LASTRA A SIGNA/SIGNA – Taric ancora al centro del dibattito. Dibattito organizzato dal comitato Liberamente Le Signe e che si è svolto nei giorni scorsi a Lastra a Signa al Palazzo dei Sindacati. Con la presenza di Marco Cardone (Trasparenza per Empoli), dei rappresentanti dei comitati No Taric di Campi Bisenzio e Bagno a Ripoli, oltre a un centinaio di cittadini. “Siamo davanti a un sistema che, paradossalmente, premia chi produce più rifiuti”, ha detto Stefania Celenza, vicepresidente del comitato Liberamente Le Signe. “Quella assunta da Plures Alia – ha aggiunto Cardone – è una logica di tipo privatistico. Per questo è stata proposta una gestione In House, composta totalmente dai Comuni, che ha normative interne che rendono possibile la partecipazione non solo dei sindaci alle decisioni dell’azienda, ma anche quella dei cittadini”. Cardone, poi si è soffermato sull’esperienza di Empoli e del referendum del novembre scorso in cui si chiedeva se abrogare o meno la delibera di adesione del Comune alla Multiutility toscana e che non ha raggiunto il quorum: “Al di là dei numeri, ha suscitato tanto interesse, politica ma anche mediatica, tanto che la stessa amministrazione di Empoli, come altri sindaci dei Comuni serviti da Publiacqua, il cui mandato è in scadenza, durante la riunione nell’ambito della Autorità idrica territoriale, ha espresso parere contrario all’ingresso di un socio privato nella gestione dell’acqua e iniziare una gestione “In House”…”.
“Questo – ha proseguito Cardone – ha messo in standby il referendum a Signa che prevedeva l’abrogazione della delibera con la quale il Comune, nel 2022, aveva ceduto le proprie quote di Alia alla nuova Multiutility e che il comitato ha in programma perché il prossimo 31 marzo i sindaci dovranno ritrovarsi per dare mandato a una figura tecnica, il direttore dell’Autorità idrica territoriale, per cominciare a redigere le carte per realizzare l’affidamento In House. Se questo sarà confermato Publiacqua, o la società che la sostituirà, diventerà In House e siccome le quote di Publiacqua, dai Comuni, sono state conferite in Alia Multiutiliy, ovvero Plures, questa dovrà cambiare il suo statuto per legge”.
Fra le criticità esposte dai comitati, “oltre a una serie di disservizi, anche i risultati dell’analisi economica del Piano economico finanziario dei Comuni, base di calcolo della tariffa e, di rimando, della Taric stessa, che presenta degli effetti distorsivi evidenti da risolvere. Bisogna tenere vivo il problema, non ci si deve abituare ai disservizio. E’ necessario riscoprire il senso di comunità: non solo tramite le manifestazioni in piazza, ma soprattutto tramite azioni diverse, tipo Pec, segnalazioni sulla App e azioni che servano a unire le persone”. E ancora: “La App non è efficiente, genera confusione e incertezza invece di dare uno specchio immediato e reale della situazione; la raccolta rifiuti è vissuta come un terno a lotto”. Così come c’è stata la proposta di fare una raccolta delle criticità per poter avere uno storico dei problemi e delle domande più ricorrenti ed individuare più facilmente le soluzioni intraprese e che hanno funzionato, al fine di poter presentare dati dimostrabili ed inoppugnabili per chiedere trasparenza e soluzioni chiare. “Il comitato Liberamente Le Signe continuerà a lavorare sul tema della raccolta dei rifiuti insieme agli altri comitati dell’”Unione cittadini no Taric” con i quali sta vagliando azioni congiunte per evidenziare e migliorare le storture dell’attuale sistema di raccolta e la relativa tariffa”.
