Elettrodotto. Comitato Calenzano-Paesaggio e Salute chiede l’interramento e una mitigazione adeguata

CALENZANO – Sono state 1.120 le firme raccolte per chiedere di interrare l’elettrodotto nel tratto calenzanese: lo chiede il comitato Calenzano-Paesaggio e Salute. Il Comitato, si legge in una nota, “accetterà le mitigazioni se funzionali a rendere l’impatto visivo dei sostegni più tollerabile nel periodo che intercorrerà tra adesso e l’interramento dell’opera, interramento che è possibile […]

CALENZANO – Sono state 1.120 le firme raccolte per chiedere di interrare l’elettrodotto nel tratto calenzanese: lo chiede il comitato Calenzano-Paesaggio e Salute. Il Comitato, si legge in una nota, “accetterà le mitigazioni se funzionali a rendere l’impatto visivo dei sostegni più tollerabile nel periodo che intercorrerà tra adesso e l’interramento dell’opera, interramento che è possibile tecnicamente, che il Comitato auspica e che crede dovrà avvenire nell’arco di pochi anni e non in un  futuro più o meno lontano”. Al tavolo, che si è tenuto nel mese di dicembre, “ha contestato le mitigazioni presentate da Terna” perché, dice, “totalmente insufficienti”. Secondo il Comitato è stato proposto “un piano di mitigazioni completamente diverso e si riserva di accettare o meno la successiva proposta di Terna al riguardo, proposta che ancora non è stata formulata”. Inoltre, prosegue il Comitato “è ancora in attesa di ricevere gli esiti del monitoraggio sulle emissioni, ante operam e post-operam, documentazione richiesta dal Comitato da oltre sei mesi e non ancora ottenuta”.

La posizione del Comitato al tavolo tecnico è “fortemente critica e interlocutoria”. “Quello che stiamo asserendo – prosegue la nota ò è documentato ampiamente da tutti i documenti che abbiamo trasmesso al sindaco e ai consiglieri comunali, che attestano la nostra chiara presa di posizione per l’interramento e, indipendentemente dalle mitigazioni, contro quest’opera nella configurazione aerea attuale, per il tratto di Calenzano, per il quale abbiamo anche evidenziato possibili mancanze procedurali e di istruttoria”. Infine il Comitato si auspica che “il dibattito intorno a questo tema possa arricchirsi di elementi nuovi e stimolanti e che non retroceda su un piano già affrontato mesi addietro, cioè quello delle mitigazioni come possibile risposta al problema (ipotesi che noi respingiamo), piano già oltrepassato dai fatti e dagli atti proposti”.