POGGIO A CAIANO – “Sulla sentenza del Consiglio di Stato circa il ripristino del senso unico su via Vittorio Emanuele, il Comune di Poggio a Caiano accetta amaramente il verdetto. Ma le sentenze si rispettano fino in fondo, altrimenti si leggono solo per ciò che interessa a una parte”: a tornare sulla venda del ponte al Molino è il gruppo di maggioranza Riccardo Palandri sindaco Poggio a Caiano, che spiega: “La sentenza è chiara: la competenza su quella strada è della Provincia di Prato, tocca quindi all’ente ripristinare il doppio senso. E dato che è stato anche scritto che le strade provinciali nel centro abitato di un Comune al di sotto dei diecimila abitanti devono essere gestite dalla Provincia, d’ora in poi tutte le ordinanza relative a quei tratti viari spettano all’ente provinciale e non più alla Polizia locale di Poggio a caiano. C’è da fare uno scavo? Bisogna rivolgersi alla Provincia e non più al comando di via Soffici che prima chiedeva l’autorizzazione in Provincia e poi procedeva. Le regole sono cambiate e vanno seguite e così faremo”.
E ancora: “In seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, dalla Provincia è stato revocato il nulla osta per la riapertura a doppio senso del ponte al Molino. Dal punto di vista tecnico, in base alla sentenza stessa, l’annullamento dell’atto è una procedura corretta perché era stata sbagliata l’istruttoria, considerando che, sempre secondo la sentenza, è la Provincia che deve firmare l’ordinanza di riapertura di quel tratto viario di sua competenza. Ma in base all’iter portato avanti dal Comune di Poggio a Caiano, adesso l’amministrazione chiede alla Provincia l’ordinanza di riapertura del ponte al Molino per il quale aveva dato parere favorevole. Se non lo facesse, sembrerebbe più una ripicca politica, ma che non va a discapito di questa giunta, che non è dello stesso colore politico della Provincia, ma che va a discapito dei poggesi, questo è bene sottolinearlo”.
Per poi concludere: “Andiamo a spiegare i motivi. Quando saranno terminati i lavori del parcheggio dell’area ex Isidoro, lì troveranno spazio per la sosta anche gli autobus turistici che arrivano da via Roma, che rientra nel Comune di Prato. Per tornare a Prato, senza il doppio senso sul ponte, dovranno transitare dal centro abitato di Poggio a Caiano, obbligatoriamente da via Cancellieri e poi andare verso il Poggetto oppure facendo un bel giro prima di poter immettersi in via Roma e questo vale anche per gli automobilisti. La domanda sorge spontanea: qui l’inquinamento non viene considerato? E l’aumento del traffico interno? Conta solo l’inquinamento di via Vittorio Emanuele? Le altre strade sono considerate di serie C? Inoltre, Autolinee Toscane ha chiesto, all’anno, 45mila euro in più per i chilometri aggiuntivi i loro mezzi devono percorrere per andare a Prato, soldi che ci rifiutiamo di pagare perché la scelta del senso unico del ponte al Molino non è nostra bensì della Provincia di Prato. E a rimetterci sono i cittadini. Tutti. Indistintamente dal colore politico. Ultimo, ma non per importanza, la richiesta che è arrivata da parte dei mezzi di soccorso, come ambulanze e Vigli del fuoco, della convocazione di una conferenza dei servizi per parlare del traffico in uscita. Se Poggio a Caiano ha diversi ingressi (ponte al Molino, ponte all’Asse ponte alla Furba) in uscita ci sono solo due “accessi” e se uno di questi dovesse essere interdetto resterebbe solo una via di fuga”.
