“Coltivare la salute”, un progetto per migliorare la vita della popolazione Saharawi

SESTO FIORENTINO – Si terrà il 16 gennaio alla Biblioteca Ragionieri il primo passo del progetto di cooperazione internazionale “Coltivare Salute: supporto alle produzioni alimentari locali per migliorare la qualità della dieta della popolazione Saharawi rifugiata in Algeria”. Si tratta di un incontro di lavoro tra i partner e un momento di approfondimento aperto ai […]

SESTO FIORENTINO – Si terrà il 16 gennaio alla Biblioteca Ragionieri il primo passo del progetto di cooperazione internazionale “Coltivare Salute: supporto alle produzioni alimentari locali per migliorare la qualità della dieta della popolazione Saharawi rifugiata in Algeria”. Si tratta di un incontro di lavoro tra i partner e un momento di approfondimento aperto ai cittadini. Obbiettivo del progetto, spiega una nota del Comune. è migliorare la qualità della dieta e della salute dei rifugiati saharawi nei campi di Tindouf, affiancando le donne tramite la promozione dell’arboricoltura a livello familiare e il supporto ad attività generatrici di reddito, al fine di produrre alimenti di qualità, generare una fonte di sostentamento e condurre stili di vita più attivi e sani, mitigando i problemi di salute legati a obesità e diabete che si stanno drammaticamente diffondendo tra la popolazione, soprattutto femminile.

Oltre al Comune di Sesto Fiorentino, tra i partner ci sono l’Università statale di Milano, Nexus ER ETS, VSF – Veterinari Senza Frontiere Italia, MA70 – Movimento Africa 70. Alle 15.45 alla Biblioteca ed è prevista la visita guidata al Centro di documentazione saharawi “Mohamed Abdelaziz”. Alle 17, presso la sala Pilade Biondi del palazzo comunale, si terrà l’incontro aperto al pubblico “Il diritto negato. La questione saharawi nel nuovo scenario internazionale”. Interverranno, tra gli altri, Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia e il vicesindaco Claudia Pecchioli. Il progetto “Coltivare salute” avrà una durata di tre anni e beneficia di un finanziamento da parte dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e Sviluppo di circa 1,2 milioni di euro, a copertura del 94% circa dei costi previsti.