospetti. I malviventi, dopo un inseguimento che si è concluso in via Chiantigiana a Ginestra Fiorentina, sono stati bloccati e trovati in possesso di 2.600 litri di gasolio, riposti in tre cisterne all’interno del furgone, e di circa 100 metri di tubo in gomma e numerose giunture e rubinetti idraulici, materiale utilizzato per il prelievo del carburante.

Durante l’arresto, uno dei tre cittadini stranieri, per fuggire ha aggredito i carabinieri, che hanno riportato lievi ferite medicate all’ospedale di Torregalli. Le tre persone fermate, tra i 24 e i 29 anni, di origine rumena, sono residenti in comuni a nord di Roma. Per loro l’accusa è di furto aggravato in concorso e per il terzo anche di rapina impropria; sono stati portati a Sollicciano a disposizione dell’Autorità giudiziaria fiorentina.

Durante la perforazione della condotta e il furto di gasolio non c’è stato sversamento nelle campagne e la società Eni si è adoperata per mettere in sicurezza la condotta ed evitare qualsiasi possibile inquinamento.