Pubblica Assistenza di Signa dal 1 aprile senza guardia medica: “Avvisati con una Pec, la decisione è della Ausl”

SIGNA – E’ un fiume in piena il presidente della Pubblica Assistenza di Signa, Matteo Carrai. E insieme a lui tutta l’associazione di via Argine Strada, punto di riferimento nel mondo del volontariato e dell’assistenza sanitaria nel territorio delle Signe. “In modo inaspettato e improvviso – spiega Carrai – ieri la direzione dell’Azienda Usl Toscana […]

SIGNA – E’ un fiume in piena il presidente della Pubblica Assistenza di Signa, Matteo Carrai. E insieme a lui tutta l’associazione di via Argine Strada, punto di riferimento nel mondo del volontariato e dell’assistenza sanitaria nel territorio delle Signe. “In modo inaspettato e improvviso – spiega Carrai – ieri la direzione dell’Azienda Usl Toscana Centro ci ha comunicato con una Pec che dal 1 aprile verrà chiusa la postazione della cosiddetta “Continuità assistenziale” (la guardia medica) presso la nostra sede”. Il servizio era ospitato infatti presso la Pubblica Assistenza di Signa e la Misericordia di Lastra a Signa fino dagli anni ’70: “La decisione ci rende delusi, stupefatti e dispiaciuti, non solo per la scelta di spostare il medico di guardia medica altrove ma anche per il metodo utilizzato dalla direzione dell’Azienda Sanitaria: ci viene inviata una comunicazione formale, senza neppure rispettare i termini di recesso che prevedono almeno 90 giorni di preavviso. Abbiamo messo immediatamente a conoscenza di questa decisione il sindaco di Signa che si è detto sorpreso e non informato dalla Ausl Toscana Centro”.

“Apprendiamo da un quotidiano (La Nazione, n.d.r.) che la Asl avrebbe deciso di spostare il medico nella nuova “Casa di comunità” presso il presidio AlfaColumbus di Lastra a Signa. Una scelta che non condividiamo, non solo perché toglie la guardia medica dal territorio comunale di Signa, venendo meno a equilibri ormai storici, e svalorizza il ruolo delle associazioni di volontariato ma, a nostro avviso, peggiora il servizio. La nostra sede è presidiata, video-sorvegliata, dotata di pulsante di emergenza anti-aggressione. La presenza dei volontari è stata essenziale in tantissime situazioni, anche per assicurare soccorso ed assistenza quando il medico è fuori sede per svolgere visite domiciliari oppure quando la Asl, purtroppo sempre più spesso, chiude la postazione per mancanza di personale medico. Anche recentemente un paziente è stato soccorso dai nostri volontari mentre era in attesa del medico e trasportato d’urgenza in ospedale. In passato abbiamo rianimato un paziente, utilizzando il Dae e ripristinando il battito cardiaco, proprio grazie alle nostre competenze in materia di primo soccorso ed emergenza, supportando il medico di continuità assistenziale”.

“Non si tratta di un mero affitto dei locali. Il nostro personale accoglie gli utenti, fornisce informazioni, supporta e sostiene un servizio che vive un periodo di grande affanno e criticità dovute alla carenza di medici e a una serie di scelte organizzative dell’Azienda Sanitaria e della Regione che ci lasciano perplessi. Nonostante le tante segnalazioni e proposte di miglioramento nessuno ci ha mai ascoltato, nessun dirigente Asl è mai venuto a vedere come funziona questo servizio sul territorio e, anzi, da molti mesi neppure veniamo informati quando la postazione viene chiusa per mancanza del medico e ci troviamo con numerosi utenti in attesa”.

Dal 1 aprile, quindi, in orario notturno e festivo il medico sarà da solo dentro il presidio Asl di Lastra a Signa: “Non è dando un nome accattivante come “Casa della comunità Hub” che si migliorano i servizi. Quando il medico sarà fuori per visite domiciliari – dice Carrai – i pazienti si troveranno fuori della porta e se il sanitario sarà in pericolo o avrà necessità di sostegno non avrà nessuno ad aiutarlo. Proprio perché nessuno ci aveva avvisato della volontà di dismettere il servizio recentemente abbiamo investito circa 10.000 euro per rinnovare completamente la sala d’attesa e l’ambulatorio, con lavori di ristrutturazione e acquisto di nuovi arredi. Lo scorso anno abbiamo sostituito l’automobile che forniamo al medico per svolgere le visite domiciliari. Ma il paradosso principale riguarda la stessa Azienda Sanitaria che nemmeno un mese fa ha sostenuto con fondi Pnrr i costi per collegare il nostro edificio alla rete in fibra ottica, con l’obiettivo di potenziare i collegamenti informatici del proprio personale medico, quello della guardia medica e quello del 118. Soldi spesi inutilmente perché non ci sarà nessuno a utilizzare quella connessione in fibra ottica. Voci inoltre ci riferiscono che nei prossimi mesi sarà tolto dalla nostra sede anche il medico del 118 a bordo dell’ambulanza, attuando nuovi modelli che ci vedono ulteriormente perplessi e su cui si riserviamo le nostre valutazioni quando ci sarà, si spera, illustrato il progetto definitivo…”.

“Togliere il medico di guardia dalla nostra associazione è un danno per tutta la comunità di Signa. Scriveremo al presidente della Regione Toscana, all’assessore regionale alla salute, alla Direzione generale dell’Azienda Usl Toscana Centro, al sindaco di Signa e alle nostre rappresentanze zonali e regionali: pretendiamo rispetto per il nostro ruolo sul territorio e rispetto per i cittadini di Signa. Le riorganizzazioni non si fanno con le Pec, ma attraverso il dialogo, il coinvolgimento dei territori e dei suoi rappresentanti e senza dubbio valorizzando le associazioni di volontariato che hanno contribuito negli ultimi 50 anni a realizzare questi servizi, ben oltre il loro ruolo e cercando di colmare al meglio lacune e disservizi. Non ci stupiremmo se il passo successivo sia la chiusura definitiva della guardia medica nella zona delle Signe o la riduzione al solo orario diurno, come recentemente è stato fatto in alcuni dei Comuni limitrofi”.